Il videogame nacque con l’intento di intrattenere per qualche momento il giocatore attraverso una semplice interfaccia che traducesse su un monitor i comandi dati in pasto all’elaboratore.

Al giorno d’oggi il videogame è considerato un media in rapida ascesa, il settore dell’intrattenimento che non sembra sentire la crisi, in continua evoluzione e proiettato verso il futuro, ma ci sono questioni ancora da risolvere per poter ottenere l’emancipazione di questo nei confronti del grande pubblico; attraverso questo breve articolo noi di QwertyMag cercheremo di trattare queste “questioni irrisolte”:

MONEY MONEY MONEY:
money

Il videogame è sempre stato un hobby per persone abbienti, a differenza del cinema il prezzo di un videogame è 10 volte tanto, per non parlare poi delle varie collector’s/limited edition, nate appositamente per spillare ulteriore denaro al gamer collezionista, offrendo (salvo rare eccezioni) action-figure utili a farsi invidiare dalla cerchia di amici videogiocatori, cartoline, qualche DLC, un libretto illustrato (che magari si sfoglia 2 volte seduti sul trono di porcellana) e la official soundtrack. Tutto questo accompagna il piatto forte, cioè il software in questione.

La nascita di queste collector’s edition è da associare ad una cruciale questione, i marketing manager che sanno bene quanto questo tipo di intrattenimento venga seguito da persone disposte a spendere il proprio denaro per questo genere di merchandise.

Da qui l’introduzione degli amati/odiati DLC e dei rispettivi Season Pass, che consentono di scaricare tutti i contenuti aggiuntivi in uscita ad un prezzo di poco inferiore. Ogni titolo AAA che si rispetti deve soddisfare i requisiti scritti in precedenza, ma la situazione sta sfuggendo di mano. Arrivano quindi in soccorso a tutto ciò, gli humble bundle, store digitali di keys e in particolare Steam (e i suoi famosi saldi), una piattaforma strettamente legata al PC gaming in grado di proporre prezzi sicuramente molto vantaggiosi a tutti quei videogiocatori che non si curano del mero collezionismo ma puntano al risparmio e al prodotto vero e proprio, il software da scaricare con cui poi potersi divertire nei giorni a venire. Viene quindi, alla luce di questi prezzi così vantaggiosi, chiedersi se in un futuro non troppo lontano anche sulle console si potrà avere un sistema di distribuzione unicamente digital delivery. Probabilmente Microsoft, grazie alla nuova piattaforma Windows 10 e alla stretta collaborazione con il team XBox, sta già lavorando ad una soluzione per far diventare la copia digitale una realtà affermata.

(risolvendo in primis le questioni di banda e connessione internet non entusiasmanti in molte zone del paese o pianeta facendo un discorso più generale)

 

RECENSIONI E RECENSORI:
gamejournalism

Pure il giornalismo ha tratto vantaggio dall’espansione del medium videoludico; con l’avvento di quel periodo negli anni 80-90 in cui ogni giovane programmatore pensava di poter sviluppare un gioco e diventare ricco e famoso, servivano persone qualificate per poter filtrare quali prodotti erano effettivamente meritevoli e su quali invece non valeva la pena di investire i propri risparmi. Da qui la professione del critico videoludico, un’entità che al tempo lavorava per riviste e magazine mensili, mentre oggi si è spostato tutto online, potendo fornire un contatto più diretto e umano verso gli utenti dello specifico sito web e ovviamente la notifica immediata (e giornaliera) qualora uscissero nuove informazioni, immagini o materiale promozionale riguardo ogni videogioco degno di nota. Purtroppo al giorno d’oggi questi newser ora sono più occupati a riportare notizie riguardo la risoluzione e il frame-rate di ogni videogame, il tutto ovviamente per creare discussioni e console war tra gli utenti di quel sito.

Il redattore invece si occupa di recensire il gioco, ma quanto è attendibile il suo giudizio nell’era delle patch al day one? Va menzionato che alcune testate giornalistiche specializzate nel settore hanno recentemente introdotto il sistema di valutazione variabile, cioè il voto di alcuni giochi può essere modificato nel corso del tempo. Cosa ne pensate?

 

VIDEOGAME IN CONTINUA ESPANSIONE:

Con la maggiore potenza di calcolo che hanno attualmente le console ma soprattutto il PC i game designer hanno espanso un genere molto in voga negli anni passati, il sandbox/free roam. Questa categoria di videogame offre un mondo liberamente esplorabile per il giocatore che può virtualmente visitare grandi città moderne (New York la più gettonata, ma anche Chicago, Seattle) oppure compiere scorribande nel far west, viaggiare per ore e ore in questi mondi virtuali da mettere a ferro e fuoco, senza caricamenti di sorta e il tutto con conseguenze di causa delle proprie azioni. Questo “nuovo” genere videoludico è perfettamente integrato con il discorso delle realtà virtuali, siccome anche senza l’utilizzo di caschi o innovativi gadget, riesce ad offrire un nuovo livello di immedesimazione per il giocatore, che quindi si trova libero dai binari imposti dal designer vivere le proprie singolari avventure all’interno dell’area di gioco.

Come al solito siamo curiosi di sapere la vostra opinione sulle questioni da noi sollevate, potete farcelo sapere attraverso i commenti qui sotto.

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