Il Logitech G502 è il successore spirituale del mitico Logitech G500, uno dei mouse più apprezzati, in produzione da fine 2009 fino a metà 2014. Da possessore di G500, non potevo certo perdere l’occasione di metterli a confronto.

Prima di proseguire con la lettura, vi consiglio di leggere la nostra guida ai mouse.

Dal punto di vista delle caratteristiche tecniche, il G502 ha un sensore laser da 12000 DPI, il più sensibile della categoria (da non confondere con preciso), con un’accelerazione massima di 40G e una velocità massima di 300 pollici al secondo, così da non perdere precisione nei movimenti veloci. Il mouse è ovviamente cablato (USB, con la classica guaina in tessuto) ed ha un polling rate di 1000Hz, garantendo così ritardi bassissimi.

Sebbene, come ho già spiegato nella guida, i DPI sono solo fuffa da marketing, rispetto al G500, il sensore è più preciso nei movimenti veloci poichè la velocità di malfunzionamento è molto più alta. Devo ammettere che, pur muovendolo più velocemente possibile, non sono riuscito a raggiungerla, quindi da questo punto di vista è decisamente ottimo.

Il mouse ha ben 9 pulsanti: i 2 principali, la rotella (che si muove anche di lato), 3 pulsanti sul lato sinistro, uno al centro sotto la rotella e 2 a sinistra del tasto sinitro. Tutti i pulsanti sono programmabili. Non è utilizzabile dai mancini, ed è studiato per impugnature palm e claw. Il tasto sinistro, inoltre, è sagomato. Rispetto al G500, i bottoni sono leggermente più facili da premere, e li premo accidentalmente piuttosto spesso, ma è solo questione di abitudine. Come da tradizione Logitech, è presente la rotella sganciabile.

Il corpo è in plastica antiscivolo con i lati in gomma, e al tatto da un’ottima sensazione di solidità.

Il peso è di 121 grammi, regolabile con dei pesetti forniti nella confezione. In modo piuttosto insolito, il mouse si apre sul retro (sportello con calamita) per inserire i pesetti.

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A differenza del G500, il cui design è piuttosto sobrio, al G502 sembrano mancare solo le casse con Gigi d’Agostino a palla: pur non essendo di fronte agli abomini di Mad Catz, con tutto il rispetto per Logitech, il design di questo mouse è troppo appariscente, ed è chiaramente un mero strumento di marketing. Fortunatamente è comodo, altrimenti avrei chiesto il rimborso.

Se finissi la recensione quì, direi che è un ottimo mouse, con un design un po’ troppo appariscente; purtroppo però devo parlare del software di configurazione.

Chi ha un G500 avrà familiarità con il vecchio SetPoint 6.32: un programma dalla grafica semplice, ricco di funzionalità, veloce, e senza funzioni inutili. Il nuovo Logitech Gaming Software necessario per questo mouse, invece, è l’esatto opposto: grafica appariscente e tutta animata, mancanza di funzioni basilari, e ricco di funzioni inutili come la calibratura del tappetino del mouse (????). Vediamole una ad una.

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Da questa schermata è possibile programmare i tasti, regolare i DPI e creare i profili. Notare che questi vengono memorizzati in una memoria interna al mouse.

Chi utilizza SetPoint avrà notato l’assenza di una funzione a dir poco essenziale: non è possibile disattivare l’accelerazione del puntatore. In SetPoint non solo si poteva disattivare, ma si poteva anche regolare su 4 livelli. Una mancanza di questo tipo è ingiustificabile, soprattutto perchè Logitech pubblicizza questo prodotto come un mouse “da FPS”: mi spiegate voi come si gioca un FPS con l’accelerazione del mouse attiva?

Fortunatamente, Microsoft è stata più intelligente e fornisce un’opzione per disattivare l’accelerazione in pannello di controllo > mouse > opzioni puntatore. Togliete la spunta su “aumenta precisione puntatore” e siete a posto.

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Altra cosa da segnalare è che, rispetto a SetPoint, ci sono meno opzioni per programmare i tasti; per assegnare i tasti + e – allo zoom, ad esempio, ho dovuto registrare 2 macro. Di nuovo, trovo assurdo che Logitech pubblichi software di questa qualità.

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Proseguendo il tour di questo schi… ehehm… programma di configurazione, troviamo le impostazioni dell’illuminazione: qualcuno in casa Logitech ha pensato bene che poter scegliere il livello di illuminazione, e addirittura la frequenza del lampeggio del logo G di Logitech fosse più importante rispetto alla disattivazione dell’accelerazione. Possiamo anche disattivare l’indicatore luminoso del livello di DPI.

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Ma non finisce mica quì! Ecco la mirabolante calibrazione del tappetino del mouse. Come potete vedere, sono presenti 3 preset: quello neutro di default, e due per i popolari tappetini G240 e G440 di Logitech. Per (s)fortuna di Logitech, possiedo un tappetino G240, dunque ho selezionato l’opzione, e l’unica differenza che ho notato è stato un sostanziale peggioramento nella precisione nei movimenti rapidi, quindi vi consiglio di tenere questa opzione disattivata.

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Ultima funzione, è possibile monitorare l’uso del mouse e dei tasti e creare delle heatmap. L’inutilità…

Ciliegina sulla torta, a volte riavviando il PC dalla sospensione si viene accolti da un “Logitech Gaming Software ha smesso di funzionare”. Roba da matti.

Conclusioni

Ignorando il design, che è soggettivo, questo mouse è tecnicamente eccellente, forse il miglior mouse laser sul mercato, tuttavia non è assolutamente giustificabile un software di questo livello, nè tantomento il prezzo di oltre 80€.

bronze award

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