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Attacco a TikTok, parole e musica di Zuckerberg

Mark Zuckerberg sembra avere un pregio: dire dietro le quinte quel che dice pubblicamente. Questo almeno sembra essere accaduto a preambolo della vicenda che ha portato al bando di TikTok sul territorio americano. Secondo quando afferma il Wall Street Journal il fondatore di Facebook avrebbe infatti fatto una massiccia operazione di lobbismo contro il social network rivale nel corso di una serie di incontri privati con diversi senatori americani, poco dopo avere attaccato TikTok in un discorso pronunciato alla Georgetown University. Sarebbe stata questa azione a dare l’innesco, dice il giornale finanziario, all’assedio che la politica statunitense ha messo a ByteDance l’azienda che controlla TikTok.

Secondo la ricostruzione del WSJ Zuckerberg prima di dire agli studenti della università di Washington che “TikTok non condivide la dedizione alla libertà di espressione che caratterizza FaceBook” e per questo “rappresenta un rischio per i valori americani e la supremazia tecnologica del paese”, lo scorso ottobre si era dedicato a presentare gli stessi rimovi a rappresentati del governo e legislatori. Tra coloro che sono stati stimolati sull’argomento ci sarebbe stato anche il presidente Trump al quale Zuckerberg avrebbe fatto presente durante una cena che le aziende cinesi minacciano il business americano e questo dovrebbe essere una preoccupazione maggiore che quella di imbrigliare Facebook.

Il governo americano ha iniziato una analisi sulla sicurezza di TikTok appena dopo questo incontro e poi in primavera Trump ha iniziato a prosperare il bando dell’app, minaccia che ha avuto corso nei giorni passati con l’ordine esecutivo che impone a ByteDance di uscire dal mercato americano (mentre TikTok pensa di rispondere a sua volta con una azione legale)

Il fervore con cui Zuckerberg mette in luce i rischi (presunti) di TikTok per la sicurezza americana non stupisce. Nessun’altra azienda americana, come spiega il Wall Street Journal, potrebbe beneficiare di più di Facebook dalla chiusura dei servizi della rivale sul territorio americano.

Fonte: Macitynet.it