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Entro il 2022 l’89% delle famiglie italiane avrà acquistato almeno un prodotto biologico

L’Italia è al primo posto nel settore biologico in termini di superficie orticola, partecipanti al mercato e quota di esportazioni. Tuttavia, diversi cambiamenti influiscono sui consumi interni. Questo è un momento importante per l’industria biologica. Da un lato ci sono le conseguenze dell’epidemia, dall’altro il conflitto russo-ucraino e l’inflazione, che contribuiscono alla situazione incidendo sull’andamento dei consumi italiani.

Sono alcuni dei risultati dell’Osservatorio Sana 2022, presentati ieri nell’ambito della Rivoluzione Biologica 2022.

Con quasi 2,2 milioni di ettari, l’Italia ha la superficie biologica più alta rispetto al totale degli acri italiani (17%). Si tratta di un valore molto elevato rispetto alla media dell’UE, che è solo del 9% e ancora lontana dall’obiettivo del 25% fissato nella strategia Farm to Fork 2030.

Le vendite di alimenti biologici nel mercato interno (consumo domestico e fuori casa) hanno raggiunto i 5 miliardi di euro e hanno rappresentato il 3,5% delle vendite globali di alimenti biologici. A trainare la crescita del mercato sono i consumi fuori casa, che hanno raggiunto oltre 1 miliardo di euro; Crescita del 53% rispetto al 2021.

I consumi interni, invece, mostrano una leggera diminuzione in valore (-0,8%) dopo diversi anni rispetto allo stesso periodo del 2021.

Tendenze molto diverse a seconda della categoria
L’impatto maggiore è stato sulle vendite della rete di negozi specializzati, che ha mostrato un calo (-8% rispetto allo stesso periodo del 2021). La moderna gestione dell’offerta è il canale principale per gli acquisti biologici da parte degli italiani, rappresentando il 57% del consumo interno totale italiano. Nel 2022 le vendite organiche in questo segmento saranno di 2,3 miliardi di euro (+0,4% rispetto al 2021). Gli altri segmenti (vendita diretta a mercati e istituzioni e gruppi di commercio equo) sono cresciuti del 5%.

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Guardando alle categorie di prodotti biologici che vendono di più (a peso), frutta e verdura rappresentano il 13% del totale delle vendite, contro il 20% di formaggi, salumi, yogurt e uova e il 57% di pasta. Prodotti da forno, conserve e salse. In leggero aumento l’ortofrutta biologica (+3% a luglio 2022 – fonte Nielsen), anche se questa percentuale è inferiore al comparto agroalimentare complessivo (+6%).

Il marchio del made in Italy biologico mostra un aumento dell’export
Rispetto allo scorso anno, l’export biologico italiano ha mantenuto il suo slancio. Nel 2022 le vendite dei prodotti agroalimentari biologici italiani sul mercato internazionale raggiungeranno i 3,4 miliardi di euro, con una crescita del 16% (fine giugno). Il riconoscimento del marchio Biologico Made in Italy sul mercato internazionale si riflette nella crescita di lungo periodo (+181% rispetto al 2012, quasi il triplo) e nella quota export (6% del totale delle esportazioni agroalimentari italiane). 2022 rispetto al 4% di dieci anni fa).

Per quanto riguarda i mercati di riferimento, secondo uno studio condotto da Nomisma per ICE Agenzia e FederBio nei mesi di luglio e agosto 2022 (su un campione di 290 aziende enogastronomiche italiane), la principale destinazione europea del biologico italiano è la Germania, seguita dalla Francia e dal Benelux. Al di fuori dei confini dell’UE, i primi paesi sono Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito.

E il futuro? Secondo le aziende, i paesi più promettenti per le esportazioni di alimenti biologici nei prossimi tre anni sono la Germania (56%), i paesi scandinavi (32%) e gli Stati Uniti (25%).