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La Spagna mette da parte l’Italia campione d’Europa e occupa il primo posto nella finale di Nations League | La Spagna ha raggiunto la finale della Nations League

La Società delle NazioniQué partidazo, che partita dalla Spagna. E se i Red Devils (e la Francia) fossero stati avvertiti dopo l’ascesa al potere di La Ruga. Per Oyarzabal e Ferran Torres, questo è un bene in particolare per il “doblete”.




La Squadra Azzurra vs La Roja, si parla di un bel riscaldamento per Belgio e Francia. Giorno dopo giorno, tre mesi dopo i calci di rigore a Wembley, i campioni d’Europa dell’Italia hanno affrontato il cliente più difficile che hanno affrontato stasera nel loro cammino verso la vittoria del Campionato Europeo a Milano.

E se Invincible di Roberto Mancini – nel frattempo 37 partite (!) imbattute di fila – è stato il favorito contro la Spagna. Nel bel mezzo di una splendida estate di calcio, l’Italia è andata alla ricerca di “Un’altra corona”. Un’altra corona, un altro premio, e il settimo in tutto. Mancini si era ritirato: “Vogliamo restare imbattuti fino a dicembre 2022”. Per pareggiare i tedeschi – il detentore del record europeo con otto grandi premi a condizione che vinca la Nations League e in Qatar. Si è rivelato un po’ diverso.

Fin dall’inizio, Luis Enrique Spagna, ancora pesantemente criticato per la sua politica di selezione, ha preso in mano la situazione. Presto con un’occasione aperta per Oyarzabal e un gol dell’uomo di Ferran Torres. Un duo che ci ha fatto dimenticare, con Sarabia, l’assenza di Morata, Moreno, Pedri e Dani Olmo.

Com’era rumoroso l’inno nazionale italiano nel mezzo pieno di San Siro, il mitico tempio tacque dopo un quarto d’ora. Un duro colpo per gli italiani che non hanno preso piede nella prima tappa. Un mezzo miracolo gli ha impedito di trasformarsi all’istante sullo 0-2. Donnarumma, fischiato da molti milanesi in campo, ha sparato un tiro di Alonso che gli è scivolato di mano contro la traversa.

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L’Italia ogni tanto suonava, era un po’ una ricerca senza l’assente Immobile. Anche se Insigne (2x) e Bernardeschi sono andati molto vicini al gol dopo mezz’ora. Gli Azzurri crescono, fino al secondo cartellino giallo di Bonucci al 42′: Ferran Torres insacca di testa all’angolino più basso prima del segnale dell’intervallo, ancora una volta su cross dell’attaccante della Sociedad Oyarzabal. La sua sesta in sette partite internazionali, subito la conclusione della Nations League del campione d’Europa.

© Agenzia per la protezione dell’ambiente

Luis Enrique, che aveva ragione, ha guardato subito indietro alla domenica: a Torres è stato permesso di tornare subito dopo il cambio di campo. Già iniziato come il più giovane spagnolo di sempre con il diciassettenne Javi, ha ingaggiato un altro giovane con Pino (18), talento del Villarreal. Mentre la Spagna aveva il 62 percento della palla a metà partita, quella percentuale è solo aumentata. Era come un flashback in Spagna dieci anni fa. Pertanto, intoccabili e con abbondanza, gli spagnoli hanno eliminato ieri dal torneo i campioni d’Europa. Oyarzabal e Alonso hanno perso molte occasioni. L’allenatore della nazionale ha lanciato un altro giovane con il ventenne Brian Gill… come se stesse ridendo della stampa spagnola. Anche dopo l’inaspettato richiamo di Pellegrini, La Roja non si tira indietro.

Che dichiarazione degli spagnoli: chi l’avrebbe mai detto? O come la Spagna sia passata immediatamente dall’essere i Quattro Selvaggi ad essere uno dei grandi candidati. Con Ferran Torres e Oyarzabal nel ruolo principale. Con giovani talenti come Gavi e Pino, mani esperte come Busquets e terzini – Alonso e Azpilicueta. Ieri uno per uno in un ottimo lavoro. Il Rinascimento della Spagna, o almeno così sembrava a San Siro. È qui che i nostri Red Devils di domenica, se anche stasera dovessero vendicarsi per una semifinale persa in un grande torneo, hanno un compito molto difficile davanti.