I dischi a stato solido, o SSD, permettono di rendere veloce qulasiasi sistema riducendo i tempi di accesso al disco praticamente a 0; le celle di memoria tuttavia hanno un numero limitato di scritture che possono subire, dopodichè si guastano: se non viene usato correttamente, un SSD può durare anche meno di un anno, e dati i costi è meglio evitarlo.

Vediamo cosa fare e cosa non fare!

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No agli SSD economici!

Su internet possiamo ormai trovare dischi da 120GB a prezzi intorno ai 50€, principalmente sono Kingston SSDNow e Samsung di fascia bassa. Questi dischi hanno poca resistenza all’usura e si guastano molto velocemente. I più resistenti sul mercato attualmente sono gli Intel S3700, ma sono costosissimi e destinati alle enterprise.

Ci sono molti produttori e modelli diversi, quindi l’unico consiglio che vi do è: cercate sempre benchmark e stress test prima di comprare un SSD.

Disattivare il file di paging

Il file di paging è un grosso file nascosto creato da Windows sul disco in cui mette “tutto ciò che non sta nella RAM”. Questo però aumenta enormemente il numero di scritture sul disco, ed è uno dei fattori principali di usura.

Disattivarlo è consigliabile solo se il vostro PC ha almeno 4 GB di RAM.

Andate in pannello di controllo (su Windows 7 è in Start, pannello di controllo; su Windows 8 premete i tasti Windows ed R contemporaneamente, digitate control e premete invio), sistema, impostazioni di sistema avanzate (sulla sinistra), nella sezione Prestazioni fate click su Impostazioni, selezionate la scheda avanzate, nella sezione Memoria Virtuale fate click su Cambia, togliete la spunta su “Gestisci automaticamente”, selezionate l’SSD, mettete la spunta su “Nessun file di paging, fate click su Imposta, confermate e riavviate il sistema.

 

Disattivare il file di ibernazione

Il file di ibernazione è un file grande quanto la RAM installata nel PC che viene utilizzato quando iberniamo il sistema (ad esempio se su un portatile si scarica la batteria) per salvare lo stato corrente della macchina e ripristinarlo in seguito (da non confondere con la sospensione).

Disattivandolo possiamo recuperare un bel po’ di spazio sul disco.

Aprite il prompt dei comandi come amministratore (su Windows 7 fate click su start, digitate cmd, tasto destro esegui come amministratore; su Windows 8 fate tasto destro su start, prompt dei comandi (amministratore)), digitate powercfg -h off e premete invio.

Non tutti i sistemi (ad esempio la macchina virtuale del video) supportano l’ibernazione: se non è supportata, Windows non sprecherà spazio comunque.

 

Disattivare la deframmentazione automatica

La deframmentazione è uno dei peggiori nemici degli SSD, poichè spreca cicli di scrittura delle celle senza ottenere alcun guadagno in prestazioni. Windows purtroppo la esegue in automatico su tutti i dischi una volta a settimana, ma la possiamo disattivare.

Premete sulla tastiera i tasti Windows ed E, fate tasto destro sull’SSD, proprietà strumenti, nella sezione Ottimizzazione fate click su Ottimizza (o Esegui defrag), poi nella sezione pianificazione fate click su Cambia impostazioni, togliete la spunta e confermate.

 

Disattivare il ripristino di sistema

Il ripristino di sistema può essere utile se siete degli imbranati irrecuperabili, ma occupa spazio su disco e genera scritture, quindi è meglio disattivarlo.

Andate in pannello di controllo (su Windows 7 è in Start, pannello di controllo; su Windows 8 premete i tasti Windows ed R contemporaneamente, digitate control e premete invio), sistema, Protezione sistema (sulla sinistra), fate click su Configura, poi in basso a destra su Elimina e infine mettete la spunta su “Disattiva protezione sistema”, confermate e riavviate.

 

Disattivare la copia shadow

Il servizio di copia shadow mantiene versioni vecchie dei file che possono essere ripristinate (una funzione talmente utile che quasi nessuno sa che esiste), sprecando spazio e generando scritture.

Andate in pannello di controllo (su Windows 7 è in Start, pannello di controllo; su Windows 8 premete i tasti Windows ed R contemporaneamente, digitate control e premete invio), Strumenti di amministrazione, Servizi, cercate “Copia shadow del volume”, fate doppio click e nell’avvio mettete Disabilitato, poi confermate e chiudete.

 

Disattivare Superfetch

Superfetch è un servizio di Windows che tenta (fallendo miseramente) di migliorare le prestazioni di caricamento dei programmi dai dischi lenti. Su un SSD ciò è totalmente superfluo.

Andate in pannello di controllo (su Windows 7 è in Start, pannello di controllo; su Windows 8 premete i tasti Windows ed R contemporaneamente, digitate control e premete invio), Strumenti di amministrazione, Servizi, cercate “Superfetch”, oppure “Ottimizzazione avvio”, fate doppio click e nell’avvio mettete Disabilitato, poi confermate e chiudete.

 

Eliminare il ritardo all’avvio (Windows 8)

Se utilizzate Windows 8 o 8.1 forse avrete notato che le applicazioni in avvio automatico impiegano 15 secondi ad avviarsi. Questo non è dovuto ad una lentezza del sistema o delle applicazioni, ma è stato voluto da Microsoft per migliorare le prestazioni sui dischi meccanici riducendo il numero di spostamenti della testina nei primi secondi di avvio del sistema, in modo tale da renderlo più scattante. Su un SSD ciò è totalmente superfluo.

Per rimuovere il ritardo, scaricate questo file di registro, eseguitelo e riavviate il PC.

Attivare AHCI e TRIM

Tenere un SSD in compatibilità IDE o con il TRIM disattivato distrugge le prestazioni e ne accorcia la vita.

La maggior parte dei PC recenti sono già configurati per non avere questi problemi, ma su PC vecchi meglio controllare:

Entrate nel BIOS del vostro PC e assicuratevi che il controller SATA sia in modalità AHCI, ed installate SEMPRE i driver del chipset e del SATA. (Nota: se il sistema è stato installato in compatiblità IDE, sarà necessario reinstallare Windows).

Per sapere se il TRIM è attivo aprite il prompt dei comandi come amministratore (su Windows 7 fate click su start, digitate cmd, tasto destro esegui come amministratore; su Windows 8 fate tasto destro su start, prompt dei comandi (amministratore)), digitate fsutil behavior query disabledeletenotify e premete invio: se esce 0 il TRIM è attivo, altrimenti no. Se il TRIM non è attivo, aggiornate i driver di chipset e SATA, e magari anche il firmware dell’SSD; assicuratevi inoltre che l’SSD lo supporti!

Usare un disco secondario come “magazzino”

Se avete un disco secondario, spostate tutti i file ingombranti (ISO, film, …) ed impostate browser, client bittorrent, ecc. per scaricare direttamente nel “magazzino” anzichè sull’SSD, risparmierete spazio.

Windows permette anche di spostare le cartelle Documenti, Immagini, ecc., ma non lo consiglio per non intaccare le prestazioni.

Tenere controllato lo SMART

Gli hard disk hanno un sistema che monitora la salute, così da avvisare l’utente di imminenti rotture. Per gli SSD questo è particolarmente importante, poichè possiamo monitorare la vita rimanente e le scritture eseguite.

Un’utility open source e gratuita per tenerlo controllato è CrystalDiskInfo

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In quest esempio abbiamo una vita rimanente del 97% (sotto il 90% meglio iniziare a salvare i dati!), su un SSD che in 7180 ore di attività ha eseguito quasi 43TB di scritture. I dischi economici non arrivano nemmeno ad 1TB di scritture!

 

5 COMMENTI

    • Ho visto anche io quell’articolo, però dato che riparo PC ho anche visto una gran quantità di Samsung 830/840 guasti in meno di 1 anno, e lo stesso vale per i kingston.
      Non credo assolutamente che quei dischi possano arrivare a 1PB di scritture rimanendo affidabili, se arrivano a qualche TB è già tanto.
      Quanto ai 1000 anni è ovviamente lì solo per fare scena.

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