Cari lettori, con questo breve articolo volevo esprimere il mio punto di vista su una questione aperta da anni, ossia il successo dei sistemi GNU/Linux nel mondo consumer (ossia l’utente medio che acquista il PC nel centro commerciale sotto casa, consiglio di rileggere il concetto di utente medio da me inteso prima di proseguire la lettura).

Son passati diversi anni da quando in commercio si trovano diversi dispositivi che montano OS basati su Kernel Linux e, forse, ci si fascia la testa prima ancora di essersi fatti male. Ebbene, se fino ad un decennio fa Linux vedeva il massimo del suo splendore nell’utilizzo su Super Computers e grandi datacenter, con l’arrivo di papà Google ha visto una nuova via di diffusione: il mondo Mobile.

Difatti, Android, il sistema operativo open ideato da Google ed a bordo di milioni di device e milioni di configurazioni hardware (i competitors parlano di frammentazione confondendola per flessibilità), vede come punto cardine l’utilizzo del Kernel Linux. In questo senso, tirando delle somme parziali, è forse il caso di ammettere l’incredibile successo raggiunto in questi due campi appena citati.

Detto ciò, quel che rimane fuori dal perimetro è il campo consumer lato PC desktop e portatili, perché è li dove, dati alla mano, la diffusione del Pinguino si assesta ad una percentuale molto bassa. La ragione però va forse cercata nel contesto storico: è innegabile come la messa in vendita di PC con a bordo l’OS Microsoft Windows non faccia altro che ostacolare la diffusione di Linux. Certo, acquistando un PC è sempre possibile richiedere il rimborso dell’OS, ma tale procedura risulta molto macchinosa: difatti occorre contattare la casa produttrice in questione ed il rimborso vi arriverà dopo aver mandato in assistenza il PC, che vi tornerà in tempi brevi completamente ripulito.
E’ possibile trovare in vendita anche portatili con FreeDos o addirittura alcune distribuzioni GNU/Linux, ma si tratta di eccezioni.

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Il successo di GNU/Linux non può che prescindere da diversi fattori, che nella mia ignoranza individuo in:
– Sviluppo del Kernel Linux
– Supporto dei Produttori lato driver
– Sviluppo delle principali Distro

Sul primo punto, non c’è nulla di cui lamentarsi, difatti lo sviluppo da parte della community capitanata da Linus Torvalds procede spedita ed ha appena visto il debutto della release Linux 4.1, che sarà Long Term Support (LTS) ed implementa varie migliorie rispetto al passato.

Si passa ora al secondo punto, che è però ricollegabile al primo. Di giorno in giorno il Kernel viene manutenuto (giuro, si scrive così) ed aggiornato per ampliare il supporto dello stesso verso nuove componenti hardware, siano essi CPU, GPU, schede video, etc. Lato produttore, però, non sempre si vede l’apertura sperata verso questo ecosistema. La mia speranza più grande ricade sulle Steam Machine, PC da Gaming pensate da Valve e che andranno ad utilizzare Steam OS, una distro Debian based che potrebbe attirare l’attenzione di molti. La natura gaming di tali console potrebbe quindi spingere Intel, AMD ed nVidia a rilasciare driver sempre migliori per Linux, cosa che molti lamentano e che spesso spinge l’utenza ad utilizzare dual boot o macchine virtuali così da far girare i vari giochi su ambiente Windows. Un OS open ed il pieno supporto driver da parte di produttori di CPU e GPU potrebbe portare ad una vera e propria alternativa al dominio Microsoft-DirectX.

Parlando ora delle Distro, ci sono varie opzioni disponibili gratuitamente. Debian, Ubuntu, Linux Mint, OpenSUSE, Arch, Zorin, e la lista potrebbe continuare ancora per molto, vi basta sfogliare Distrowatch per rendersene conto. Ora, forse per gli utenti esperti non sarà un problema, ma ciò che un Newbie affronta passando da Windows a GNU/Linux è un vero e proprio trauma e l’adattamento può risultare lungo e non particolarmente facile. In particolare, dal mio punto di vista, l’utilizzo del Terminale dovrebbe esser un’attività sempre meno necessaria per le attività di routine, o perlomeno essere un’alternativa piuttosto che l’unica via in determinate situazioni. Difatti, installare una distro su un PC tradizionale può esser semplice (forse Uefi e Secure Boot hanno complicato la cosa) ma utilizzando una distro quotidianamente e cercando di smanettarci vicino, incappare in errori di dipendenze non soddisfatti o altre problematiche simili può esser molto facile. Canonical ha forse in Ubuntu Snappy la soluzione al problema dipendenze, e forse sarebbe arrivata anche l’ora di una ventata fresca, ma rimane un pesce rosso in uno stagno pieno di….Tante alternative! Se il Kernel riunisce tutte le Distro, l’utilizzo di soluzioni software diverse da parte delle software house non può che aumentare la possibilità di scelta, ma frammentare ulteriormente un mercato mai realmente unito. Il fatto che GNU/Linux sia meno soggetto ad attacchi malware/virus & co, poi, è un fattore importante, certo, ma occorre anche dire che non esiste alcun OS realmente impenetrabile. Di certo, la natura open source garantisce che “il prodotto” sia esente da “volute backdoor” (NSA, Prism, e tanti altri bei nomignoli).

Qualche mese fa, Canonical presentò una raccolta fondi sul progetto Ubuntu Edge: ok, lo ammetto, quel progetto mi ha lasciato a bocca aperta. Edge prevedeva uno smartphone di fascia alta capace di esser connesso ad una dock e trasformarsi in un PC Desktop (come sapete Linux gira sia su Arm che x86), oltre che fare da semplice smartphone per chiamare, messaggiare e navigare in internet. Ovviamente il sistema operativo era Ubuntu e, benché il progetto non andò in porto, Mark Shuttleworth ha confermato che entro fine anno si vedrà il primo smartphone capace di far tutto ciò, una vera e propria rivoluzione in termini di convergenza. (Ah, da oggi 25/06 è inoltre in vendita Meizu MX4 Ubuntu Edition anche in Europa, ci farete un pensierino? Inoltre, avete visto che è iniziata la raccolta fondi per computer portatile completamente open source Librem 13?)

Microsoft non è stata di certo a guardare, però. Tornando al punto che la maggior parte dei PC in vendita ha Windows preinstallato, a breve monteranno Windows 10.
La nuova versione del sistema operativo Microsoft integra diverse features che erano presenti da anni sui sistemi operativi GNU/Linux. Inutile negarlo, tutti si copiano (Apple iOS e Google Android ne sono un esempio lampante), ma Microsoft partiva anche da una buona base, forse non sfruttata per via di quell’approccio “a mattonelle” stupidamente implementato anche sui PC desktop, oltre che su tablet e smartphone (per la cronaca, ho avuto modo di utilizzar per qualche mese Microsoft Surface RT e l’interfaccia metro si sposa veramente bene su tavolette). Microsoft Continuum è qualcosa di simile a quello che Canonical offrirà in termini di convergenza: MS Continuum permetterà agli utenti di collegare il proprio smartphone Windows 10 ed utilizzare le proprie app in modalità estesa, oltre che poter collegar Mouse e Tastiera.

Quindi, l’arrivo di Win 10 non farà altro che attirare l’attenzione di molti utenti verso questo OS, sopratutto grazie alla gratuità dell’aggiornamento per coloro che son in possesso di una licenza legalmente acquistata di Windows 7-8-8.1 (con finestra di 1 anno per effettuare l’upgrade).
Trovare molte features di GNU/Linux in Windows 10 sicuramente farà storcere il naso agli utenti del Pinguino, ma potrebbe anche aver una ripercussione positiva: render meno traumatica un’eventuale migrazione da Windows a Linux.

Questo cambio di rotta di MS è dovuto forse ad una nuova metodologia di lavoro, definibile Community Driven, che ha coinvolto non solo l’OS desktop ma anche quello Mobile, oltre che il mondo console (xBox One monta una versione modificata di Windows e fin dalla nascita ha visto la Community come vera protagonista, con gioie e dolori conseguenti).
Tale approccio è il medesimo adottato da decenni nel mondo GNU/Linux, che ha fatto progredire questo ecosistema in modo impressionante, ma cosa potrebbe accadere ora che anche una delle multinazionali più potenti al mondo sembra adottare lo stesso approccio? Se Apple ha la sua nicchia grazie alla completa chiusura, cosa succederà al Pinguino?

GNU/Linux rimarrà sempre una scelta, una possibilità, grazie alla natura open che lo caratterizza, ma riuscirà mai ad attirare nuovi utenti ora che anche MS sembra aver imbroccato la retta via?

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Tech addicted, sono attratto dal mondo della tecnologia e tutto ciò che ne deriva. Mi ritengo un affermato utente Android, utilizzatore Windows ma in dual boot ho sempre una distro Linux. Guardo al futuro speranzoso che nuove innovazioni tecnologiche facciano capolino nella vita quotidiana!

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