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Nuovi componenti della ricerca sul Marocco sono stati uccisi nella macchina da taglio

7 febbraio 2022 – 17:40 – Mondo

La giustizia italiana si pronuncia sulla morte di Laila El Harim, una lavoratrice marocchina di 41 anni intrappolata all’interno di una macchina nel comune di Camposando in provincia di Modena. Due sospetti sono stati accusati di omicidio colposo.

Due sospetti sono stati accusati di omicidio, secondo la stampa italiana sulla base di un’indagine iniziale avviata il mese scorso dalla talentuosa avvocatessa Maria Angela Ciccielli. Si tratta di Fiano Chetty, 86 anni, fondatore e legale rappresentante di Bombonette, e Jacopo Setti, 31 anni, guardia del corpo dell’azienda.

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Il governo ha sporto denuncia contro di loro. Sono stati accusati di aver violato le norme antinfortunistiche per non aver “addestrato” la vittima all’uso di questa pericolosa macchina, provocando la morte di una donna marocchina. Quando si utilizzano macchine da taglio, non tengono nemmeno conto del rischio che i lavoratori entrino in contatto con parti in movimento. Bombonet, accusato di omicidio colposo, è sotto inchiesta.

Sul posto è stato trovato morto il corpo di Laila El Harim, una donna marocchina di 41 anni madre di una bambina di 4 anni che viveva a Pastiglia da più di 20 anni. Ha iniziato un lavoro presso un’azienda specializzata in prodotti per l’imballaggio.

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L’ispettore del lavoro italiano ha avviato un’indagine per determinare le circostanze esatte dell’incidente. L’indagine preliminare ha rivelato che la macchina da taglio utilizzata da Laila L. Harim era dotata di un doppio modulo di controllo della macchina e purtroppo poteva essere azionata solo manualmente e non automaticamente. Oggi.it

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