Un'azienda cinese ha presentato un chip quantistico ottico definito 'industriale' e scalabile, che secondo i produttori supera di 1.000 volte le GPU Nvidia nei carichi di lavoro AI. Tuttavia, la produzione resta limitata a causa delle basse rese.
La corsa al calcolo quantistico si fa sempre più serrata: una società cinese ha annunciato lo sviluppo di un chip quantistico ottico che promette prestazioni rivoluzionarie per l'intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, il nuovo chip, realizzato dal Chip Hub for Integrated Photonics Xplore (CHIPX), sarebbe in grado di elaborare compiti AI fino a 1.000 volte più velocemente rispetto alle GPU Nvidia, già oggi punto di riferimento nel settore.
Un design compatto e scalabile
Il chip di CHIPX si basa su una tecnologia di co-packaging innovativa che integra fotoni ed elettronica su una singola piattaforma. Grazie a un design monolitico, oltre 1.000 componenti ottici vengono integrati su un wafer di silicio da 6 pollici, rendendo il sistema estremamente compatto rispetto ai tradizionali computer quantistici. Questa architettura consente di installare sistemi completi in appena due settimane, contro i sei mesi richiesti dalle soluzioni convenzionali.
Un altro punto di forza è la possibilità di collegare più chip tra loro, in modo simile alle GPU AI, permettendo una scalabilità che, secondo i produttori, può arrivare fino a un milione di qubit di potenza di calcolo quantistica.
Vantaggi dell'ottica e limiti produttivi
La tecnologia quantistica ottica utilizza la luce come vettore di informazione per i qubit, invece dei materiali tradizionali. I fotoni offrono vantaggi significativi: non occupano spazio fisico, non generano calore e viaggiano più rapidamente rispetto agli elettroni. Queste caratteristiche stanno attirando l'interesse di ricercatori e aziende, soprattutto in un contesto in cui i consumi energetici dei data center sono in crescita a causa dell'AI.
Nonostante le potenzialità, la produzione su larga scala resta il vero ostacolo. La delicatezza dei materiali limita le rese: gli impianti cinesi producono circa 12.000 wafer all'anno, con una resa di circa 350 chip per wafer, numeri ancora lontani dagli standard delle fonderie di semiconduttori tradizionali.
Prospettive e confronto con l'Occidente
Molti dettagli tecnici e limiti pratici del chip restano sconosciuti, ma la Cina punta chiaramente a superare i Paesi occidentali nel campo del calcolo quantistico. Se le affermazioni sulle prestazioni rispetto alle GPU Nvidia saranno confermate, si tratterebbe di un passo avanti notevole, anche se la natura stessa dei computer quantistici rende plausibili simili salti prestazionali.
Al momento, soluzioni quantistiche così compatte e scalabili non sono ancora state presentate da aziende occidentali. Tuttavia, colossi come Nvidia stanno investendo massicciamente nel settore, come già visto nel confronto tra processori di fascia alta tra Intel Core Ultra e AMD Ryzen, segno che la competizione tecnologica è destinata a intensificarsi anche in Europa e negli Stati Uniti.