Secondo MarketsandMarkets, il mercato globale dell’AI generativa crescerà con un tasso annuo del 37% fino al 2033, trainato da investimenti in infrastrutture e applicazioni in settori come pharma e life sciences
Il mercato globale delle soluzioni di intelligenza artificiale generativa è destinato a una crescita senza precedenti: secondo l’ultimo studio di MarketsandMarkets, il valore complessivo passerà dai 185,45 miliardi di dollari stimati per il 2026 a quasi 1.700 miliardi nel 2033. Il tasso di crescita annuo composto (CAGR) previsto è del 36,8% per i prossimi sette anni, con una domanda in forte espansione soprattutto nei settori farmaceutico, sanitario e delle scienze della vita.
La spinta principale arriva dalla rapida adozione di modelli fondazionali, copiloti aziendali, sistemi multimodali e agenti AI, che stanno trasformando processi come sviluppo software, gestione clienti, ricerca, creazione di contenuti e automazione aziendale.
Infrastrutture e investimenti: il motore della crescita
Il segmento delle infrastrutture per l’AI generativa rappresenterà la quota maggiore del mercato nel 2026, grazie agli investimenti in acceleratori, data center ottimizzati, chip specializzati, memorie ad alta larghezza di banda, sistemi di storage e reti ad alta velocità. La crescente complessità dei modelli e dei carichi di lavoro multimodali richiede cluster di calcolo densi e architetture server ottimizzate, spingendo fornitori cloud, sviluppatori di modelli e grandi imprese a potenziare la capacità di addestramento e inferenza su scala industriale.
La domanda si sta progressivamente spostando dalle GPU verso sistemi integrati che combinano acceleratori, memoria, rete, storage e ottimizzazione software, con un’adozione crescente in ambienti cloud, on-premise ed edge. I principali protagonisti di questa corsa sono i colossi statunitensi come Nvidia, Microsoft, Google, Amazon Web Services, IBM, OpenAI, Anthropic e Meta, affiancati da realtà europee come Mistral AI e Cohere.
Nord America in testa, ma attenzione ai limiti
Secondo MarketsandMarkets, il Nord America manterrà la leadership mondiale nella spesa per AI generativa almeno fino al 2026, grazie alla concentrazione di aziende di semiconduttori, fornitori cloud, sviluppatori di modelli e grandi acquirenti di tecnologia. La regione beneficia di infrastrutture cloud mature, forti investimenti in data center e una precoce adozione nei settori finanziario, sanitario, difesa, media e IT.
Tuttavia, la crescita non è priva di ostacoli: i costi elevati delle infrastrutture, i problemi di affidabilità dei modelli, i rischi per la sicurezza dei dati, le questioni di proprietà intellettuale e l’incertezza normativa potrebbero rallentare l’adozione, soprattutto tra le organizzazioni più piccole e nei settori regolamentati.
Pharma e life sciences: i settori più dinamici
Il comparto sanitario, farmaceutico e delle scienze della vita è quello che registrerà la crescita più rapida nell’adozione dell’AI generativa. Le applicazioni spaziano dalla scoperta di nuovi farmaci alla sintesi di documenti clinici, dal recupero di conoscenze mediche alla progettazione di studi clinici e all’automazione amministrativa. I modelli multimodali permettono di integrare testo clinico, immagini mediche, dati di laboratorio e genomici in ambienti di supporto alle decisioni.
Le aziende farmaceutiche stanno già utilizzando l’AI generativa per accelerare l’identificazione di target terapeutici, la progettazione di molecole e la preparazione di documentazione regolatoria, mentre gli operatori sanitari la impiegano per migliorare la documentazione, la codifica e il coinvolgimento dei pazienti. La domanda di modelli specifici per dominio, ambienti sicuri, interpretabilità e privacy dei dati sarà un fattore chiave, anche se i requisiti normativi e le preoccupazioni sull’accuratezza potrebbero limitarne la diffusione.
La rapida evoluzione dell’AI generativa sta spingendo le organizzazioni a integrare queste tecnologie nei flussi di lavoro principali, creando nuove esigenze in termini di infrastrutture, governance, sicurezza e servizi gestiti. Per le imprese italiane, la sfida sarà cogliere le opportunità offerte da questi strumenti, valutando attentamente costi, rischi e ritorni sull’investimento, soprattutto nei settori regolamentati e ad alta intensità di dati.
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