Il nuovo Geekom A9 Max 2026 cambia processore ma non convince. Il prezzo resta alto e le prestazioni nei giochi sono ancora basse.
Il Geekom A9 Max 2026 arriva nei negozi con una promessa di novità. Ma basta guardare il prezzo per capire che qualcosa non torna. La versione testata costa 1.563 euro. L'aggiornamento hardware è minimo. Il design non cambia. Il listino ufficiale italiano parte addirittura da 1.999 euro. Oggi la versione con Ryzen AI 9 HX 470 si trova a 1.699 euro. C'è una differenza netta rispetto al prezzo della configurazione recensita.
Sotto la scocca c'è il nuovo AMD Ryzen AI 9 HX 470. Ha 12 core, 24 thread, boost fino a 5,2 GHz e una NPU che arriva a 55 TOPS. Il salto rispetto al vecchio HX 370 è piccolo: solo 100 MHz in più di clock e 5 TOPS in più per la NPU. La GPU resta la Radeon 890M. Sulla carta supporta il gaming in 1080p. Ma è sempre una grafica integrata, non una scheda discreta.
Le porte sono il vero punto forte. Due USB4, due HDMI 2.1, due LAN da 2,5 GbE, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4 e lettore SD 4.0. La RAM arriva fino a 128 GB DDR5. Lo storage si può espandere fino a 8 TB con due slot M.2 PCIe 4.0. Qui il Geekom A9 Max 2026 tiene il passo con le ultime regole europee su interoperabilità e standard di rete. La connettività non manca.
Nei test, però, la differenza tra HX 370 e HX 470 si riduce a poco. Solo 100 MHz in più per la CPU e 200 MHz per la GPU. Nella pratica, conta di più la quantità di RAM installata. Il mini PC si è difeso bene nelle classifiche aggregate. Ma nei giochi i risultati sono stati deludenti. Gli FPS medi vanno da 93,56 a 174,57. Anche dopo una reinstallazione pulita di Windows, la situazione non cambia. Gaming? Poco soddisfacente.
GEEKOM posiziona la piattaforma HX 470 come soluzione con grafica Radeon 890M integrata, supporto per il gaming in 1080p e capacità AI fino a 86 TOPS, ma le prove indipendenti confermano che la Radeon 890M non è una GPU discreta.
Il BIOS ora si apre con Ctrl+H all'avvio. Una novità, ma non basta. Il salto generazionale vero non c'è. I test sono stati fatti con Windows 11 aggiornato, BIOS e driver all'ultima versione. La suite di benchmark include PCMark 10, 3DMark CPU Profile, Cinebench R23, Blender Open Data 4.4.0 e CrystalDiskMark 8.0.4.
Porte e dotazione tecnica
Le porte restano il punto di forza. Due USB4, due HDMI 2.1 FRL, due LAN da 2,5 Gbit/s. Ci sono anche due slot M.2 (2280 e 2230), Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4. La scatola è la stessa di prima, cambia solo l'adesivo. Dentro ci sono staffa VESA/muro, cavo HDMI e alimentatore da 120W di hyleton. La doppia LAN 2,5 GbE e il Wi-Fi 7 lo rendono adatto anche a chi lavora con reti veloci. Tutto in linea con le raccomandazioni dell'AGCOM per la connettività avanzata nei dispositivi consumer.
Il vero problema resta il gaming. Le prestazioni nei giochi sono basse. Chi cerca un mini-PC anche per giocare resterà deluso. Il prezzo della versione con 32 GB DDR5 e SSD da 2 TB è alto. I vantaggi reali dell'aggiornamento sono pochi. Il confronto con altri mini PC, come visto anche nel nostro recente test, mostra che il valore aggiunto deve essere concreto. Non basta scriverlo sulla scheda tecnica.
In sintesi, il Geekom A9 Max 2026 va bene per chi vuole tante porte e buona espandibilità. Non è la scelta giusta per chi cerca un vero salto di prestazioni o un mini-PC da gaming. Il prezzo resta alto. Il miglioramento rispetto al modello precedente è minimo. Sul mercato si trovano ancora versioni con Ryzen AI 9 HX 370. La nuova versione non sostituisce la vecchia. Le due piattaforme convivono. La scelta resta agli utenti.