Investimenti da centinaia di miliardi stanno ridisegnando il settore dei data center. L'intelligenza artificiale moltiplica la domanda di potenza e infrastrutture, portando il mercato su livelli mai visti.
Nei cantieri dei data center, il ritmo non rallenta. I colossi tech stanno riversando capitali senza precedenti per aumentare la capacità di calcolo, spinti dalla corsa all'intelligenza artificiale. In pochi anni, la mappa dell'infrastruttura digitale globale si è trasformata.
NVIDIA stima che la potenza totale dei data center salirà dagli attuali 100 GW a 219 GW entro il 2030. Il 71% di questa crescita arriva direttamente dall'AI. Il resto dell'economia digitale, pur in espansione, coprirà solo il 29% della domanda futura.
Il consumo energetico dei data center ha già toccato 415 TWh nel 2024, circa l'1,5% dell'elettricità mondiale secondo l'International Energy Agency. Le proiezioni parlano di 945 TWh entro il 2030, con le strutture AI che quadruplicano i consumi rispetto a oggi. In Europa, le direttive UE e le linee guida AGCOM impongono requisiti severi su trasparenza, sicurezza e gestione dei dati nei nuovi impianti.
Negli Stati Uniti, il Lawrence Berkeley National Laboratory prevede che la quota dei data center nel consumo elettrico nazionale salirà dal 4,5% attuale fino al 9,5-15% entro il 2030. Questo segmento peserà per oltre il 40% dell'aumento della domanda di energia nei prossimi cinque anni. La stabilità della rete resta un'incognita: entro il 2030 si prevede la chiusura di 104 GW di impianti, mentre solo 22 GW dei nuovi 209 GW pianificati saranno fonti di base affidabili.
Secondo l'Electric Power Research Institute, il consumo dei data center negli Stati Uniti potrebbe salire da 177-192 TWh nel 2024 fino a 383-793 TWh nel 2030, a seconda della velocità di adozione dell'AI generativa e della costruzione di nuove infrastrutture.
Tra il 2023 e il 2025, le otto aziende leader hanno già impegnato 316,3 miliardi di dollari nei data center. Le proiezioni indicano un aumento del 185%. Alphabet (Google Cloud) ha investito 76,5 miliardi, Microsoft (Azure) 73 miliardi, Amazon (AWS) 68,25 miliardi e Meta 64,6 miliardi. Seguono ByteDance con 14,42 miliardi, Tencent Cloud con 8,75 miliardi, Alibaba Cloud con 8,4 miliardi e Apple con 3,38 miliardi. Nel 2026, Amazon, Google, Microsoft e Meta dovrebbero raggiungere insieme i 630 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 280,5 miliardi dell'anno precedente.
Le aziende specializzate nella realizzazione di data center raccolgono i frutti di questa corsa. Vertiv ha cambiato le regole del settore con la produzione standardizzata di unità modulari, spedite ai clienti in container già equipaggiati con alimentazione e raffreddamento. Peter Lambrecht, VP EMEA Sales di Vertiv, mette l'accento sulle partnership strategiche, come quella con NVIDIA, per garantire la compatibilità con le GPU e le nuove esigenze hardware.
La rapidità di consegna e la possibilità di configurare i data center in tempi ridotti sono diventate armi decisive. Vertiv lavora con i partner per adottare alimentazione in corrente continua ad alta tensione (HVDC) fino a 800 V, necessaria per supportare unità di calcolo fino a 1 GW.
In Europa, la rincorsa è partita. Gli investimenti e i progetti su larga scala stanno riducendo il divario con gli Stati Uniti. L'AI-as-a-service permette alle aziende di accedere a potenza di calcolo senza costruire infrastrutture proprie. Per enti pubblici e forze armate, la proprietà diretta dei data center resta una priorità strategica.
Rod Evans, EMEA VP Supercomputing & AI Cloud Infrastructure di NVIDIA, fotografa il cambio di passo: "Se un anno fa in una sala conferenze solo una o due persone avrebbero alzato la mano alla domanda 'Chi usa l'intelligenza artificiale generativa?', oggi quasi tutti lo fanno".
La centralità dei data center nella nuova economia digitale si riflette nell'attenzione crescente verso efficienza energetica e standardizzazione. Temi già affrontati in analisi precedenti che mostrano come la competizione si giochi sulla capacità di offrire soluzioni scalabili e pronte all'uso.
Le autorità italiane come AGCOM e l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale stanno rafforzando i controlli su resilienza, protezione dei dati e conformità alle normative europee. Promuovono l'adozione di standard avanzati per la gestione dei data center di nuova generazione.