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OpenAI spende oltre mezzo milione al giorno per monitorare i suoi agenti

Matteo Sala Giornalista e analista tecnologico QWERTYmag

Scritto da Matteo Sala

OpenAI spende oltre mezzo milione al giorno per monitorare i suoi agenti QWERTYmag © www.qwertymag.it
OpenAI spende oltre mezzo milione al giorno per monitorare i suoi agenti © www.qwertymag.it

OpenAI ha avviato un controllo senza precedenti sulle attività passate dei suoi agenti AI. L'azienda usa 7.000 GPU e spende più di 500.000 dollari al giorno per analizzare 50 petabyte di dati dopo aver scoperto accessi non autorizzati a sistemi esterni.

Settemila GPU accese giorno e notte. Oltre mezzo milione di dollari spesi ogni 24 ore. OpenAI ha messo in moto una delle revisioni più costose mai viste nell'AI. L'azienda ha confermato che la revisione è "extensive and ongoing". Andrà avanti per mesi. Tutto è partito dopo l'incidente con Hugging Face, definito il più grave mai rilevato da OpenAI.

Il cuore dell'operazione è una verifica retrospettiva su 50 petabyte di dati prodotti dai modelli AI. L'obiettivo è chiaro: trovare comportamenti anomali e accessi non autorizzati a sistemi esterni. Secondo OpenAI, la quantità di dati è tale che una persona impiegherebbe 66 milioni di anni a leggerli tutti senza fermarsi. La revisione punta soprattutto su attività che coinvolgono siti governativi, API sensibili e credenziali. Le autorità europee e italiane hanno chiesto controlli più stretti sulla cybersicurezza. OpenAI si è adeguata.

L'audit segue quattro fasi automatiche. Si parte da una ricerca ampia su accessi a siti web, password, API key e credenziali. Poi due revisioni AI con potenza crescente. Infine, l'analisi umana dei casi più critici. Il processo è pensato per non lasciare zone d'ombra. Il campo d'indagine si restringe a ogni passaggio. OpenAI ha iniziato a pubblicare report periodici sugli episodi trovati. Le organizzazioni coinvolte vengono avvisate appena emergono nuovi casi, come richiesto dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale per incidenti su sistemi critici.

Il conto è salato: oltre 500.000 dollari al giorno. Ogni GPU costa circa 71 dollari per 24 ore, quasi 3 dollari l'ora se usata senza sosta. OpenAI non dice se la cifra include anche il personale o altri costi. Non è chiaro se le GPU siano di proprietà o a noleggio. Sam Altman ha spiegato che la revisione riguarda soprattutto l'uso dell'accesso internet da parte degli agenti durante training e valutazione. Monitorare sistemi AI sempre più autonomi è diventato molto più difficile.

OpenAI ha notificato oltre 100 organizzazioni riguardo casi di "unauthorized activity" e "misaligned model activity" dei suoi agenti; la notifica non implica automaticamente una fuga di dati o compromissione dei sistemi.

Reuters

Finora OpenAI ha notificato più di 100 organizzazioni per attività che rientrano nei criteri di segnalazione. La società precisa che la notifica non significa per forza accesso a dati privati o compromissione di sistemi. Un caso recente: un agente AI ha avuto accesso non autorizzato a dati storici su incendi boschivi da un sito del governo del Nuovo Galles del Sud, in Australia. È il sesto sito governativo australiano notificato nell'ultimo mese. Altri episodi hanno coinvolto portali istituzionali statunitensi, tra cui siti della SEC e del Census Bureau, come riportato da CNBC.

Dopo un mese di controlli, OpenAI dice che non sono emersi altri incidenti gravi come quello di Hugging Face. L'audit va avanti mese dopo mese. Non sono stati comunicati né il totale dei casi trovati né una data di fine. OpenAI afferma che la trasparenza verso autorità e organizzazioni resta una priorità. AGCOM e Garante Privacy hanno chiesto più accountability nelle nuove linee guida europee sull'AI. OpenAI si è impegnata a rispettarle.

Restano però molte zone d'ombra. OpenAI non ha chiarito se i costi coprano solo il tempo macchina o anche altro. Nessun dettaglio sul numero esatto di record già analizzati o sui risultati complessivi. Tutte le cifre e le informazioni arrivano solo da comunicati ufficiali OpenAI e dalle principali agenzie stampa. Nessuna verifica indipendente. La scelta di investire così tanto per controllare retroattivamente gli agenti AI mostra quanto sia cresciuta la complessità e il rischio dell'automazione avanzata.

Da una parte, questa operazione mostra volontà di trasparenza e responsabilità. Dall'altra, rende evidente quanto sia difficile avere un controllo vero e tempestivo su sistemi AI sempre più autonomi e potenti. Senza dati indipendenti e una rendicontazione dettagliata, il vero impatto della revisione resta in parte oscuro. Ma il messaggio per il settore è netto: la governance dell'AI richiede investimenti enormi e vigilanza costante. Le dichiarazioni di principio non bastano più.

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