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Amazon accusata di distruggere libri rari per addestrare l'AI

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Amazon accusata di distruggere libri rari per addestrare l'AI QWERTYmag © www.qwertymag.it
Amazon accusata di distruggere libri rari per addestrare l'AI © www.qwertymag.it

Un'indagine ha svelato che Amazon acquista e distrugge libri rari dopo la scansione per alimentare i suoi modelli di intelligenza artificiale, sollevando forti dubbi etici sulla perdita di opere storiche e culturali.

Per mesi, tra i librai circolavano sospetti: grandi aziende tecnologiche stavano acquistando lotti di libri rari per poi distruggerli dopo averli digitalizzati, con l'obiettivo di ottenere dati unici per addestrare l'intelligenza artificiale. Ora, grazie a un'indagine di 404 Media, arriva la prima prova concreta: un Airtag nascosto in un libro raro ha permesso di tracciare il volume fino a un centro di addestramento AI di Amazon a Las Vegas, dove i libri vengono smembrati e scansionati da un team dedicato.

Il magazzino, identificato come VGT3, è stato descritto come insensibile alle crescenti critiche: sulla porta campeggia un logo con un Tyrannosaurus rex che divora un libro. Amazon, interpellata, ha rilasciato una dichiarazione generica, senza menzionare l'addestramento AI: "Amazon acquista libri tramite canali commerciali per sviluppare e migliorare i prodotti e servizi per i clienti". Tuttavia, la necessità di dati originali per i cosiddetti frontier models spinge Amazon a cercare testi unici, spesso difficili da reperire, per mantenere il vantaggio su concorrenti come Google, OpenAI e Anthropic.

La corsa ai libri rari e la distruzione sistematica

Secondo le discussioni interne tra i lavoratori di VGT3, Amazon avrebbe affrontato una carenza di libri da scansionare, tanto da temere la chiusura del magazzino. La struttura, però, è ancora attiva e ora è confermato che i libri rari acquistati in grandi quantità vengono sistematicamente distrutti dopo la scansione. Questo processo ha indignato molti appassionati e collezionisti, che sottolineano come esistano alternative meno distruttive per la digitalizzazione. Michael Burry, noto critico della pratica, l'ha definita "il male incarnato".

Nonostante ciò, alcuni lavoratori descrivono il lavoro come monotono ma con orari flessibili, mentre i librai si trovano davanti a un dilemma etico: vendere libri rari a buon prezzo, sapendo che finiranno distrutti, o rischiare di non venderli affatto. Spesso, i volumi scelti non sono prime edizioni di grande valore, ma testi antichi poco diffusi, magari mai tradotti o rimasti invenduti per decenni. Tuttavia, come sottolinea il libraio che ha collaborato all'indagine, il valore di un libro raro può essere storico, intellettuale o affettivo, aspetti che le aziende AI ignorano, interessate solo al contenuto testuale.

ISBN e trasparenza: la strategia delle aziende AI

L'indagine di 404 Media rafforza anche la teoria secondo cui le aziende AI selezionano i libri in base al codice ISBN, per assicurarsi la massima varietà di testi nei dataset di addestramento. I lavoratori Amazon sono istruiti a scansionare prima il codice a barre o l'ISBN, confermando l'ipotesi che l'obiettivo sia digitalizzare sistematicamente ogni libro stampato.

Il dibattito tra i lettori è acceso: alcuni minimizzano la perdita, sostenendo che molti di questi libri sarebbero rimasti invenduti, mentre altri temono che dettagli storici e conoscenze uniche vadano persi per sempre, senza che il contenuto venga mai reso pubblico dalle aziende AI. Un utente Reddit osserva che, anche se la tecnologia promette maggiore accessibilità, in realtà solo frammenti distorti e a pagamento potrebbero emergere dai modelli AI. Un altro commenta: "Anche chi ama la tecnologia deve ammettere che l'idea di un'AI che divora libri per diventare più potente è piuttosto distopica".

Implicazioni etiche e mancanza di trasparenza

Alcuni librai, come Derek Walker in Scozia, riconoscono che non tutti i testi meritano di essere salvati, ma sottolineano il rischio che venga distrutto l'unico esemplare sopravvissuto di un'edizione antica. Le aziende AI, che spesso mascherano la propria identità durante gli acquisti, evitano il confronto diretto con i librai per non rischiare danni reputazionali se venisse scoperta la distruzione di opere di valore.

Il tema della trasparenza e del consenso è sempre più centrale: basti pensare che anche piattaforme come Twitch hanno introdotto la possibilità di escludere i propri contenuti dall'addestramento AI di Amazon, come raccontato in questo approfondimento su QWERTYmag. Tuttavia, per i libri rari, la scelta resta nelle mani dei venditori, spesso ignari del destino finale delle loro opere.

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