Sony, EMI e Warner Chappell hanno avviato una causa contro Anthropic, accusando l'azienda di aver scaricato illegalmente milioni di libri piratati, inclusi testi e spartiti musicali, per addestrare i suoi modelli AI, danneggiando autori e industria musicale.
Anthropic, nota per il suo modello Claude, è finita al centro di una nuova causa intentata da alcuni dei principali editori musicali mondiali, tra cui Sony, EMI e Warner Chappell. Secondo l'accusa, la società avrebbe scaricato e utilizzato milioni di libri piratati, compresi testi di canzoni e spartiti, per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale, arrecando un danno diretto a cantautori e all'intero settore musicale.
Gli editori sostengono che il recente accordo da 1,5 miliardi di dollari tra Anthropic e gli autori di libri, relativo a una precedente causa per la pirateria di oltre 7 milioni di opere, non sia stato sufficiente a scoraggiare comportamenti illeciti, considerando la valutazione di mercato di Anthropic che supera i 2.000 miliardi di dollari. La nuova azione legale punta il dito contro il presunto utilizzo di "migliaia e migliaia" di libri contenenti testi e spartiti di brani protetti da copyright, tra cui le opere complete dei Beatles, le canzoni più celebri di Taylor Swift e la raccolta "VH1's 100 Greatest Songs of Rock & Roll".
Chat interne e strategie di torrenting
La causa rivela dettagli sulle modalità operative di Anthropic: secondo i documenti, la campagna di torrenting sarebbe iniziata nel luglio 2021, quando il co-fondatore Benjamin Mann avrebbe personalmente scaricato milioni di libri da Library Genesis (LibGen), con l'approvazione del CEO Dario Amodei. Dopo la chiusura di LibGen da parte dell'FBI, Anthropic avrebbe continuato ad accedere a contenuti piratati tramite la copia "Pirate Library Mirror" (PiLiMi) e Z-Library. Chat interne tra i dipendenti, come il messaggio "zlibrary my beloved", sono state citate come prova di una cultura aziendale favorevole alla pirateria.
Gli editori affermano che l'analisi dei cataloghi di LibGen e PiLiMi ha permesso di identificare centinaia di libri con testi e spartiti di loro proprietà, e che ulteriori dettagli emergeranno durante la fase di discovery del processo.
Claude e l'addestramento su opere protette
Anthropic nega di aver utilizzato i libri scaricati da LibGen e PiLiMi per addestrare i modelli Claude destinati al mercato, ma gli editori contestano questa versione, sostenendo che la definizione di "addestramento" sia ambigua. Secondo la denuncia, almeno un modello Claude commerciale avrebbe ricevuto feedback o dati sintetici generati da modelli non commerciali addestrati su testi piratati. Inoltre, documenti processuali mostrano che Anthropic avrebbe continuato a utilizzare i dataset di LibGen per verificare la somiglianza tra output e testi originali, anche dopo aver interrotto l'addestramento diretto su tali dati.
Un portavoce di Anthropic ha definito la causa come un tentativo di riciclare accuse già affrontate in tribunale, ribadendo che l'addestramento dei modelli AI costituisce "fair use" secondo la sentenza Bartz, e annunciando una difesa decisa.
Impatto sugli autori e mercato musicale
Gli editori musicali sottolineano che, a differenza degli autori di libri, potrebbero dimostrare più facilmente il danno economico subito, dato che le canzoni generate dall'AI competono direttamente nelle classifiche con quelle degli artisti originali. La US Copyright Office ha osservato che gli output delle AI, anche se non identici a opere specifiche, possono comunque ridurre i compensi degli autori se vanno a occupare lo stesso mercato.
La denuncia sostiene che Claude sia stato progettato per riprodurre testi protetti e generare nuove canzoni che imitano il "cuore" delle opere più popolari, utilizzando non solo librerie pirata ma anche dati raccolti senza autorizzazione da siti di testi musicali. Anthropic avrebbe persino distrutto libri fisici per digitalizzare ulteriori spartiti e raccolte, senza mai richiedere licenze agli editori, a differenza di altri grandi player del settore.
Richieste di trasparenza e rischi per la creatività
Gli editori chiedono che Anthropic sia obbligata a fornire un resoconto dettagliato dei dati e dei metodi di addestramento utilizzati, per permettere agli artisti di valutare l'impatto sulle proprie opere. Temono che l'uso di contenuti piratati renda sempre più difficile per i cantautori vivere del proprio lavoro, diluendo il mercato con copie AI di bassa qualità e riducendo gli incentivi a investire nella creatività.
Il tema dell'utilizzo di libri e opere protette per l'addestramento delle AI è sempre più centrale: un'indagine recente ha rivelato che anche Amazon è stata accusata di distruggere libri rari per alimentare i propri modelli, sollevando dubbi etici simili a quelli ora rivolti ad Anthropic (approfondimento sull'indagine Amazon).