L'A20 Pro dell'iPhone 18 Pro segna un distacco netto nei benchmark. I top Android restano indietro sia su CPU che su NPU, con differenze che si vedono anche nell'uso reale.
Settembre 2026 ha visto l'arrivo di un nuovo protagonista tra i telefoni di fascia alta. L'iPhone 18 Pro, con il suo Apple A20 Pro, ha spostato l'asticella delle prestazioni. I dati raccolti nei test indipendenti mostrano una distanza che i rivali Android non riescono a colmare.
Apple ha presentato il nuovo modello il 9 settembre, portandolo nei negozi europei dal 18. Il SoC A20 Pro, costruito a 2 nm, monta una CPU a 6 core, una GPU a 7 core e un Neural Engine a 16 core diviso in due blocchi. Queste specifiche segnano un salto netto rispetto all'A19 Pro, ancora fermo al nodo a 3 nm. I test confermano che la nuova piattaforma non si limita a migliorare i numeri: cambia la percezione stessa della velocità.
Nei benchmark Geekbench 6.7, l'iPhone 18 Pro ha toccato 4.733 punti in single-core e 15.787 in 3DMark Solar Bay. Nel test AI di Geekbench 1.7, il nuovo NPU ha totalizzato 6.997 punti in modalità single precision. Il Galaxy S26 Ultra con Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy si ferma a 704 punti nello stesso test AI. Il divario è quasi di dieci volte. Va detto che questi risultati arrivano da test su singoli dispositivi, non da una media ampia.
I dati di benchmark mostrano che il vantaggio dell'A20 Pro rispetto all'A19 Pro in ambito AI è di circa il 36%, ben superiore al 22% inizialmente riportato. Tuttavia, il confronto diretto con Android si basa su un campione limitato e non può essere considerato definitivo.
Il vero scarto si vede nei test sull'intelligenza artificiale. L'NPU dell'A20 Pro sfiora i 7.000 punti in Geekbench AI. Nessun Android con Snapdragon 8 Elite Gen 5 o Dimensity 9500 supera i 1.000 punti nel test NPU single-precision. Questo dato mette in luce quanto Apple abbia allungato il passo anche sulle capacità AI integrate.
La differenza non resta confinata ai numeri. Nell'uso quotidiano, la reattività e la gestione delle app AI sono su un altro livello. Il design compatto e il display OLED da 6,3 pollici rendono l'iPhone 18 Pro maneggevole senza sacrificare prestazioni. La nuova camera di vapore per il raffreddamento, secondo i dati tecnici, migliora la gestione termica fino al 40% sotto carico rispetto alla generazione precedente.
Android arranca, Apple detta il ritmo
I top Android, anche nelle versioni più recenti, non tengono il passo dell'A20 Pro. I punteggi single-core e i risultati AI fanno sembrare la concorrenza in ritardo. Samsung, Oppo e gli altri dovranno rivedere le strategie per ridurre il divario. Le comparazioni attuali, però, si basano su test di singoli esemplari e non su dati statistici ampi, come ricordano anche gli analisti.
Chi cerca oggi la massima potenza non trova alternative più veloci dell'iPhone 18 Pro. Il quadro ricorda quanto visto nei test recenti sui notebook, dove la piattaforma può cambiare radicalmente l'esperienza d'uso. Per il mercato italiano, i distributori confermano la disponibilità e la conformità alle direttive AGCOM e alle normative europee su sicurezza e privacy, in linea con le delibere AGCOM più recenti.
Apple rafforza la sua posizione nel settore smartphone con dati concreti. L'A20 Pro segna un nuovo standard e costringe la concorrenza a inseguire. Per chi vuole prestazioni senza compromessi, la scelta è netta.