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iPhone 18 Pro spinge sui compatti ma il display resta un freno

Matteo Sala Giornalista e analista tecnologico QWERTYmag

Scritto da Matteo Sala

iPhone 18 Pro spinge sui compatti ma il display resta un freno QWERTYmag © www.qwertymag.it
iPhone 18 Pro spinge sui compatti ma il display resta un freno © www.qwertymag.it

Apple porta il chip A20 Pro e prestazioni di fascia alta su un formato compatto, ma il pannello OLED e la fotocamera non convincono chi cerca il massimo.

Il nuovo iPhone 18 Pro arriva nei negozi con un telaio più piccolo e hardware da flagship, ma la fisica mette ancora i bastoni tra le ruote anche a Cupertino. Apple ha scelto di puntare tutto su potenza e design, lasciando però qualche nodo irrisolto nell'uso quotidiano.

Sotto la scocca gira l'Apple A20 Pro, primo chip ARM a 2 nm della casa, con sei core CPU (due "Super" e quattro ad alta efficienza) e una GPU a sette core. Solo le versioni Pro e il pieghevole iPhone Duo montano questo SoC. La NPU integrata offre una banda superiore del 50% rispetto alla generazione precedente per le applicazioni AI. Apple promette un vantaggio netto sullo Snapdragon 8 Elite Gen 5, ma i test Geekbench indipendenti non sono ancora usciti, come segnala Tech Advisor.

Il display LTPO OLED da 6,3 pollici varia la frequenza da 1 a 120 Hz, ma il PWM dimming resta basso e può dare fastidio a chi è sensibile allo sfarfallio. Luminosità di picco e colori sono di alto livello, ma il pannello non raggiunge i migliori rivali. La RAM arriva a 12 GB, lo storage parte da 256 GB e tocca i 2 TB, coprendo anche chi lavora con file pesanti.

Materiali e assemblaggio restano da manuale Apple. Gli altoparlanti sono tra i più convincenti mai sentiti su un compatto. La batteria regge fino a 34 ore di video nei test indipendenti e si ricarica al 44% in 15 minuti. La potenza di ricarica si ferma però a 40 watt, ormai superata da diversi Android.

Secondo Reuters, dopo il lancio di iPhone 18 Pro e Pro Max, Apple ha chiesto ai fornitori di ridurre la produzione di componenti di almeno il 15% a causa di una domanda più debole del previsto.

Reuters

Il comparto fotografico monta tre sensori da 48 MP: principale con apertura variabile meccanica (f/1.48-f/4.0), ultra-grandangolare e teleobiettivo. La selfie cam da 18 MP supporta Center Stage per l'inquadratura automatica. I sensori però restano più piccoli rispetto ai migliori Android, e la resa in scarsa luce ne risente.

La confezione contiene solo il cavo USB-C e lo strumento SIM. La garanzia resta ferma a 12 mesi in molti Paesi, con Apple Care+ a pagamento. Sul fronte connettività, debutta il modem Apple C2, con supporto a Wi-Fi 7 e Bluetooth 6.0. La compatibilità con codec Bluetooth avanzati resta limitata, dettaglio che pesa per chi usa cuffie wireless di fascia alta.

Il prezzo parte da 1.199 dollari per la versione da 256 GB e arriva a 2.399 dollari per quella da 2 TB, tra i più alti del mercato. In Europa, il lancio è fissato per ottobre 2026. Reuters riporta che Apple ha già chiesto ai fornitori di tagliare la produzione di componenti tra il 15 e il 20% per via di una domanda sotto le attese, con effetti immediati anche sulle quotazioni in borsa.

Il touchscreen risponde bene e Face ID resta il sistema di sicurezza biometrica, ma manca ancora il sensore di impronte digitali. Nessuna garanzia ufficiale sugli aggiornamenti software e copertura hardware limitata restano punti critici per chi spende cifre simili. Chi cerca display OLED di qualità e prezzi più bassi trova alternative tra i compatti, come mostrato nel nostro confronto recente sui notebook OLED.

Apple riesce a concentrare hardware di alto livello in uno chassis compatto, ma la scelta di mantenere un OLED con PWM basso e una fotocamera che non regge il confronto con i migliori Android lascia dubbi sulla leadership nel segmento premium. Il mercato attende risposte concrete nelle prossime generazioni.

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