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Babylon Cloud scommette sulla sovranità digitale con tecnologia italiana

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Babylon Cloud scommette sulla sovranità digitale con tecnologia italiana QWERTYmag © www.qwertymag.it
Babylon Cloud scommette sulla sovranità digitale con tecnologia italiana © www.qwertymag.it

Babylon Cloud, guidata da Alessandro De Losa, sfida i grandi player globali con una piattaforma cloud interamente sviluppata in Italia, puntando su sovranità digitale, indipendenza tecnologica e un datacenter alimentato da energia rinnovabile.

Babylon Cloud non si limita a offrire servizi cloud. La sua strategia è una presa di posizione netta sull'indipendenza tecnologica e sulla sovranità digitale europea. Alessandro De Losa, fondatore e CEO, ha scelto di sviluppare internamente ogni componente della piattaforma, evitando dipendenze da fornitori esterni e mantenendo il controllo dei dati in Italia.

La concorrenza è forte. In un mercato dominato da grandi multinazionali, Babylon Cloud ha deciso di non seguire le logiche dei colossi che spesso usano i dati degli utenti per profilazione pubblicitaria, addestramento di modelli di intelligenza artificiale o, in alcuni casi, per attività di spionaggio industriale o politico. De Losa cita lo scandalo datagate e l'acquisizione di VMware da parte di Broadcom come esempi di come la mancanza di sovranità tecnologica possa portare a una perdita di controllo economico e politico.

Scegliere tecnologie italiane non è solo una questione di orgoglio. Significa offrire ai clienti garanzie concrete: i dati non sono accessibili a soggetti terzi di paesi con regolamentazioni meno rigide rispetto all'Europa e le politiche di servizio non vengono imposte da fornitori esterni. Questo approccio è particolarmente rilevante per gli operatori di telecomunicazione, oggi il principale mercato di Babylon Cloud.

Il contesto europeo è stato segnato dalle modifiche introdotte da Broadcom dopo l'acquisizione di VMware per 61 miliardi di dollari. Dal 2026, i regolatori dell'Unione Europea hanno intensificato i controlli sulle nuove condizioni di licensing, chiedendo ai provider cloud di valutare l'impatto delle restrizioni e la presenza di alternative locali. Secondo il Cloud Competition Observatory, la situazione è peggiorata dall'ottobre 2025, con un aumento dei costi delle licenze VMware fino a dieci volte rispetto al periodo precedente, penalizzando soprattutto i fornitori europei di medie e piccole dimensioni.

  • Il comportamento di Broadcom dopo l'acquisizione di VMware è stato definito "critico" dall'European Cloud Competition Observatory, che sottolinea come le nuove restrizioni abbiano aggravato la dipendenza europea da fornitori extra-UE e ostacolato la concorrenza locale.

    La sicurezza dei dati e la protezione dalla profilazione non sono le uniche priorità. Babylon Cloud affronta anche la questione ambientale, sempre più centrale nel settore dei datacenter. L'azienda ha creato Babylon Facilities, una società separata che sta realizzando un datacenter di 1500 mq alimentato da una centrale fotovoltaica dedicata, con sistemi di accumulo per garantire autonomia energetica anche di notte e in caso di emergenza. L'obiettivo è non aumentare il carico sulla rete pubblica e raggiungere un'impronta carbonica nulla, restituendo energia verde alla rete nei momenti di eccedenza e riducendo la dipendenza da fonti fossili.

    La strategia energetica di Babylon Cloud si basa su un mix di fotovoltaico su tetti, pensiline e impianti agrivoltaici, evitando il consumo di suolo e mantenendo la vocazione agricola dei territori coinvolti. Se questo modello si diffondesse, ogni datacenter potrebbe operare in modo sostenibile, contribuendo alla resilienza delle reti elettriche nazionali e alla transizione energetica. In Italia, la regolamentazione sulla sicurezza e localizzazione dei dati è supervisionata da autorità come il Garante Privacy e l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che promuovono soluzioni cloud conformi agli standard europei più elevati.

    Secondo De Losa, la vera sfida è coniugare etica e intelligenza artificiale. L'AI, definita "uno strumento potentissimo con un costo altissimo", richiede responsabilità e una regolamentazione sovranazionale che coinvolga creatori, gestori e utenti. De Losa esprime preoccupazione per le spinte verso la deregolamentazione totale e sottolinea la necessità di un accordo tra le nazioni per evitare derive rischiose.

    Il tema della sovranità digitale è ormai centrale nel dibattito italiano ed europeo. Come riportato recentemente, la cybersicurezza e il controllo delle infrastrutture sono considerati elementi chiave per l'autonomia nazionale e la competitività delle imprese.

    Babylon Cloud mostra che un'alternativa europea ai grandi player globali è possibile, se si investe in ricerca, sviluppo e infrastrutture sostenibili. La scelta di De Losa di puntare su tecnologia proprietaria e fonti rinnovabili non è solo una risposta alle minacce geopolitiche, ma un modello concreto per chi vuole difendere la propria indipendenza digitale senza rinunciare alla responsabilità ambientale. In un panorama dove la dipendenza da fornitori esterni può diventare un rischio sistemico, la strada scelta da Babylon Cloud è oggi una delle poche opzioni credibili per garantire sicurezza, autonomia e sostenibilità nel cloud europeo.

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