Brave Browser 1.94 lancia la funzione Email Aliases, che consente agli utenti di generare indirizzi email usa e getta per nascondere la propria email reale ai siti web, riducendo i rischi di tracciamento, spam e phishing.
Brave Browser ha annunciato il rilascio della versione 1.94, che introduce la nuova funzione 'Email Aliases'. Questa novità permette agli utenti di creare indirizzi email temporanei da utilizzare durante la registrazione a nuovi servizi online, mantenendo così nascosto il proprio indirizzo reale. I messaggi inviati ai nuovi alias vengono inoltrati all'indirizzo principale dell'utente, senza che il sito web possa accedere direttamente a quest'ultimo.
Come funzionano gli Email Aliases di Brave
La funzione nasce per colmare una lacuna nella privacy: anche se Brave già isola i dati per impedire il tracciamento tramite cookie e cache, gli indirizzi email restano comunque memorizzati sui server dei siti, esponendo gli utenti a rischi di spam, phishing e data breach. Utilizzando un alias, l'identità digitale viene protetta da correlazioni tra siti diversi e da possibili campagne di phishing successive a una violazione dei dati.
Requisiti e limiti della nuova funzione
Per generare e gestire gli alias, è necessario creare un Brave Account gratuito e registrare il proprio indirizzo email principale, che sarà usato per l'inoltro dei messaggi. Questa procedura è distinta dall'abbonamento Brave Premium. Attualmente, il servizio consente la creazione di massimo cinque alias gratuiti; Brave ha già annunciato che in futuro sarà disponibile una versione a pagamento senza limiti.
Sicurezza e gestione dei dati
Brave sottolinea che gli indirizzi principali e gli alias vengono conservati in forma cifrata, mentre i messaggi inoltrati sono sottoposti solo a filtri automatici antispam e malware, senza ulteriori controlli. I messaggi vengono eliminati dai server Brave pochi secondi dopo la consegna. Le note associate agli alias restano locali o, se sincronizzate tramite Brave Sync, sono protette da crittografia end-to-end.
Autenticazione avanzata e privacy
Brave Accounts utilizza il protocollo OPAQUE (RFC 9807), che consente l'autenticazione senza trasmettere password o hash ai server Brave, riducendo il rischio di furto delle credenziali tramite attacchi di memory scraping o cracking di database. Tuttavia, questa tecnologia non protegge da phishing o password deboli.
Prime considerazioni e possibili criticità
Brave avverte che, almeno inizialmente, i messaggi inoltrati tramite alias potrebbero finire nella cartella spam, poiché il servizio deve ancora costruire la propria reputazione come provider email. Gli utenti sono invitati a monitorare la posta indesiderata durante i primi utilizzi.
L'attenzione crescente verso la protezione dell'identità digitale e la lotta contro il phishing è confermata anche da altri sviluppi nel settore della sicurezza informatica, come dimostrato dall'analisi di nuovi attacchi che sfruttano vulnerabilità di sistema per ottenere privilegi elevati, descritti in dettaglio in questo approfondimento sulle minacce Plug and Pwn.