Equinix ha avviato in Irlanda la prima sperimentazione di un sistema di alimentazione a idrogeno per il back-up critico di un data center, in collaborazione con Esb e GeoPura. L'iniziativa punta a ridurre le emissioni e a offrire alternative sostenibili ai generatori diesel e gas.
Equinix ha dato il via in Irlanda alla sua prima sperimentazione di un'unità di alimentazione a idrogeno per i sistemi di back-up critico di un data center, in collaborazione con Esb e GeoPura. Questo progetto rappresenta un passo importante nell'esplorazione di soluzioni energetiche alternative per grandi consumatori come i data center, che cercano di superare i limiti dei generatori tradizionali a diesel e gas.
Un progetto pilota per la sostenibilità energetica
La sperimentazione, unica nel suo genere per Equinix in Irlanda e nella sua rete globale di oltre 280 data center, si svolge presso il campus Db3 di Blanchardstown, nell'area di Dublino 15. Qui sono stati installati due generatori a idrogeno, forniti da GeoPura e uno di proprietà di Esb, all'interno di container. Alimentati da idrogeno verde prodotto da fonti rinnovabili, questi sistemi supportano i sistemi di raffreddamento del data center, contribuendo a portare l'indice di efficienza energetica al di sotto di 1,31 e offrendo una soluzione a zero emissioni dirette in loco.
Il progetto pilota durerà 12 settimane e prevede la raccolta di dati su riduzione delle emissioni di carbonio, aspetti operativi, sicurezza e impatto commerciale. Le informazioni raccolte potranno essere utili a decisori politici e università per valutare l'adozione dell'idrogeno anche in altri settori, come i cantieri e le alimentazioni temporanee, tradizionalmente affidate al diesel.
Innovazione e impatto per la rete elettrica irlandese
Le unità a idrogeno, basate su tecnologia a celle a combustibile Pem, sono integrate con gruppi di continuità e possono rispondere in tempo reale alle variazioni della rete, fornendo fino a mezzo megawatt di potenza continua. Oltre a produrre solo acqua e calore come sottoprodotti, l'acqua può essere riciclata nei sistemi di raffreddamento, riducendo il consumo idrico complessivo.
Secondo Timmy Dooley, ministro di Stato presso il Dipartimento dell'Ambiente, del Clima e delle Comunicazioni irlandese, l'idrogeno può giocare un ruolo chiave nella transizione verso un sistema energetico più sostenibile. Peter Lantry, managing director di Equinix Irlanda, sottolinea come il progetto possa aiutare a superare i limiti della rete elettrica nazionale e a dimostrare la fattibilità dell'idrogeno come alternativa concreta a diesel e gas nei data center.
Prospettive di crescita per i data center sostenibili
Il mercato globale dei green data center è destinato a triplicare entro il 2030, passando da 48,26 a 155,75 miliardi di dollari, trainato dall'espansione dell'intelligenza artificiale, dalla maggiore densità di calcolo e dalla necessità di ridurre consumi ed emissioni. In Italia, la pressione sulle reti elettriche cresce con l'aumento dei data center: oltre 200 sono già operativi e altri 83 sono in fase di progettazione, con investimenti previsti di 21 miliardi di euro entro il 2028. Il raffreddamento rappresenta oltre la metà dei consumi energetici di un data center, rendendo fondamentale l'adozione di soluzioni innovative e sostenibili.
Il successo di iniziative come quella di Equinix potrebbe accelerare la decarbonizzazione del settore e offrire un modello replicabile anche in altri Paesi, contribuendo a trasformare i data center da semplici asset immobiliari a vere e proprie infrastrutture energetiche integrate e sostenibili.