La corsa all'Intelligenza Artificiale in Europa si gioca sulle infrastrutture: Antonio Baldassarra di Seeweb spiega perché la sovranità digitale non è solo una questione di compliance ma di strategia industriale e controllo reale dei dati.
In Europa, la partita per il controllo dei dati si è fatta concreta. La sovranità digitale non è più un tema teorico. Oggi chi vuole guidare l'Intelligenza Artificiale deve difendere il proprio patrimonio informativo da giurisdizioni esterne.
Antonio Baldassarra, Amministratore Delegato di Seeweb, porterà la questione al centro dell'evento AI NOW Milano il 30 settembre. La domanda è diretta: dove finiscono davvero i dati e chi li controlla? Nessuna impresa o Pubblica Amministrazione può più ignorarla.
Cloud sovrano e Private AI: la risposta pratica
Non basta la potenza di calcolo. In gioco ci sono sicurezza, rispetto delle regole, tutela della proprietà intellettuale e continuità operativa. Il cloud sovrano offre una soluzione concreta a chi gestisce dati sensibili o strategici. Permette più controllo sull'infrastruttura e riduce il rischio di interferenze esterne. La Commissione Europea ha promosso il Cloud and AI Development Act (CADA). L'obiettivo è rafforzare le infrastrutture cloud e AI europee e tagliare la dipendenza dai fornitori di altri paesi. La proposta introduce una scala a quattro livelli di "sovranità" per i servizi cloud e AI. Si parte dalla semplice localizzazione dei dati nell'UE fino al pieno controllo della catena software e all'assenza di influenze extraeuropee.
Le architetture Private AI sono sempre più richieste. Consentono di usare l'Intelligenza Artificiale senza perdere il controllo su dati e infrastrutture. Baldassarra lo dice chiaro: la governance dei dati è ormai centrale nelle strategie di rischio e nelle scelte di investimento delle aziende europee. Le linee guida CADA fissano un obiettivo preciso. Nei prossimi 5-7 anni, la capacità dei data center europei dovrà almeno triplicare. Sono previste procedure autorizzative più rapide e accesso prioritario a energia, terra, acqua e finanziamenti. Servono per sostenere la crescita di cluster GPU e infrastrutture AI di nuova generazione.
Non possiamo permetterci di dipendere da altri nelle tecnologie che sostengono il funzionamento dei nostri ospedali, la stabilità delle reti energetiche e la sicurezza dei servizi.
Seeweb ha creato infrastrutture GPU localizzate in Europa, pensate per progetti di Private AI. I data center funzionano al 100% con energie rinnovabili. L'obiettivo è chiaro: unire potenza di calcolo, sicurezza e sostenibilità. Le imprese possono così usare i propri dati in modo efficiente e proteggere informazioni sensibili e proprietà intellettuale. Secondo Reuters, i data center europei consumano già circa il 3% dell'energia elettrica del continente. La capacità potrebbe superare i 28 GW entro il 2030, partendo dai 12 GW attuali. Serve una pianificazione avanzata e soluzioni energetiche sostenibili. I numeri parlano chiaro.
Scegliere infrastrutture AI europee non è solo una questione di regole. Significa adottare un'architettura dove sicurezza, efficienza e sovranità dei dati sono integrate fin dall'inizio. Ridurre le latenze e lavorare vicino ai dati porta vantaggi operativi reali, soprattutto nei settori regolamentati o dove i dati sono tanti. Ma la sostenibilità economica delle gigafactory AI europee resta un ostacolo. Octave Klaba, CEO di OVHcloud, stima che servano ricavi annui tra 300 e 400 milioni di euro per raggiungere il break-even. Il motivo? Il costo delle GPU e il ciclo rapido di obsolescenza dell'hardware secondo Reuters. Non è poco.
Sovranità digitale: leva per la crescita
Sovranità digitale non vuol dire isolamento. Vuol dire costruire architetture consapevoli, valorizzare competenze e infrastrutture europee e lasciare spazio all'innovazione. La crescita della Private AI dipende dalla presenza di data center e cluster GPU sul territorio. Il dibattito europeo, anche in Germania, si concentra sulla necessità di accelerare lo sviluppo AI per colmare il divario con gli Stati Uniti. Ma senza rinunciare ad autonomia e sicurezza. È una corsa aperta.
Il problema non nasce oggi. La dipendenza da fornitori extra UE e i rischi sistemici sono già stati segnalati da analisi precedenti. Ora però l'AI entra nei processi industriali e pubblici. La posta si alza.
Per le imprese, proteggere i dati non è più solo un obbligo di legge. È una scelta strategica per difendere il valore aziendale e la continuità operativa. La vera sfida non è se adottare l'AI, ma come costruire le condizioni per farlo in modo sicuro, sostenibile e sotto controllo. Qui la sovranità digitale diventa un fattore chiave per la prossima fase dell'innovazione europea. Da tema difensivo a leva di crescita vera. Il cambio di passo è già iniziato.