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Google scommette sulla Finlandia con un maxi polo AI e data center

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Google scommette sulla Finlandia con un maxi polo AI e data center QWERTYmag © www.qwertymag.it
Google scommette sulla Finlandia con un maxi polo AI e data center © www.qwertymag.it

Google annuncia un investimento record di 13 miliardi di euro in Finlandia tra il 2027 e il 2028 per potenziare data center e intelligenza artificiale, con impatti diretti su occupazione, energia e formazione locale.

Un accordo energetico ventennale con Fortum per il nucleare, 13 miliardi di euro pronti a ridisegnare la mappa digitale della Finlandia e oltre 37mila posti di lavoro: Google ha appena alzato la posta in Europa, puntando tutto su data center e intelligenza artificiale nelle regioni settentrionali del Paese.

La scelta di concentrare la più grande operazione europea mai realizzata dal gruppo su Hamina, Kajaani, Muhos e Vaala non è casuale. Qui Google sfrutterà la rete elettrica già vicina a fonti a zero emissioni, minimizzando nuovi interventi infrastrutturali e abbattendo i costi del sistema. Il cuore del piano è la capacità di sostenere la domanda crescente di servizi come Search, Maps, YouTube e Gemini, che richiedono infrastrutture robuste e alimentazione continua per i carichi AI.

Energia nucleare e rinnovabili per alimentare l'AI

Il contratto con Fortum garantirà per 22 anni l'energia necessaria a prolungare la vita della centrale nucleare di Loviisa, che oggi copre il 10% del fabbisogno elettrico nazionale. Google e Fortum stanno anche valutando la costruzione di nuovi reattori e modelli di generazione flessibile, mentre accordi paralleli con Valorem e Suomen Hyötytuuli porteranno la capacità eolica sostenuta da Google a 629 MW. A Kajaani, entro il 2027, sarà operativo un sistema di accumulo a batterie da 94 MW per stabilizzare la rete.

Non si tratta solo di energia: a Hamina, il data center già esistente utilizza il raffreddamento ad acqua marina e recupera il calore dei server per riscaldare case e negozi, coprendo fino all'80% del fabbisogno locale. Il modello sarà esteso anche agli altri siti, con interventi di ripristino ecologico nelle aree forestali circostanti.

Impatto economico e formazione locale

Secondo le stime di Google, il progetto contribuirà per 3,6 miliardi di euro l'anno al PIL finlandese nella prima fase, sostenendo oltre 37mila posti di lavoro, di cui 16mila nelle costruzioni. I salari medi previsti supereranno del 24% la media nazionale, mentre una volta a regime le strutture manterranno circa 7mila occupati ogni anno. Nei prossimi quattro anni, 31 milioni di euro saranno destinati alle comunità locali: 10 milioni per ricerca e innovazione, il resto per istruzione, crescita economica e iniziative territoriali.

La formazione non resta indietro: oltre 4.400 persone riceveranno training specifico sull'intelligenza artificiale grazie a partnership con istituti professionali e organizzazioni del lavoro, mentre fino a 100 studenti saranno preparati per le professioni legate alla gestione dei data center. Un modello che si inserisce nel solco delle strategie di digitalizzazione già viste in altri paesi nordici e che, come analizzato di recente, trova nell'AI il vero motore di crescita per il cloud e le infrastrutture europee.

Strategia industriale e rischi di dipendenza

Dietro la retorica degli investimenti, Google consolida una presenza iniziata nel 2009 con l'acquisto dell'ex cartiera di Hamina, ora hub digitale. L'operazione rafforza la posizione del gruppo nel controllo delle infrastrutture critiche europee, ma solleva interrogativi sulla dipendenza energetica e tecnologica di interi territori da un singolo attore privato. La scelta di puntare su energia nucleare e rinnovabili, insieme a programmi di formazione e ricadute economiche locali, rappresenta una mossa tattica per ottenere consenso e licenze, ma non cancella il rischio di concentrazione del potere digitale.

Google non si limita a costruire data center: plasma l'ecosistema energetico, forma la forza lavoro e si assicura un ruolo centrale nella trasformazione digitale europea. Se da un lato l'investimento promette crescita e innovazione, dall'altro impone una riflessione sulla sovranità tecnologica e sulla capacità dei paesi europei di negoziare da una posizione di forza con i giganti globali. In Finlandia, la partita è appena iniziata, ma il banco lo tiene Google.

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