Dopo il congelamento dei fondi e la sospensione del conto bancario, A/I ha interrotto i servizi. Una lettera aperta chiede strumenti di riesame e difesa alle istituzioni italiane ed europee.
Dal 2001 Autistici/Inventati (A/I) forniva servizi digitali a gruppi e associazioni. All'inizio di settembre il dominio autistici.org è diventato irraggiungibile e le attività si sono fermate. Il blocco è arrivato dopo il congelamento dei fondi su PayPal e la sospensione del conto presso Banca Etica, secondo la ricostruzione degli eventi pubblicata da testate italiane.
La chiusura ha interrotto un'attività durata circa 25 anni. A/I offriva hosting e posta elettronica. Gestiva anche chat cifrate e servizi di videoconferenza, usati da più soggetti.
Le conseguenze della designazione statunitense
Il 26 agosto 2026 l'Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito A/I nella lista degli Specially Designated Global Terrorists (SDGT), consultabile nella banca dati ufficiale OFAC. Il Dipartimento di Stato statunitense ha descritto A/I come un gruppo che fornirebbe infrastrutture digitali a cellule Antifa violente e ad altri militanti di estrema sinistra. Le ricostruzioni giornalistiche collegano la designazione ai servizi offerti a organizzazioni che Washington considera estremiste o legate al terrorismo. Tra queste figurano soggetti associati a reti antifasciste e di sinistra, oltre a Masar Badil, che gli Stati Uniti collegano al Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Sono valutazioni delle autorità statunitensi, non una qualificazione giudiziaria italiana o europea.
La Rete per i Diritti Umani Digitali ha espresso solidarietà all'associazione. Chiede che le sanzioni di Paesi stranieri non possano interrompere infrastrutture essenziali senza procedure europee di riesame e difesa. Il nodo è capire quali garanzie e strumenti di controllo giurisdizionale siano disponibili quando una decisione unilaterale produce effetti in Italia e nell'Unione europea. Le ricostruzioni pubblicate descrivono il caso anche come un esempio di de-risking: banche e intermediari interrompono i rapporti per ridurre l'esposizione a possibili conseguenze sanzionatorie statunitensi.
Tra gli effetti riportati ci sono la sospensione e poi la chiusura del conto di A/I presso Banca Etica, oltre al blocco dei fondi PayPal. Anche il dominio autistici.org è stato disattivato dopo la designazione. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, è intervenuto Public Interest Registry, il gestore del dominio .org. La decisione statunitense ha così avuto ricadute su servizi finanziari e digitali gestiti da soggetti diversi in più Paesi.
Il 14 ottobre la polizia di Amsterdam ha sequestrato un server di A/I nel data center dello Science Park, su richiesta di assistenza giudiziaria delle autorità statunitensi, come riportato dal quotidiano olandese NRC. Il server era già spento. Dopo la cessazione delle attività, il contenuto sarebbe stato rimosso. L'episodio ha esteso la vicenda ai Paesi Bassi e ha portato a un intervento materiale su un'infrastruttura situata nell'Unione europea.
La dipendenza da infrastrutture esterne è al centro anche di un rapporto spagnolo, che descrive la richiesta di infrastrutture digitali nazionali per ridurre tale dipendenza e proteggere i dati sensibili. Nel caso A/I la catena delle ricadute ha coinvolto il regime sanzionatorio statunitense e PayPal. Sono intervenuti anche il gestore del dominio .org, una banca italiana e la polizia olandese.
Le richieste alle istituzioni
Alla Commissione europea la Rete chiede un meccanismo per riesaminare le sanzioni straniere. Propone inoltre di estendere le garanzie previste dal Digital Services Act a domini e servizi essenziali, così da consentire ricorso contro interruzioni decise fuori dall'ordinamento europeo. Il regolamento europeo sui servizi digitali è consultabile nel testo ufficiale dell'Unione europea.
Al Governo italiano viene chiesto di intervenire presso le autorità statunitensi per tutelare le realtà nazionali coinvolte e prevenire effetti analoghi. La Rete sollecita inoltre le autorità di vigilanza a proteggere banche e istituti finanziari europei dai rischi legati all'applicazione di sanzioni straniere, preservando la loro capacità di rispettare le norme europee.
La lettera aperta è indirizzata a Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione europea, e a Giorgia Meloni, presidente del Consiglio. I destinatari sono anche Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri; Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia e delle finanze; e Fabio Panetta, governatore della Banca d'Italia.