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5G in Europa: copertura quasi totale, ma la vera sfida è la monetizzazione

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

5G in Europa: copertura quasi totale, ma la vera sfida è la monetizzazione QWERTYmag © www.qwertymag.it
5G in Europa: copertura quasi totale, ma la vera sfida è la monetizzazione © www.qwertymag.it

Il nuovo rapporto 5G Observatory 2026 della Commissione europea conferma che la copertura 5G in Europa è vicina al 97%, ma la transizione verso il 5G Standalone e la capacità di monetizzare le reti restano indietro rispetto a Cina e USA. Le reti private e nuovi investimenti sono la chiave per il futuro.

Il 5G Observatory 2026 della Commissione europea fotografa un'Europa ormai prossima alla copertura totale del 5G, ma ancora distante dai leader mondiali per quanto riguarda innovazione, adozione della tecnologia Standalone e ritorno economico per le telco. Se da un lato la rete è tecnicamente pronta, dall'altro la vera sfida è trasformare questa infrastruttura in valore industriale e servizi avanzati.

Copertura 5G: obiettivi raggiunti, ma qualità e adozione restano indietro

Alla fine del 2025, il 5G raggiungeva il 96,8% delle famiglie europee, avvicinando l'UE agli obiettivi della Digital Decade. Tuttavia, la copertura nella banda 3,4-3,8 GHz, essenziale per prestazioni elevate, si ferma al 74,6% delle famiglie e solo al 33,7% nelle aree rurali. Il 5G Standalone (SA), che abilita funzionalità avanzate come network slicing e bassa latenza, riguarda appena il 21,6% delle stazioni base e solo il 2,8% di availability reale.

Il confronto internazionale evidenzia il ritardo europeo: la Cina ha già superato il miliardo di connessioni 5G e dispone di oltre 4 milioni di stazioni base, mentre gli Stati Uniti guidano per innovazione e servizi. L'Europa, pur con una copertura estesa, fatica a sostenere investimenti e ad adottare il 5G SA su larga scala.

Investimenti e business case: il nodo della monetizzazione

Secondo GSMA, per portare le reti europee ai migliori standard internazionali entro il 2035 servirebbero circa 475 miliardi di euro, contro i 270 miliardi attualmente previsti. Il principale ostacolo, secondo il sondaggio dell'Osservatorio, è proprio la monetizzazione: il 61% degli operatori indica la difficoltà di ottenere un ritorno sugli investimenti come freno allo sviluppo del 5G, seguita da frammentazione del mercato e lenta transizione al 5G SA.

Il passaggio al 5G Standalone rappresenta però una svolta: consente di offrire servizi differenziati e prestazioni garantite, come network slicing per applicazioni mission-critical, connettività a bassa latenza, FWA, IoT e servizi per l'industria. Nei mercati dove il 5G SA è già attivo, gli operatori hanno registrato aumenti dell'ARPU tra il 5% e il 15%.

Reti private 5G: opportunità per l'industria europea

Un punto di forza per l'Europa è la diffusione delle reti private 5G: oltre 700 nel 2025, con una forte concentrazione in Germania. Queste reti permettono agli operatori di spostarsi dal modello B2C a quello B2B, offrendo connettività integrata con cybersecurity, cloud, edge computing e applicazioni verticali per manifattura, automotive, logistica, sanità e utility. Tuttavia, anche qui il business case resta la principale sfida, insieme alla mancanza di 5G SA e alla frammentazione regolatoria.

Casi concreti e sperimentazioni: Italia in prima linea

Tra i progetti più significativi citati dal 5G Observatory spicca 5G4ASSAC in Italia: una rete privata 5G ibrida realizzata nell'ecosistema universitario e sanitario di Palermo, con 6,5 milioni di euro di investimento e applicazioni che spaziano dalla telemedicina alla realtà estesa e alla diagnostica AI. Altri esempi includono il corridoio transfrontaliero 5G SEAGUL tra Grecia e Bulgaria, che porta il 5G nella mobilità connessa, e Citymesh, che integra soluzioni mobile, private 4G/5G, IoT e cybersecurity per il mercato B2B.

Le sperimentazioni europee mostrano come il valore del 5G emerga dalla combinazione di connettività, affidabilità, latenza, localizzazione, AI ed edge computing, preparando il terreno per il futuro 6G. In questo contesto, il ruolo dell'Europa meridionale - con Spagna, Grecia e Italia come hub di sperimentazione - è sempre più rilevante.

Disponibilità e adozione: il vero gap con i mercati leader

Dal punto di vista dell'utente, la disponibilità del 5G in Europa si attesta al 55%, con una velocità media di download di 88,5 Mbps. Tuttavia, solo il 28% delle SIM è effettivamente 5G, contro il 57% degli USA e il 40% della Cina. Il problema non è più la presenza del segnale, ma la qualità della rete e la reale esperienza d'uso.

Il tema della capacità di calcolo e degli investimenti infrastrutturali è centrale anche per il futuro dell'AI e del cloud in Europa, come evidenziato anche dal recente studio sul rischio deficit di potenza per il cloud e l'AI nel continente.

In sintesi, l'Europa ha vinto la sfida della copertura, ma la vera partita si gioca ora su adozione, qualità, servizi avanzati e capacità di monetizzare le reti 5G, con il 5G Standalone e le reti private come leve strategiche per la competitività industriale.

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