Il nuovo rapporto della Fondazione Telefónica mostra che la maggior parte degli spagnoli vuole infrastrutture digitali e cybersicurezza nazionali per ridurre la dipendenza da fornitori esterni e proteggere i dati sensibili.
Il 90% degli spagnoli teme che aziende tecnologiche non europee possano accedere ai dati bancari. Non è solo una sensazione. L'85% è preoccupato per la sicurezza delle informazioni patrimoniali e fiscali. Il 79% teme per la geolocalizzazione. Il 78% per i dati sanitari. La richiesta di controllo sui dati personali è diventata una priorità nazionale.
Il rapporto "Sovranità digitale in Europa 2026" della Fondazione Telefónica, realizzato con Metroscopia, fotografa questa urgenza. L'86% degli spagnoli vuole servizi di cybersicurezza sviluppati in casa, senza dipendere da fornitori esterni. L'80% degli intervistati teme che le grandi aziende tecnologiche abbiano accesso ai dati personali. Il 63% si sente poco o per niente protetto contro l'uso improprio delle proprie informazioni digitali.
Dipendenza tecnologica e minacce percepite
L'82% degli spagnoli pensa che l'Europa dipenda molto o abbastanza da aziende tecnologiche extra-continentali. Il 62% vede questa presenza come una minaccia per la sicurezza europea. Il 76% indica piattaforme di intelligenza artificiale e sistemi di pagamento come aree critiche.
Il 78% della popolazione crede che le grandi piattaforme possano vendere o cedere dati personali senza autorizzazione esplicita. Il timore cresce sui dati sensibili. I numeri su dati bancari e fiscali sono i più alti. Il 30 settembre 2026 Spagna e Francia hanno firmato una dichiarazione d'intenti per proteggere lo spazio informativo. L'obiettivo è combattere disinformazione, manipolazione dei dati e interferenze straniere. Si rafforza così il concetto di sovranità digitale europea. L'accordo prevede anche più responsabilità per le piattaforme digitali e tutela dei minori sui social network. Sono inclusi sistemi di verifica dell'età che rispettano la privacy, seguendo le raccomandazioni del Garante Privacy italiano.
Il vero significato della sovranità tecnologica non è l'isolamento, ma la capacità dell'Europa di controllare tecnologie critiche, infrastrutture e dati in un ambiente aperto e interconnesso.
Infrastrutture strategiche e richiesta di autonomia
Per la maggioranza degli spagnoli, la sovranità digitale parte dalle infrastrutture. Il 77% indica le reti di telecomunicazioni come elemento chiave. L'86% vuole controllo diretto sulle reti, l'83% sui centri dati, il 79% sui servizi cloud. Telefónica pone tre domande pratiche: chi controlla dati e password? Chi gestisce i sistemi in caso di crisi? Si può cambiare fornitore senza restare bloccati da tecnologie non europee? Questi punti sono centrali per evitare la "lock-in technology" e garantire la resilienza delle infrastrutture strategiche.
Il rapporto mostra anche un certo ottimismo. Il 54% degli intervistati crede che la sovranità tecnologica europea migliorerà nel prossimo decennio. Ma per arrivarci, l'86% chiede sviluppo di tecnologia propria e l'87% vuole un intervento attivo dei governi. Il 70% sarebbe disposto a usare una piattaforma europea se offrisse le stesse funzionalità delle alternative straniere. Telefónica chiede all'Unione Europea regole che aiutino la crescita delle aziende tecnologiche europee. Serve scala per investimenti e innovazione. Serve una visione strategica di lungo periodo. Il tempo stringe.
Iniziative e prospettive europee
La Fondazione Telefónica ha lanciato "THINK&DO; TECH", uno spazio per collegare strategia e azione. L'obiettivo è rafforzare le capacità tecnologiche europee e ridurre le dipendenze critiche. Si punta su un modello competitivo ed etico, in linea con i valori democratici. Sul fronte difesa, la Spagna ha inserito intelligenza artificiale, sistemi autonomi, cyberdifesa, calcolo avanzato, comunicazioni sicure e tecnologie spaziali tra le priorità della strategia ETID 2026. L'obiettivo è ridurre la dipendenza esterna da sensori, software e sistemi di elaborazione dati.
Il tema della sovranità digitale non è nuovo in Europa. Come già riportato, la corsa all'autonomia tecnologica coinvolge infrastrutture, cloud e intelligenza artificiale. Il traguardo è il controllo reale su dati e piattaforme strategiche.
Il quadro che emerge dal rapporto Telefónica è chiaro. I cittadini spagnoli non vogliono più compromessi. Chiedono un passo deciso verso l'autonomia digitale. La pressione sociale per infrastrutture nazionali, servizi cloud e cybersicurezza europei è ormai strutturale. Se le istituzioni risponderanno, Spagna ed Europa potranno ridurre la vulnerabilità sistemica. Potranno costruire un modello digitale più sicuro, competitivo e coerente con i propri valori. La richiesta è forte. Il tempo per agire è ora.