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Meta rinuncia al piano 'AI native': tagli fino al 60% annullati

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Meta rinuncia al piano 'AI native': tagli fino al 60% annullati QWERTYmag © www.qwertymag.it
Meta rinuncia al piano 'AI native': tagli fino al 60% annullati © www.qwertymag.it

Meta aveva progettato una trasformazione radicale per diventare un'azienda 'AI native', prevedendo la riduzione di alcuni team fino al 60%. Dopo una prima ondata di licenziamenti e difficoltà interne, il piano è stato in gran parte abbandonato.

All'inizio del 2024, Meta aveva elaborato un piano interno, denominato Project OT (Organization Transformation), che prevedeva la riduzione fino al 60% di alcuni team per accelerare la transizione verso una struttura aziendale 'AI native'. Secondo quanto riportato da Reuters, il progetto avrebbe dovuto sostituire molte attività quotidiane svolte dai dipendenti con sistemi di intelligenza artificiale, lasciando a piccoli gruppi di persone il compito di supervisionare gli agenti AI.

Project OT: obiettivi e prime conseguenze

Il piano, avviato su impulso diretto di Mark Zuckerberg, prevedeva due ondate di licenziamenti e una profonda riorganizzazione dei team, con la possibilità di ricollocare alcuni dipendenti in nuovi ruoli e di premiare con incentivi economici i profili più performanti, in particolare quelli con competenze avanzate in AI. La prima ondata di tagli è avvenuta a maggio, ma la seconda è stata annullata dopo aver riscontrato criticità operative e un impatto negativo sul morale dei dipendenti.

La visione 'AI native' e i limiti emersi

Essere 'AI native', secondo i documenti interni visionati da Reuters, significava automatizzare i flussi di lavoro, affidare agli agenti AI la gestione di processi e vendere queste soluzioni anche a terzi. Meta aveva già avviato una sperimentazione che prevedeva la riduzione della middle management e l'uso di sistemi di analisi assistita da agenti per la gestione delle priorità quotidiane. Tuttavia, l'azienda ha precisato che le decisioni su promozioni e valutazioni delle performance restano di competenza umana.

Ripensamenti e rischi dell'automazione spinta

Dopo la prima fase di licenziamenti, Meta ha deciso di sospendere la seconda ondata senza fornire motivazioni ufficiali. Secondo Reuters, tra i fattori che hanno portato al ripensamento ci sono stati il calo del morale, l'incertezza sull'effettivo aumento di produttività e l'aumento degli incidenti tecnici e di sicurezza causati dagli agenti AI. I dati interni mostrano che, sebbene le modifiche al software siano aumentate del 220% in un anno, solo il 36% di queste ha portato a nuove funzionalità per gli utenti, mentre gli incidenti tecnici gravi sono cresciuti del 40% e il tempo necessario per risolverli è aumentato fino al 70%.

Meta e la sfida dell'adozione AI su larga scala

Durante una riunione aziendale a luglio, Zuckerberg ha riconosciuto che lo sviluppo degli agenti AI non stava procedendo secondo le aspettative. L'esperienza di Meta evidenzia le difficoltà anche per le aziende più avanzate nel sostituire il lavoro umano con l'intelligenza artificiale, sottolineando i rischi di una trasformazione troppo rapida e le complessità legate all'integrazione di sistemi automatizzati nei processi aziendali.

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