La Radxa Dragon Q8B offre più memoria ed espansione della Raspberry Pi 5, ma costa di più. Il software meno immediato e le consegne incerte la rendono una scelta soprattutto per utenti esperti.
Otto core CPU contro i quattro della Raspberry Pi 5: il divario parte dal processore Qualcomm Snapdragon 8cx Gen 3. La GPU è sensibilmente più veloce.
La Q8B punta sull'elaborazione multicore e sulla memoria LPDDR4X. La grafica 3D amplia le possibilità per lo sviluppo AI. Può servire anche nell'elaborazione multimediale; le simulazioni sono un altro impiego previsto. Sotto carico intenso, però, la scheda consuma più energia delle alternative.
La documentazione elenca una versione da 4 GB di RAM. Sono disponibili anche tagli da 8 e 16 GB. La gamma arriva a 32 GB, quindi il prezzo di una singola configurazione non racconta il costo dell'intera famiglia.
Connettività e spazio per l'espansione
Due porte Ethernet da 2,5 Gb/s danno alla scheda una connettività insolita per questa categoria. Un controllo indipendente ha individuato uno slot M.2 2230 sul lato superiore, adatto a un modulo Wi-Fi. Sul lato inferiore ci sono due slot M.2 2280 per unità NVMe o periferiche. Si aggiunge un connettore PCIe FPC. È presente anche un altro connettore piatto PCIe, non descritto nella documentazione citata.
La dotazione può interessare chi prepara un server o gestisce una rete. Si presta anche a progetti hardware personalizzati, ma non rende la Q8B una scelta immediata per ogni appassionato. L'espansione è centrale anche nei mini PC compatti; qui, però, si parte da una scheda che l'utente deve configurare e adattare. Lo Snapdragon 8cx Gen 3 era già stato impiegato nel Microsoft Windows Dev Kit 2023. Quel precedente aiuta a inquadrare i percorsi Windows e UEFI della Q8B, ma ricorda anche che il chip nasce per una piattaforma di classe laptop, non per un ecosistema SBC tradizionale.
La scheda offre uno slot M.2 2230, due slot M.2 2280 e connettori PCIe aggiuntivi; uno dei connettori piatti non risulta descritto nella documentazione esaminata.
La potenza non elimina gli ostacoli
Installare e mantenere il sistema operativo può richiedere configurazioni specifiche. Per Linux, Radxa fornisce immagini Debian. Propone anche due varianti basate su Ubuntu. Gli aggiornamenti passano in parte da Rsetup, lo strumento proprietario che i recensori indipendenti giudicano meno immediato per chi è alle prime armi. Le opzioni Windows e UEFI non cancellano le particolarità della piattaforma. E non garantiscono l'esperienza plug-and-play delle schede con un ecosistema SBC più consolidato.
Il conto dipende dalla configurazione effettiva. Una Q8B con 8 GB di LPDDR4X è stata proposta a 209 dollari, esclusa la spedizione. Nello stesso periodo, una Raspberry Pi 5 con 8 GB era indicata a circa 175 dollari. I prezzi sono in dollari e non includono necessariamente le tasse. Spedizione e disponibilità per il mercato italiano possono cambiare il costo finale. La prova di Hackaday riferisce che la scheda è ordinabile, ma segnala consegne irregolari negli Stati Uniti: un ordine effettuato a giugno è arrivato a settembre.
Per singoli acquirenti sono stati riportati tempi d'attesa fino a tre mesi. È un'incognita concreta per chi deve pianificare un progetto in serie. La disponibilità segnalata va quindi pesata insieme alle prestazioni: una scheda potente serve a poco se non arriva nei tempi richiesti.
Per chi ha competenze tecniche e cerca più CPU, grafica o connettività, la Q8B può essere una piattaforma valida. Per la maggior parte degli altri, la Raspberry Pi 5 resta più semplice da usare. La Dragon Q8B porta con sé un'installazione meno lineare e un supporto meno familiare a chi arriva dall'ecosistema Raspberry Pi.
Hackaday ha riferito che un ordine negli Stati Uniti, effettuato a giugno, è stato consegnato a settembre.