Il nuovo Global Telecom Health Index di Kearney colloca l'Italia all'ultimo posto, sottolineando come la concorrenza sui prezzi ostacoli investimenti e rallenti la diffusione di fibra e 5G. Il consolidamento del settore appare sempre più necessario.
Il settore delle telecomunicazioni in Italia e in Europa è in una fase critica: secondo Pietro Labriola di TIM, la sola via d'uscita è il consolidamento. Il Global Telecom Health Index di Kearney conferma questa diagnosi, posizionando l'Italia in fondo alla classifica e indicando che i mercati più sani sono quelli con meno di quattro operatori, dove investimenti e soddisfazione dei clienti risultano superiori.
Nei mercati più virtuosi, come Norvegia, Qatar e Malesia, forti investimenti infrastrutturali e modelli commerciali innovativi hanno creato un circolo virtuoso: la qualità dei servizi cresce, i clienti sono più soddisfatti e i rendimenti finanziari alimentano ulteriori investimenti. Invece, molti mercati europei, Italia in testa, sono bloccati in un circolo vizioso dove la concorrenza esasperata sui prezzi riduce i margini, limita la capacità di investimento e rallenta l'innovazione.
Indice globale: cinque dimensioni per misurare la salute delle Tlc
Kearney ha esteso il suo European Telecom Health Index a livello globale, analizzando 34 mercati secondo cinque dimensioni: finanziaria, tecnologica, commerciale, sentiment dei clienti e contesto imprenditoriale. L'analisi mostra che la concentrazione del mercato è il fattore chiave: nei mercati con meno di quattro operatori, i punteggi finanziari e tecnologici sono più alti, così come la soddisfazione dei clienti.
Un esempio emblematico è il Qatar, dove solo due operatori nazionali garantiscono una copertura tecnologica avanzata e un'elevata fiducia dei clienti. Al contrario, nei mercati più frammentati, la copertura in fibra (FTTx) e la penetrazione sono inferiori: 68% contro l'81% dei mercati più concentrati, con una penetrazione del 43% contro il 58%.
Italia e Europa: investimenti frenati e ritorni in calo
In Europa, molti operatori hanno realizzato reti avanzate ma faticano a trasformare gli investimenti in profitti: il ritorno sul capitale investito è sceso dal 6,7% del 2014 a meno del 6% nel 2024, proprio mentre la domanda di connettività cresce per effetto di AI e cloud. L'Italia, in particolare, soffre per la concorrenza sui prezzi che limita la capacità di investimento e rallenta la diffusione di fibra e 5G.
La soddisfazione dei clienti non è necessariamente più alta dove i prezzi sono bassi: nei mercati con ampia copertura FTTH e 5G, la disponibilità a pagare cresce insieme alla qualità percepita. Tuttavia, in alcuni Paesi come i Paesi Bassi, la sovra-infrastrutturazione e la concorrenza eccessiva riducono i margini e mettono a rischio gli investimenti futuri.
Concentrazione, convergenza e proprietà delle infrastrutture
La concentrazione del mercato emerge come elemento centrale anche per la convergenza fisso-mobile: nei mercati dove gli operatori offrono pacchetti integrati, la salute commerciale migliora e i prezzi seguono meglio l'inflazione. Tuttavia, nei mercati frammentati, la convergenza viene spesso usata solo per competere sul prezzo, senza generare valore aggiunto.
Un altro aspetto rilevante riguarda la proprietà delle torri: i mercati dove gli operatori mantengono oltre il 50% delle infrastrutture ottengono punteggi migliori in termini di coordinamento degli investimenti e rapidità negli aggiornamenti tecnologici. Al contrario, la cessione delle torri per liberare capitale può essere sintomo di difficoltà finanziarie e, secondo Kearney, potrebbe indebolire la posizione strategica degli operatori.
Regolazione, politiche e casi internazionali
La regolamentazione gioca un ruolo cruciale: in Spagna, una normativa favorevole agli investimenti ha permesso una rapida migrazione dalla rete in rame alla fibra, raggiungendo una copertura FTTx del 95% e una penetrazione del 91%. In Corea del Sud e Singapore, la leadership tecnologica non basta: nonostante la copertura quasi totale, la soddisfazione dei clienti e i rendimenti restano bassi.
La dimensione del mercato o la ricchezza economica non sono determinanti: la Malesia, pur avendo un PIL pro capite basso, si posiziona tra i primi sei mercati grazie a una struttura ben organizzata e a politiche attive. Gli Stati Uniti, invece, sono penalizzati da una bassa soddisfazione dei clienti e risultati finanziari altalenanti, nonostante l'ampia copertura tecnologica.
Italia fanalino di coda: serve una svolta
L'Italia si trova all'ultimo posto nell'indice globale, intrappolata in un mercato frammentato e poco redditizio. Secondo Kearney, solo un consolidamento deciso potrà invertire la rotta, favorendo investimenti, innovazione e una migliore esperienza per i clienti. Il tema del consolidamento e delle strategie degli operatori è centrale anche nell'adozione delle nuove tecnologie, come evidenziato nell'analisi sulle strategie per il 5G Standalone pubblicata da QWERTYmag (approfondimento sulle strategie delle telco per il 5G in Europa).
Lo studio conclude che raggiungere un equilibrio tra investimenti, innovazione e soddisfazione dei clienti non è casuale, ma richiede politiche mirate e azioni coordinate tra operatori e regolatori. Solo così il settore potrà uscire dal circolo vizioso e tornare a essere motore di crescita e competitività.