Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dato il via al processo di assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze nella banda 24,25-26,5 GHz, fondamentali per lo sviluppo delle reti Fwa e delle applicazioni 5G in Italia. L'avviso di gara sarà pubblicato tra il 24 e il 28 agosto.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha ufficialmente avviato il procedimento per l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze nella banda 24,25-26,5 GHz, nota come banda 26 GHz bassa. Questa porzione di spettro radio è destinata a sostenere la crescita delle reti wireless a banda ultra-larga e a favorire l'implementazione di servizi e applicazioni basati sulla tecnologia 5G.
Obiettivi e tempistiche della procedura
La gara pubblica per la concessione delle frequenze sarà annunciata ufficialmente nella settimana compresa tra il 24 e il 28 agosto. L'iniziativa mira a incentivare lo sviluppo delle reti Fwa (Fixed Wireless Access) e a promuovere l'adozione di soluzioni innovative che sfruttano la connettività di quinta generazione, con particolare attenzione alle esigenze di digitalizzazione del territorio italiano.
Impatto sul mercato e contesto regolatorio
L'assegnazione della banda 26 GHz bassa rappresenta un passo strategico per rafforzare la competitività delle infrastrutture di telecomunicazione italiane e allinearsi agli obiettivi europei in materia di connettività. Il processo si inserisce in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza e alla resilienza delle reti, come dimostrato anche da recenti episodi che hanno coinvolto la filiera tecnologica, tra cui l'attacco supply-chain al pacchetto open source LiteLLM, che ha portato al furto di credenziali da numerose aziende, come raccontato in questo approfondimento.
Prospettive per operatori e utenti
Con la disponibilità di nuove frequenze, gli operatori potranno ampliare la copertura e la capacità delle reti 5G, offrendo servizi più performanti sia per le imprese sia per i cittadini. L'iniziativa del Mimit si inserisce in una strategia più ampia di digitalizzazione nazionale, con l'obiettivo di ridurre il divario digitale e favorire l'innovazione in settori chiave come industria, sanità e pubblica amministrazione.