Tesla svela il Cybercab, robotaxi a due posti senza volante né pedali: un salto radicale verso la mobilità autonoma e la trasformazione dell'azienda da costruttore di auto a protagonista dell'AI e della robotica. Ma la sfida è appena iniziata.
Un esercito di Cybercab dorati, senza volante né pedali, si prepara a invadere le strade di Austin. Oggi Tesla mette in gioco la sua identità: non più solo automobili, ma una piattaforma di intelligenza artificiale su ruote. Il lancio del Cybercab non è solo una presentazione di prodotto: è la dichiarazione di guerra di Elon Musk al concetto stesso di guida tradizionale.
Il Cybercab, piccolo robotaxi a due posti, rappresenta la scommessa più audace di Tesla. Nessun volante, nessun pedale: solo telecamere, sensori e algoritmi. Ashok Elluswamy, responsabile AI di Tesla, lo ha detto senza mezzi termini: "le strade non saranno più le stesse". Musk rincara la dose su X, promettendo di "inondare Austin" e pubblicando immagini di tempeste di Cybercab che divorano la città. La retorica è cambiata: da cautela e sicurezza a spettacolo e conquista.
La lunga ossessione per l'autonomia
La visione di Musk non nasce oggi. Da oltre dieci anni promette una flotta di robotaxi Tesla, e già nel 2016 assicurava che ogni auto prodotta fosse pronta per la guida autonoma con un semplice aggiornamento software. La realtà lo ha smentito: hardware riprogettato più volte, milioni di veicoli che ora necessitano di retrofit per essere davvero autonomi. Eppure, la corsa non si è mai fermata. Il software "Full Self-Driving (Supervised)" è diventato sempre più sofisticato, ma resta un sistema di assistenza: la responsabilità è ancora del conducente.
Il Cybercab nasce proprio per rompere questo schema. Tesla ha sacrificato la possibilità di produrre una nuova auto economica guidabile manualmente, puntando tutto su una piattaforma pensata solo per la guida autonoma. Nel 2024, Musk ha ordinato licenziamenti di massa per concentrare ogni risorsa sull'autonomia: "Tutto il resto è solo una variazione della carrozza trainata da cavalli", ha scritto ai dipendenti.
Test, limiti e numeri reali
Da giugno 2025, Tesla ha testato la sua rete Robotaxi ad Austin con Model Y modificati, sempre con un dipendente pronto a intervenire. Gli incidenti non sono mancati: decine di piccoli urti, qualche teleoperatore costretto a prendere il controllo da remoto. La rete si è estesa a poche città in Texas e Florida, ma i numeri sono deludenti: a luglio, Tesla ha ammesso che i chilometri a pagamento percorsi dai robotaxi erano addirittura in calo.
Il Cybercab promette di cambiare la partita grazie ai costi: più piccolo, leggero, con batterie ridotte, costa meno di qualsiasi altro veicolo Tesla. I fan più accaniti vedono già la vittoria: "Tesla può produrre decine di Cybercab con lo stesso budget che Waymo spende per meno di dieci van Ojai", scrivono sui social. Musk conferma: "Non avete nemmeno considerato l'efficienza operativa del Cybercab".
Ma la realtà è più complessa. Finora Tesla ha operato solo in aree geofence limitate: "Se serve una zona delimitata, non è vera guida autonoma", aveva ammesso Musk. E con una rete piccola, i casi limite sono pochi, i problemi meno visibili. Ma i Cybercab dorati non passeranno inosservati: se il software non sarà all'altezza, ogni errore sarà sotto gli occhi di tutti.
Il bivio di Musk: rivoluzione o bluff?
Elon Musk ama la metafora del "fork in the road", il bivio. L'ha usata per Twitter, per la pubblica amministrazione, persino per una scultura gigante portata a Burning Man. Oggi il vero bivio è qui: o Tesla trasforma davvero la mobilità urbana, o si rivela solo un costruttore d'auto con sogni troppo grandi.
La posta in gioco è enorme. Se il Cybercab funzionerà, Tesla avrà dimostrato di essere molto più di un produttore di veicoli elettrici: sarà la prima azienda a portare l'intelligenza artificiale sulle strade in modo tangibile e di massa. Se invece la tecnologia non reggerà l'impatto con la realtà, la narrazione di Musk crollerà sotto il peso delle sue stesse promesse. Oggi Tesla non può più nascondersi dietro annunci e prototipi: il futuro dell'azienda si gioca, senza appello, sulle strade di Austin.