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Torri INWIT e IA per la tutela ambientale a Castelporziano

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Torri INWIT e IA per la tutela ambientale a Castelporziano QWERTYmag © www.qwertymag.it
Torri INWIT e IA per la tutela ambientale a Castelporziano © www.qwertymag.it

Nella Riserva di Castelporziano, torri per telecomunicazioni INWIT ospitano sensori IoT e videocamere intelligenti per prevenire incendi e monitorare la qualità dell’aria, offrendo un modello replicabile in altre aree naturali italiane

Le infrastrutture per le telecomunicazioni possono assumere un ruolo chiave nella protezione ambientale. Nella Riserva Naturale statale “Tenuta di Castelporziano”, INWIT ha avviato il progetto “MonitoriAmo la Natura” in collaborazione con Legambiente, trasformando le proprie torri in piattaforme digitali per la prevenzione degli incendi e il monitoraggio della qualità dell’aria. L’iniziativa si inserisce in una delle aree naturalistiche più importanti del litorale romano, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della biodiversità attraverso tecnologie avanzate.

Come funzionano le torri digitali di INWIT

Il progetto rappresenta un’evoluzione del modello di Digital Infrastructure Company: le torri, nate per ospitare apparati di operatori mobili secondo il paradigma del neutral host, vengono ora dotate di sensori ambientali, gateway IoT e videocamere intelligenti con intelligenza artificiale. Questa infrastruttura consente di abilitare servizi per smart city, gestione del territorio e monitoraggio ambientale, sfruttando una rete già diffusa con circa 26.000 torri in Italia e 20.000 gateway collegati a una piattaforma IoT centralizzata.

Sorveglianza e prevenzione incendi con IA e sensori

Nella Tenuta di Castelporziano sono state installate tre centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria e una telecamera intelligente collegata a un gateway con intelligenza artificiale. Il sistema di videosorveglianza analizza in tempo reale le immagini, riconoscendo eventuali pennacchi di fumo e inviando segnalazioni immediate agli enti competenti in caso di anomalie compatibili con un principio d’incendio. Grazie alla posizione sopraelevata delle torri, è possibile controllare aree molto estese e individuare focolai fino a cinque chilometri di distanza. Le centraline ambientali, veri laboratori in miniatura, rilevano fino a 14 parametri tra cui polveri sottili, biossido di azoto, ozono, monossido di carbonio, anidride carbonica e variabili meteorologiche come temperatura, umidità e pressione atmosferica.

I dati raccolti e la replicabilità del modello

Tra metà febbraio e inizio maggio 2026, le tre centraline di Castelporziano hanno registrato 14 superamenti del limite giornaliero di PM10, senza mai oltrepassare i 100 microgrammi per metro cubo. Le medie risultano in linea con quelle di altre aree monitorate e non emergono criticità particolari. Sul fronte incendi, la telecamera intelligente non ha rilevato anomalie nel periodo osservato. Secondo Diego Galli, Direttore Generale di INWIT, il modello è immediatamente replicabile: il progetto è già attivo in 13 aree naturali italiane, con 19 torri, 19 gateway, 9 telecamere e 27 centraline distribuite tra Lazio, Abruzzo e Lombardia.

La trasformazione delle torri di telecomunicazione in piattaforme digitali multi-servizio apre nuove prospettive per la gestione ambientale in Italia. L’integrazione di sensori, IA e infrastrutture esistenti consente di ottimizzare la sorveglianza di aree vaste e di intervenire tempestivamente in caso di emergenze ambientali. La replicabilità del modello suggerisce un potenziale ampliamento su scala nazionale, con benefici concreti per la tutela della biodiversità e la sicurezza dei territori.

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