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Italia ferma mentre la sovranità digitale si sgretola

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Italia ferma mentre la sovranità digitale si sgretola QWERTYmag © www.qwertymag.it
Italia ferma mentre la sovranità digitale si sgretola © www.qwertymag.it

L'inclusione di Autistici/Inventati nelle liste nere statunitensi mette a rischio la sovranità giudiziaria italiana e la libertà digitale. Il governo resta in silenzio, mentre la società civile europea si muove.

Palazzo Chigi resta in silenzio. Intanto, la sovranità digitale italiana viene messa sotto pressione da decisioni prese negli Stati Uniti. L'inserimento di Autistici/Inventati nelle blacklist americane non colpisce solo un collettivo. È un attacco diretto alle garanzie costituzionali e alla libertà di espressione di tutto il Paese.

L'Europa ha reagito subito. In Olanda, trenta associazioni hanno chiesto al governo e all'Unione Europea di creare un'infrastruttura digitale autonoma e di proteggere le transazioni economiche. Questo appello, partito dall'Aia, si è allargato oltre i confini olandesi. La società civile europea ha capito quanto sia grave la minaccia: il rischio che la giurisdizione americana si imponga sul diritto europeo e crei un cortocircuito giuridico mai visto prima.

Il caso Autistici/Inventati mostra bene il problema. Dal 2001, il collettivo gestisce una delle più grandi infrastrutture digitali indipendenti in Europa. Offre posta elettronica, hosting, mailing list, chat, videoconferenze e streaming. Secondo i report OFAC, la piattaforma gestiva circa 16.000 caselle email, 1.500 siti web, 5.500 mailing list e 10.000 blog. Molti di questi servizi giravano su server con Linux Hardened e policy di cifratura end-to-end. Le sanzioni hanno avuto un effetto immediato: blocco dei pagamenti e sospensione delle operazioni bancarie da parte di Banca Etica. La banca ha agito per evitare rischi di esclusione dai circuiti internazionali di clearing e dalle regole di compliance statunitense.

La base giuridica di questa vicenda è l'Executive Order 13224 e le pratiche dell'Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro USA. La designazione SDGT (Specially Designated Global Terrorist) blocca gli asset sotto giurisdizione americana e limita ogni transazione con soggetti o aziende statunitensi. Viene concesso solo un breve periodo di "wind-down" per chiudere le attività in modo ordinato. In Italia, l'assenza di una risposta istituzionale ha mostrato quanto siano fragili le tutele nazionali davanti a pressioni che arrivano dall'estero. In altri Paesi UE, invece, si discute di rafforzare la resilienza delle infrastrutture digitali e delle policy di cybersecurity, anche dopo le nuove linee guida pubblicate dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Il caso Autistici/Inventati dimostra come la dipendenza da infrastrutture di pagamento e servizi cloud extra-UE possa mettere a rischio la continuità operativa e la sovranità digitale nazionale, soprattutto in assenza di un quadro normativo europeo realmente vincolante.

La questione non riguarda più solo l'attivismo di nicchia o la gestione tecnica dei server dei mediattivisti. Ora si parla della capacità dell'Europa di difendere cittadini, giudici e autonomia decisionale da pressioni esterne. Come già riportato, la battaglia per una filiera digitale indipendente è diventata centrale nell'agenda europea.

Il precedente creato dall'inserimento di Autistici/Inventati nelle liste nere americane rischia di lasciare l'Italia a guardare mentre altri Paesi europei provano a resistere. L'inerzia delle istituzioni italiane non è solo una scelta comoda. È una resa silenziosa che mette in dubbio la capacità del Paese di difendere i propri diritti fondamentali nell'era digitale. Se l'Europa vuole davvero guidare la propria trasformazione tecnologica, non può delegare la sovranità a potenze straniere. L'Italia, oggi più che mai, deve scegliere se restare ai margini o rivendicare un'infrastruttura di diritti davvero indipendente.

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