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L'AI colpisce i giovani lavoratori: crollo nei posti entry-level

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

L'AI colpisce i giovani lavoratori: crollo nei posti entry-level QWERTYmag © www.qwertymag.it
L'AI colpisce i giovani lavoratori: crollo nei posti entry-level © www.qwertymag.it

Secondo uno studio aggiornato degli economisti di Stanford, l'intelligenza artificiale sta causando una significativa perdita di posti di lavoro tra i giovani lavoratori nei ruoli entry-level più esposti all'AI, mentre i lavoratori più anziani restano per ora poco coinvolti dal fenomeno.

Le preoccupazioni sull'impatto dell'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro si stanno concretizzando, almeno per i giovani alle prime esperienze. Un nuovo studio degli economisti della Stanford University, pubblicato nell'agosto 2026 e intitolato "Canaries in the Coal Mine? Six Facts about the Recent Employment Effects of Artificial Intelligence", mostra che l'AI sta già riducendo in modo significativo le opportunità di lavoro per i lavoratori tra i 22 e i 25 anni nei settori più esposti all'automazione, mentre i colleghi più anziani sembrano per ora risentirne molto meno.

Occupazioni entry-level in calo: i dati dello studio

Analizzando dati anonimi sui salari raccolti da ADP, i ricercatori hanno valutato il grado di "esposizione" di ogni professione all'AI, utilizzando sia metriche consolidate sia l'Anthropic Economic Index, che misura l'uso effettivo del modello Claude nelle attività quotidiane. I risultati sono chiari: nel 2026, l'occupazione tra i giovani nei lavori più colpiti dall'AI è inferiore del 19% rispetto ai coetanei in settori meno esposti, un divario in crescita rispetto al 13% rilevato l'anno precedente.

Guardando all'intera economia, le differenze complessive tra i settori più e meno impattati dall'AI restano contenute. Tuttavia, per i giovani lavoratori, il calo è netto: dal 2022, nei lavori più "AI-impattati", l'occupazione dei 22-25enni è scesa dell'11%, mentre nei settori meno esposti è cresciuta del 10%.

Automazione vs. supporto: non tutte le AI sono uguali

Lo studio distingue tra impieghi dove l'AI sostituisce completamente il lavoro umano ("automative") e quelli dove lo supporta ("augmentative"). Professioni come "accountants and auditors" e "receptionists and information clerks" risultano tra le più vulnerabili all'automazione, mentre ruoli come "chief executive" e "registered nurse" sfruttano l'AI per aumentare l'efficacia senza sostituire la componente umana. Nei settori dove l'automazione è più diffusa, il calo di assunzioni entry-level è particolarmente marcato.

Il fenomeno si manifesta soprattutto con una riduzione delle nuove assunzioni, più che con licenziamenti o dimissioni, e riguarda principalmente il numero di posti disponibili, non i salari.

Il ruolo della conoscenza codificata e dell'istruzione

I ricercatori ipotizzano che i lavori basati su conoscenze "codificate" - cioè formalizzate e trasmissibili tramite istruzione - siano più a rischio di automazione rispetto a quelli che richiedono competenze "tacite", acquisite con l'esperienza. Utilizzando il database O*NET, hanno riscontrato che le professioni con maggior peso della conoscenza codificata mostrano una crescita più lenta dei posti entry-level, mentre quelle basate su competenze tacite vedono aumentare l'occupazione tra i lavoratori più esperti.

Allo stesso tempo, una maggiore presenza di laureati sembra attenuare l'impatto dell'AI: nei settori con più laureati, la differenza tra lavori più o meno esposti all'AI è meno marcata. Dove invece i laureati sono pochi, i lavori meno esposti crescono e quelli più esposti calano.

Prospettive per il futuro del lavoro giovanile

Erik Brynjolfsson, autore principale dello studio, avverte che la tendenza potrebbe portare a un mercato del lavoro dove i posti per chi era già occupato prima dell'era AI restano stabili, mentre le opportunità per i nuovi entranti si riducono drasticamente. "Gli effetti sull'entry-level che misuriamo sono reali, persistenti e in aumento", sottolinea, "e sono più preoccupato di prima per un mercato che mantiene i livelli occupazionali complessivi ma chiude silenziosamente l'accesso ai giovani".

Il tema dell'impatto dell'AI sul lavoro si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione tecnologica, come evidenziato anche da analisi recenti sulle sfide infrastrutturali e di potenza legate al cloud e all'intelligenza artificiale in Europa, trattate in questo approfondimento su rischi e prospettive per la competitività europea.

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