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Levi Strauss & Co. vittima di un attacco informatico: rubati dati aziendali

Barbara Carminati Autrice di cybersecurity e privacy QWERTYmag

Scritto da Barbara Carminati

Levi Strauss & Co. vittima di un attacco informatico: rubati dati aziendali QWERTYmag © www.qwertymag.it
Levi Strauss & Co. vittima di un attacco informatico: rubati dati aziendali © www.qwertymag.it

Un attacco di social engineering ha permesso a cybercriminali di sottrarre dati aziendali dai computer di tre dipendenti Levi’s. Nessun dato dei clienti risulta compromesso, ma l’indagine resta aperta

Levi Strauss & Co., storica azienda dell’abbigliamento nota per i suoi jeans, ha comunicato di aver subito una violazione informatica che ha portato al furto di dati aziendali. L’attacco, reso noto tramite una comunicazione alla U.S. Securities and Exchange Commission (SEC), è stato condotto sfruttando tecniche di social engineering ai danni di tre dipendenti, consentendo agli aggressori di accedere e sottrarre informazioni dai computer aziendali.

Secondo quanto dichiarato dalla società, la risposta interna è stata rapida e ha permesso di contenere l’incidente, evitando che venissero compromessi dati relativi ai clienti. Levi’s ha inoltre precisato che l’attività produttiva e commerciale non ha subito interruzioni a seguito dell’attacco.

Come si è svolto l’attacco e quali dati sono stati colpiti

L’attacco ha avuto origine da una manovra di social engineering, una tecnica che punta a manipolare psicologicamente le persone per ottenere accesso non autorizzato a sistemi o informazioni sensibili. In questo caso, tre dipendenti sono stati indotti a fornire accesso ai loro dispositivi aziendali, permettendo così agli hacker di esfiltrare dati interni. Levi’s non ha specificato la natura esatta delle informazioni sottratte, ma ha confermato che si tratta esclusivamente di dati aziendali e non di dati personali dei clienti.

L’indagine interna è ancora in corso e la società si è impegnata a notificare eventuali parti coinvolte qualora emergessero ulteriori dettagli rilevanti. Al momento, non sono stati individuati gruppi di cybercriminali che abbiano rivendicato pubblicamente l’attacco, anche se alcune fonti di settore collegano l’episodio al gruppo UNC6671, già noto per campagne di voice phishing contro numerose organizzazioni.

Impatto sull’azienda e misure adottate

Levi Strauss & Co. conta circa 19.000 dipendenti e un fatturato annuo di 6,3 miliardi di dollari, con una presenza globale di oltre 3.300 negozi. Nonostante la portata internazionale dell’azienda, la violazione non ha avuto ripercussioni operative né effetti materiali sulla situazione finanziaria, secondo quanto riportato dalla stessa società. L’azienda ha sottolineato che le misure di risposta adottate hanno permesso di bloccare tempestivamente l’accesso non autorizzato e di limitare i danni.

Levi’s ha inoltre rassicurato clienti e partner commerciali, ribadendo che nessun dato dei consumatori è stato coinvolto nell’incidente. Tuttavia, fino a quando l’indagine non sarà conclusa, viene consigliato agli utenti titolari di account Levi’s di monitorare eventuali attività sospette e di segnalare prontamente anomalie al servizio clienti.

Rischi e raccomandazioni per le aziende italiane

L’episodio evidenzia ancora una volta la crescente minaccia rappresentata dalle tecniche di social engineering, che puntano a sfruttare l’anello debole della sicurezza: il fattore umano. Anche aziende strutturate e con risorse dedicate alla cybersecurity possono essere vulnerabili a questo tipo di attacchi, soprattutto se non viene mantenuta alta l’attenzione sulla formazione e sulla consapevolezza dei dipendenti.

Per le imprese italiane, l’incidente rappresenta un ulteriore richiamo all’importanza di investire in programmi di sensibilizzazione e aggiornamento continuo sulle minacce informatiche, oltre che nell’adozione di strumenti di monitoraggio e risposta rapida agli incidenti.

Le tecniche di social engineering, come il voice phishing, stanno diventando sempre più sofisticate e difficili da riconoscere anche per personale esperto. In Italia, dove molte PMI stanno accelerando la digitalizzazione, la formazione continua e la verifica dei processi di autenticazione restano elementi chiave per ridurre il rischio di violazioni simili. L’episodio di Levi Strauss & Co. conferma che la sicurezza informatica non può prescindere dall’attenzione al fattore umano e dalla capacità di reagire tempestivamente agli incidenti.

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