La diffusione degli occhiali intelligenti Meta AI solleva crescenti preoccupazioni sulla privacy, con divieti in scuole e luoghi pubblici. Le app per rilevarli esistono, ma presentano limiti e non garantiscono una protezione totale.
Gli occhiali intelligenti Meta AI stanno diventando sempre più comuni, ma la loro popolarità porta con sé nuove sfide per la privacy. Con milioni di dispositivi venduti ogni anno, cresce il rischio di essere registrati di nascosto mentre si svolgono attività quotidiane. Sebbene Meta non sia l'unico produttore, i suoi occhiali sono i più diffusi e, di conseguenza, diversi luoghi pubblici come scuole, tribunali, ristoranti e locali di intrattenimento hanno iniziato a vietarne l'uso. Anche eventi tecnologici come DEF CON 2026 hanno imposto divieti assoluti, chiedendo ai partecipanti di portare occhiali da vista tradizionali se necessario.
Questi divieti rappresentano un tentativo di arginare gli abusi, ma secondo gli esperti non bastano. L'Electronic Frontier Foundation (EFF) avverte che, senza leggi specifiche sulla privacy dei consumatori, Meta potrebbe rendere la tecnologia ancora più invasiva, ad esempio introducendo il riconoscimento facciale. Questa funzione potrebbe permettere la creazione di deepfake o immagini intime non consensuali, aumentando i rischi per chi viene ripreso senza saperlo. L'EFF ha pubblicato una guida per aiutare gli utenti a sviluppare abitudini responsabili e a comprendere i rischi legati alla registrazione continua, suggerendo anche di oscurare i volti delle persone prima di pubblicare video online.
Limiti delle soluzioni attuali e rischi per la privacy
L'unico "sistema di sicurezza" offerto da Meta è una piccola luce LED che segnala la registrazione, ma può essere facilmente coperta e risulta inefficace contro chi vuole abusare della tecnologia. Sono stati segnalati casi di utilizzo degli occhiali Meta in contesti sensibili, come bagni pubblici o durante raid migratori, e online circolano video che mostrano scherzi, bullismo o molestie registrate senza consenso. Secondo l'EFF, la luce LED è "meglio di niente, ma di poco".
Meta starebbe inoltre testando una versione "super sensing" degli occhiali, in grado di registrare ogni momento senza attivare la luce LED, rendendo ancora più difficile per le persone capire se sono riprese. Recentemente, Meta ha anche rimosso una funzione di riconoscimento facciale dall'app degli occhiali dopo che Wired ed EFF ne hanno rivelato la presenza su milioni di telefoni, ma non è chiaro se questa funzione tornerà in futuro.
Le app di rilevamento: una soluzione imperfetta
Per rispondere a queste preoccupazioni, alcuni sviluppatori hanno creato app che permettono di rilevare la presenza di occhiali intelligenti nelle vicinanze, come Ray-Ban Meta, Oakley Meta o Snap Spectacles. Queste app, però, hanno limiti evidenti: possono solo rilevare il segnale Bluetooth degli occhiali quando sono accesi, ma non possono sapere se stanno effettivamente registrando. Inoltre, la rilevazione può essere ostacolata da muri o altri ostacoli, e non si può mai essere certi che chi indossa gli occhiali stia registrando. Gli sviluppatori stessi avvertono di non affrontare direttamente chi viene rilevato e di non considerare le app infallibili.
Nonostante questi limiti, le app stanno riscuotendo successo. Nearby Glasses, una delle prime, è stata scaricata oltre 100.000 volte, mentre Antizuck Smart Glasses Scanner è salita rapidamente nelle classifiche di iPhone. Zuckoff, lanciata gratuitamente su iPhone e in arrivo su Android, permette di stimare la distanza degli occhiali rilevati e offre una funzione di scansione continua a pagamento. Gli sviluppatori raccolgono identificativi unici dei dispositivi per migliorare la precisione e aggiornano costantemente le app grazie al feedback degli utenti.
La sfida della regolamentazione e la reazione del pubblico
Meta punta a rendere gli occhiali AI un accessorio di massa, investendo in campagne pubblicitarie con celebrità come Kylie Jenner per promuovere i Ray-Ban Meta. Tuttavia, queste iniziative hanno suscitato proteste e critiche, soprattutto per il rischio che la tecnologia venga usata per registrare donne e minori senza consenso. Nonostante le polemiche, Meta prevede di aumentare la produzione, con l'obiettivo di arrivare a 20-30 milioni di unità annue entro il 2026.
La regolamentazione degli occhiali intelligenti resta un tema delicato: vietare le registrazioni in pubblico potrebbe ostacolare la documentazione di abusi da parte delle autorità, ma la mancanza di regole chiare espone a nuovi rischi. Secondo l'EFF, serve un equilibrio tra privacy e libertà di documentazione, mentre gli sviluppatori delle app di rilevamento auspicano norme che obblighino Meta a rendere più trasparente l'attivazione della registrazione. Nel frattempo, la consapevolezza pubblica e la pressione sociale restano le principali difese contro un uso improprio di questi dispositivi.