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Data center USA: emissioni record per Amazon, Google, Microsoft e Meta

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Data center USA: emissioni record per Amazon, Google, Microsoft e Meta QWERTYmag © www.qwertymag.it
Data center USA: emissioni record per Amazon, Google, Microsoft e Meta © www.qwertymag.it

Secondo il Financial Times, i nuovi data center di Amazon, Google, Microsoft e Meta negli Stati Uniti genereranno emissioni di CO2 pari a quelle di 24 milioni di auto, spingendo la crescita delle centrali a gas e rallentando la transizione alle rinnovabili.

La rapida espansione dei data center negli Stati Uniti sta avendo un impatto ambientale senza precedenti. Un'indagine del Financial Times sulle 60 principali strutture in costruzione rivela che i nuovi siti di Amazon, Google, Microsoft e Meta produrranno un'impronta carbonica annua stimata in 101,5 milioni di tonnellate di CO2, equivalente alle emissioni di 24 milioni di automobili a benzina o di 27 centrali a carbone. Jonathan Koomey, esperto di efficienza energetica, conferma che si tratta di una stima ragionevole e sottolinea come questi numeri rappresentino circa il 7% delle emissioni del settore energetico statunitense previste per il 2025.

La corsa ai data center alimenta nuove centrali fossili

L'aumento della domanda di energia elettrica da parte dei data center sta spingendo le utility americane a costruire nuove centrali a gas e a ritardare la chiusura di quelle a carbone. Secondo l'Agenzia statunitense per l'informazione energetica, le emissioni di CO2 sono cresciute del 2% nell'ultimo anno, in parte proprio per la crescita dei data center. Tre quarti delle aziende che servono i nuovi progetti stanno investendo in centrali a gas, mentre un terzo di quelle che gestiscono impianti a carbone stanno posticipando la dismissione degli stessi.

Le strategie dei big tech tra rinnovabili e limiti di mercato

Amazon ha visto aumentare le proprie emissioni del 16% tra il 2024 e il 2025, anche a causa di un incremento del 34% negli acquisti di energia elettrica. L'azienda afferma di aver compensato il 100% del consumo elettrico con investimenti in energia rinnovabile. Alphabet sostiene che senza le proprie strategie di decarbonizzazione, l'impronta di carbonio nel 2025 sarebbe stata cinque volte superiore; Google ha registrato un aumento del 18% delle emissioni, ma dichiara di aver compensato tutto il consumo globale di elettricità con energia rinnovabile per nove anni consecutivi. Microsoft ha riportato un incremento del 25% delle emissioni stimate nello stesso periodo, pur continuando a investire in elettricità a zero emissioni e tecnologie di decarbonizzazione. Meta non ha rilasciato commenti.

Rinnovabili sotto pressione e rischi per la transizione

I quattro giganti tecnologici puntano a compensare il consumo elettrico con investimenti in energia pulita, spesso tramite crediti per le rinnovabili. Tuttavia, la crescita della capacità di generazione a gas negli Stati Uniti è quasi triplicata nel 2025, con la possibilità di aumentare fino al 50% dell'infrastruttura esistente se tutti i progetti saranno realizzati. I mercati finanziari potrebbero costringere le aziende a ridimensionare gli sforzi di mitigazione delle emissioni, dato che colmare il divario tra impegni pubblici e realtà delle reti elettriche è sempre più costoso.

Il nodo della domanda continua e il ruolo delle rinnovabili

L'aumento della domanda di energia dei data center complica la transizione verso le rinnovabili, poiché le fonti fossili sono più adatte a garantire una fornitura costante rispetto a solare ed eolico, almeno finché le tecnologie di accumulo non saranno mature. Questo scenario rischia di rallentare la riduzione delle emissioni, a meno che la produzione di energia pulita non riesca a tenere il passo con la crescita dei consumi.

Il tema della sostenibilità dei data center è centrale anche nel dibattito europeo, dove la crescita della domanda di calcolo e cloud rischia di mettere sotto pressione le infrastrutture energetiche, come già evidenziato nell'analisi sulle sfide di capacità per il cloud e l'AI in Europa.

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