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Ransomware spinge le perdite digitali in Giappone a livelli record

Barbara Carminati Autrice di cybersecurity e privacy QWERTYmag

Scritto da Barbara Carminati

Ransomware spinge le perdite digitali in Giappone a livelli record QWERTYmag © www.qwertymag.it
Ransomware spinge le perdite digitali in Giappone a livelli record © www.qwertymag.it

Il Giappone affronta un'escalation di attacchi ransomware e truffe digitali: la National Police Agency segnala 123 casi in sei mesi e perdite per 175,5 miliardi di yen, con un aumento del 45% rispetto all'anno precedente.

Un'ondata di ransomware ha travolto il Giappone nei primi sei mesi del 2026, con 123 attacchi registrati dalla National Police Agency: mai così tanti in un solo semestre da quando esistono dati comparabili. Il danno economico non si limita ai sistemi bloccati: le frodi digitali hanno bruciato circa 175,5 miliardi di yen, segnando un balzo del 45% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Dietro questi numeri si nasconde una realtà operativa sempre più aggressiva. Le organizzazioni criminali puntano su vulnerabilità nei servizi online e nella gestione delle identità digitali, colpendo aziende, enti pubblici e cittadini. La National Police Agency sottolinea che la maggior parte delle perdite deriva da truffe orchestrate tramite piattaforme internet, dove la rapidità delle transazioni e la difficoltà di tracciamento favoriscono i malintenzionati.

Il fenomeno non è isolato: la crescita delle minacce digitali in Giappone si inserisce in un contesto globale di escalation, come dimostrano anche casi europei di furto dati e attacchi mirati. Basti pensare a quanto riportato recentemente su QWERTYmag, dove la sottrazione di dati sensibili ha avuto impatti ben oltre le cifre ufficiali.

Le autorità giapponesi si trovano ora a fronteggiare una doppia emergenza: da un lato la necessità di rafforzare la resilienza informatica delle infrastrutture critiche, dall'altro la pressione per aggiornare strumenti di prevenzione e risposta alle frodi digitali. Il settore privato, intanto, si muove tra investimenti in cybersecurity e la consapevolezza che nessun sistema è davvero impermeabile agli attacchi più sofisticati.

La corsa dei criminali digitali giapponesi verso tecniche sempre più evolute e la crescita esponenziale delle perdite finanziarie dimostrano che la strategia difensiva attuale non basta più. Ignorare la portata di questi numeri significa sottovalutare un rischio sistemico che non riguarda solo le aziende, ma l'intera società digitale. Il Giappone, oggi, è il laboratorio dove si misura la capacità di un paese avanzato di reagire a una minaccia che non conosce confini né tregua.

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