SoftBank firma un'intesa per infrastrutture AI in Sarawak, ma un attacco ransomware blocca la controllata cloud e lascia offline quasi 500 clienti in Giappone.
Un blackout improvviso ha colpito la divisione cloud di SoftBank proprio mentre il gruppo accelera i piani sull'intelligenza artificiale nel Sud-Est asiatico. Il ransomware ha messo fuori gioco IDC Frontier, lasciando 495 clienti tra aziende e amministrazioni pubbliche giapponesi senza accesso ai sistemi. Nessuna soluzione rapida in vista. Il datacenter East Japan Region 1 è stato isolato dalla rete e spento per contenere la minaccia. IDC Frontier ha bloccato anche la console amministrativa cloud esterna in tutte le regioni, in attesa di controlli di sicurezza più approfonditi.
Tra i clienti colpiti, Nissui ha dovuto fermare le attività in 17 centri di distribuzione sparsi per il Giappone. I siti governativi della prefettura di Ibaraki sono rimasti irraggiungibili per ore. IDC Frontier afferma di non aver riscontrato esfiltrazioni di dati, ma ha già avviato notifiche individuali e continua a indagare su cause e possibili impatti sui dati sensibili. L'incidente mette sotto pressione la resilienza delle infrastrutture cloud, mentre la conformità alle direttive di sicurezza europee e italiane, come quelle di Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, diventa cruciale per operatori e clienti.
Accordo strategico per l'AI in Sarawak
SoftBank Group, intanto, ha siglato un accordo quadro con Grab e Petroleum Sarawak per valutare la creazione di una piattaforma digitale e AI nello stato malese di Sarawak. Masayoshi Son (SoftBank), Anthony Tan (Grab) e Janin Girie (Petroleum Sarawak) hanno firmato l'intesa, che prevede una roadmap di sviluppo a fasi e lo studio di soluzioni che vanno dalla potenza di calcolo AI ai servizi specializzati e robotica. Il documento non comporta impegni finanziari vincolanti né l'avvio di costruzioni, ma fissa le regole per la collaborazione futura.
Il progetto punta anche a rafforzare la formazione e lo sviluppo della forza lavoro locale. SoftBank porta competenze in semiconduttori e infrastrutture AI, Grab mette sul tavolo il suo ecosistema digitale regionale e capacità applicative AI, mentre Petroleum Sarawak garantisce energia e infrastrutture di base. Le parti vogliono coprire l'intera catena del valore dell'AI, dalla progettazione hardware ai servizi cloud e alle applicazioni verticali, in linea con le strategie di digitalizzazione promosse da regolatori europei come MIMIT.
IDC Frontier ha isolato l'intero East Japan Region 1 e sospeso la console amministrativa cloud in tutti i suoi datacenter per prevenire la propagazione del ransomware e garantire la sicurezza dei dati dei clienti.
Pressioni di mercato e debito crescente
L'attacco arriva in un momento già teso per SoftBank. Il titolo ha perso il 4,1% giovedì, scendendo a EUR 34,01, poi a EUR 32,40 (-8,6%) nella rilevazione successiva. Il clima resta negativo tra prese di profitto, prezzi del petrolio in salita e incertezze sui tassi d'interesse. Gli investitori guardano con cautela agli investimenti nei data center e semiconduttori, mentre il debito si aggira sui 140 miliardi di dollari e sono in corso nuove emissioni obbligazionarie per 11,1 miliardi di dollari.
Il piano per Sarawak si inserisce in una strategia più ampia che coinvolge anche il progetto Stargate con OpenAI, Oracle e MGX, con impegni azionari dichiarati per circa 38 miliardi di dollari. La leadership del gruppo ha avviato colloqui con le autorità indonesiane per discutere l'espansione dell'economia digitale e dell'approvvigionamento energetico, senza però annunciare investimenti concreti.
Rischi e opportunità tra AI e sicurezza
La coincidenza tra l'ambizione di SoftBank nell'AI e la vulnerabilità esposta dal ransomware mostra quanto la sicurezza delle infrastrutture digitali sia ormai un fattore critico per la credibilità di qualsiasi grande operatore tecnologico. Non è la prima volta che la convergenza tra AI e minacce informatiche crea nuove sfide, come già riportato su QWERTYmag in casi che hanno coinvolto assistenti AI sfruttati come vettori di attacco.
SoftBank continua a spingere su nuovi mercati e infrastrutture AI, anche con criticità operative e finanziarie in corso. La gestione di incidenti come quello di IDC Frontier resta centrale per la fiducia di clienti e investitori, in un settore dove la resilienza tecnologica pesa sulla reputazione aziendale.