A Roma, un evento mette il software libero al centro della discussione sull'indipendenza digitale. Si parla di Linux, self-hosting e comunità open source. Prenotazione obbligatoria.
Quando la tecnologia diventa una scelta di autonomia, il discorso si sposta dalla semplice innovazione alla sovranità. Mercoledì 14 ottobre 2026, nell'Aula 1L dell'Edificio RM018 in via del Castro Laurenziano 7A, si terrà un incontro che va oltre la promozione del software libero. Il titolo: "Sovranità Digitale: Etica, Sostenibilità e Indipendenza nel Software Libero".
Il punto centrale della giornata sarà una dimostrazione pratica. Si vedrà come il software libero può cambiare il modo in cui usiamo dispositivi, dati e servizi digitali. Riccardo Palombo aprirà mostrando come Linux e le sue distribuzioni possano dare nuova vita a computer vecchi o economici. Con Linux, si possono creare ambienti di lavoro leggeri, efficienti e su misura. L'attenzione sarà sul recupero dei dispositivi e sull'adattamento del sistema alle vere esigenze degli utenti. Questo mette in discussione la logica dell'obsolescenza programmata. La Commissione Europea ha di recente collegato la diffusione dei sistemi open source al rafforzamento della sovranità digitale europea, anche grazie a iniziative come la nuova EU Open Source Strategy.
Un altro intervento chiave sarà quello di Niccolò Venerandi (NiccoLovesLinux), membro della comunità KDE. Porterà in aula l'esperienza di una grande comunità internazionale di sviluppo open source. Racconterà il progetto KDE, spiegando come funziona il coordinamento, quali sono le forme di contributo individuale e quali opportunità concrete ci sono per studenti e studentesse che vogliono entrare in questo mondo. Secondo le ultime stime, in Europa ci sono oltre 3 milioni di contributor open source. Ma resta una forte dipendenza da fornitori extraeuropei nei settori software, cloud, AI e infrastrutture digitali.
Moreno Razzoli (morrolinux) sposterà poi il discorso sul self-hosting e sulle alternative autogestite al cloud proprietario. Verranno mostrati esempi pratici e criteri per sostituire i servizi cloud commerciali con soluzioni di software libero. L'obiettivo è più autonomia operativa e controllo diretto sui propri dati digitali. In Italia, il tema della libertà di scelta dei dispositivi di rete è sotto la lente di AGCOM, che sta valutando il diritto degli utenti di usare router e modem propri sulle reti in fibra ottica. Questo è un punto chiave per la piena sovranità digitale e la sicurezza delle infrastrutture domestiche.
La Commissione Europea sottolinea che il software open source, pur non garantendo da solo la sovranità digitale, riduce la dipendenza da fornitori esterni e rafforza il controllo europeo sullo stack tecnologico.
La giornata si chiuderà con una tavola rotonda aperta. Il pubblico potrà parlare direttamente con i relatori, fare domande e discutere gli effetti concreti delle scelte tecnologiche di ogni giorno. La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati. Serve la prenotazione tramite il sito dedicato.
Il tema della sovranità digitale non è isolato. L'attenzione verso il controllo dei dati e delle infrastrutture digitali cresce anche in altri settori. Lo mostra quanto riportato di recente sull'importanza di infrastrutture indipendenti per la gestione delle informazioni meteorologiche. Inoltre, la Commissione Europea lega la strategia open source a un pacchetto più ampio di iniziative, tra cui Chips Act 2.0 e Cloud and AI Development Act, per rafforzare la resilienza tecnologica e la sicurezza dei dati in Europa.
Guardando il programma dell'incontro, la linea è chiara. La sovranità digitale non è solo tecnica, ma una scelta di responsabilità collettiva. Usare software libero, partecipare alle comunità open source e gestire in autonomia i servizi digitali sono strumenti concreti per ridurre la dipendenza dalle piattaforme proprietarie e rafforzare la sostenibilità tecnologica. In un contesto dove la libertà digitale si misura anche nella capacità di scegliere e adattare i propri strumenti, iniziative come questa indicano la strada per chi vuole essere protagonista e non solo consumatore nell'ecosistema digitale.