Il gruppo Aurora, legato al ransomware, ha utilizzato l'assistente di codifica AI Cursor di SpaceX per violare reti aziendali in nove paesi tra aprile e luglio 2026, prendendo di mira oltre 20 organizzazioni e riuscendo a compromettere almeno dieci di esse.
Il gruppo criminale Aurora (noto anche come Aur0ra), specializzato in ransomware, è stato recentemente individuato mentre utilizzava Cursor, l'assistente di codifica AI sviluppato da SpaceX, per pianificare e condurre attacchi informatici contro aziende in tutto il mondo. Secondo le analisi indipendenti di CloudSEK e Gambit Security, l'infrastruttura esposta del gruppo ha permesso di ricostruire strumenti, cronologia delle shell e dettagli sugli encryptor impiegati.
Attacchi mirati e uso avanzato di Cursor AI
CloudSEK ha rilevato che una directory aperta ha svelato mesi di attività del gruppo, con attacchi attivi contro oltre 20 organizzazioni in nove paesi tra aprile e luglio 2026. Quattro delle vittime sono state pubblicate sul sito di data leak del gruppo. Gli operatori hanno utilizzato Cursor, un assistente di codifica agentico, per pianificare gli attacchi in lingua russa, escludendo sistematicamente target nei paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CIS).
Le prime informazioni su Aurora sono emerse a fine maggio 2026, con CYFIRMA che ha evidenziato attacchi prevalentemente su sistemi Windows e un costante sviluppo tecnico del ransomware. Ransomware.Live ha registrato 33 vittime tra Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Canada e Regno Unito.
Tecniche di intrusione e strumenti impiegati
Un caso analizzato da Black Hills Information Security ha mostrato come l'accesso iniziale sia stato ottenuto tramite email bombing aggressivo, seguito da telefonate agli impiegati fingendosi help desk IT, per poi stabilire l'accesso remoto con Xray-core. La catena d'attacco ha incluso movimenti laterali tramite SMB, LDAP, WinRM, RDP e RPC, acquisizione di privilegi amministrativi, cancellazione dei log e disattivazione di Microsoft Defender, fino all'esfiltrazione dei dati sensibili e al rilascio dell'encryptor.
CloudSEK ha identificato versioni di Aurora sia per Windows che per Linux, entrambe scritte in Zig. La cronologia delle chat mostra un uso intensivo di Cursor per pianificare le varie fasi dell'attacco, compresa la stesura di un piano completo per lo sfruttamento di Active Directory Certificate Services (AD CS) in russo.
Funzionalità degli encryptor e gestione dei riscatti
Entrambi i binari encryptor, sap.exe per Windows e encrypt.out per Linux/ESXi, sono build statiche dallo stesso codice Zig, compilate per piattaforme diverse. Il binario Windows contiene persino esempi d'uso della versione Linux, segno di una base di codice condivisa. La variante Windows elimina le copie shadow e disattiva il Ripristino configurazione di sistema tramite il Registro, mentre quella Linux/ESXi termina forzatamente tutte le macchine virtuali prima della cifratura.
Una chiave recuperata dall'encryptor ha permesso di accedere a una negoziazione di riscatto tra Aurora e una vittima non specificata, oltre a identificare quattro wallet di criptovalute con suddivisioni variabili tra affiliati e operatori principali. Gli affiliati ricevono tra il 54% e il 79% del riscatto, con la quota restante agli amministratori, in base all'importo richiesto e al fatturato della vittima. I fondi vengono poi riciclati e incassati.
Ruolo di Cursor Agent e impatto sulle aziende colpite
Gambit Security ha osservato l'uso di Cursor Agent, basato su Claude Sonnet di Anthropic, per supportare l'exploit diretto su dieci target tra l'8 aprile e il 21 maggio 2026. In questi casi, l'agente riceveva credenziali o accessi già disponibili e veniva incaricato di svolgere attività di exploit, come installare VPN o proxychains, eseguire scansioni interne con Nmap o NetExec, enumerare i privilegi utente con BloodHound, tentare attacchi NTLM relay e condurre attacchi ai certificati con Certipy.
Molti comandi non riuscivano al primo tentativo, richiedendo aggiustamenti e ripetizioni, ma in alcuni casi l'obiettivo veniva raggiunto. Sulle versioni Linux, è stato usato anche uno script Python per individuare hypervisor VMware ESXi e server vCenter nella rete della vittima.
Conseguenze e aziende coinvolte
Questo caso rappresenta un esempio concreto di come strumenti AI commerciali vengano sfruttati da attori malevoli per potenziare attacchi informatici, nonostante i tentativi dei fornitori di AI di introdurre barriere contro l'abuso. I nomi delle aziende colpite non sono stati ufficialmente divulgati, ma secondo Reuters si tratterebbe di Christeyns, Teckentrup, Helideck Certification Agency, Bayou Title, un distributore farmaceutico argentino e un produttore italiano.