Pocket, la nuova app AI di Meta, permette di creare giochi interattivi tramite semplici prompt testuali, ma le creazioni restano vincolate all'ecosistema Meta, sollevando dubbi su controllo e proprietà dei contenuti.
Negli ultimi anni, gli strumenti di coding assistito dall'intelligenza artificiale e il cosiddetto "vibe coding" hanno rivoluzionato il modo in cui si sviluppa software. Tuttavia, per chi non ha esperienza di programmazione, l'accesso a questi strumenti è spesso ostacolato da interfacce complesse e ambienti di sviluppo poco intuitivi. Meta ha deciso di abbattere queste barriere con Pocket, una nuova app mobile lanciata negli Stati Uniti il 21 agosto, che consente di creare giochi e applicazioni interattive semplicemente descrivendo l'idea in un box di testo, senza mai vedere una riga di codice.
Pocket nasce dall'acquisizione del team dietro la defunta app Gizmo e si presenta come una piattaforma social in stile TikTok, dove le creazioni - chiamate "gizmos" - possono essere condivise, commentate e apprezzate in un feed a scorrimento infinito. Dopo una settimana di utilizzo, la facilità con cui si possono realizzare prototipi di giochi funzionanti tramite dialogo con un modello linguistico ha reso l'esperienza quasi irresistibile. Tuttavia, tutto ciò che viene creato resta confinato all'interno del "giardino recintato" di Meta, senza possibilità di esportazione o sviluppo autonomo.
Creare giochi con l'AI: tra magia e limiti
Per iniziare, basta scrivere la propria idea nel campo "Describe an idea...". Dopo qualche tentativo, ho chiesto a Pocket di realizzare un gioco in cui si ruota una fionda tenendo premuto sullo schermo e si lancia una palla contro ondate di nemici. In meno di due minuti, l'app ha generato un prototipo sorprendentemente fedele alla mia descrizione, aggiungendo anche elementi non richiesti come balle di fieno esplodibili e un contatore di punteggio.
Da lì, ho continuato a perfezionare il gioco con oltre 100 prompt, aggiungendo robot, sistemi di munizioni, oggetti speciali e modificando dettagli come la velocità della fionda o il sistema di punteggio. La rapidità con cui Pocket implementa le modifiche - spesso in meno di un minuto - rende il processo creativo fluido e coinvolgente. Anche richieste vaghe come "aggiungi collisione alle palline" vengono interpretate con sorprendente precisione dall'AI.
Ho poi sperimentato con un secondo gioco, una sorta di arcade di giocoleria, arricchendolo con sistemi di moltiplicatori di punteggio e grafici di fine partita. L'esperienza ricorda la magia: basta pensare a una funzione e Pocket la realizza quasi istantaneamente. Tuttavia, la mancanza di accesso al codice e di strumenti di debug avanzati limita la fiducia che si può riporre nelle creazioni, che restano più simili a giocattoli che a veri giochi commerciali.
Condivisione e controllo: il dilemma della piattaforma chiusa
Le creazioni possono essere condivise solo come post all'interno di Pocket, corredate da una breve descrizione e un'immagine di copertina. È possibile generare un link per una versione HTML5 "preview" giocabile anche da browser desktop, purché il gioco non richieda input tipici da mobile. Tuttavia, la scoperta dei giochi avviene principalmente tramite il feed algoritmico dell'app, che privilegia contenuti rapidi e accattivanti, spesso a scapito della profondità o della qualità.
Scorrendo il feed, si trovano giochi di ogni tipo: da ibridi tra pinball e Breakout a cloni mal riusciti di Flappy Bird, fino a semplici animazioni. Si possono seguire creatori preferiti o curatori che selezionano i migliori gizmos, ma anche le creazioni più riuscite sembrano pensate per sessioni di pochi minuti. Il sistema incentiva la quantità e la viralità, più che la longevità o l'originalità.
Alcuni utenti riescono comunque a ottenere un discreto successo, con decine di commenti e centinaia di like. Le mie creazioni, invece, hanno raccolto solo qualche centinaio di visualizzazioni e pochi apprezzamenti, ma il vero problema è un altro: anche in caso di successo, i giochi restano per sempre bloccati su Pocket. Non esiste modo di esportare il codice, pubblicare il gioco altrove o svilupparlo in un'app indipendente. Nemmeno visualizzare il codice generato è possibile.
Questa esclusività ricorda le dinamiche di altre piattaforme social, ma con una differenza sostanziale: mentre un video creato per TikTok può essere condiviso anche su YouTube o Facebook, un gioco realizzato su Pocket resta proprietà di Meta e serve solo ad arricchire la piattaforma. Un modello che solleva interrogativi su controllo, proprietà intellettuale e sostenibilità economica, dato che l'app non prevede pubblicità né abbonamenti.
AI e controllo: una riflessione sul futuro della creatività digitale
Pocket dimostra il potenziale degli agenti AI per democratizzare la creazione di software, ma evidenzia anche i rischi di affidare la propria creatività a piattaforme chiuse. Se in futuro Pocket dovesse raggiungere una massa critica di utenti, la visibilità offerta potrebbe compensare la mancanza di controllo sulle proprie opere. Per ora, però, l'esperienza lascia una doppia consapevolezza: la potenza degli strumenti AI e l'importanza di poter disporre liberamente dei risultati generati.
Il tema del controllo e della privacy nelle piattaforme Meta è sempre più attuale, come dimostrano anche le discussioni sull'uso degli occhiali intelligenti e le relative preoccupazioni, approfondite in questo articolo dedicato alle implicazioni della diffusione dei dispositivi Meta AI.