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Data center, la sostenibilità come leva per il vantaggio competitivo

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Data center, la sostenibilità come leva per il vantaggio competitivo QWERTYmag © www.qwertymag.it
Data center, la sostenibilità come leva per il vantaggio competitivo © www.qwertymag.it

Lo studio legale A&O Shearman evidenzia come la sostenibilità sia ormai un fattore chiave per investitori e gestori di data center, influenzando regolamenti, strategie e aspettative degli stakeholder in un settore in rapida crescita.

La crescente attenzione verso la sostenibilità sta trasformando il settore dei data center, spingendo investitori, sviluppatori e gestori a integrare strategie ambientali e sociali per distinguersi in un mercato sempre più regolamentato e competitivo. Secondo l'analisi dello studio legale A&O Shearman, la pressione normativa e le aspettative degli stakeholder rendono una roadmap etica un elemento imprescindibile per chi opera nelle infrastrutture digitali.

Espansione dei data center e nuove sfide

L'esplosione dell'intelligenza artificiale ha accelerato la domanda di infrastrutture digitali, con investimenti nei data center che, secondo il Financial Times, nel 2026 raggiungeranno i 58 miliardi di dollari, segnando un aumento del 70% rispetto al 2025 e circa 850 progetti attivi a livello globale. Tuttavia, questa crescita è accompagnata da una crescente opposizione politica e sociale, che si manifesta in attivismo, azioni legali e moratorie. Le critiche si concentrano soprattutto su temi di sostenibilità: consumo di risorse, impatto sui prezzi dell'energia, uso del suolo, rischi per i diritti umani e transizione climatica.

Sostenibilità come fattore abilitante

Gli esperti di A&O Shearman sottolineano l'importanza di monitorare l'impronta idrica, di carbonio e di suolo dei data center. Una ricerca dello United Nations University Institute for Water, Environment and Health rivela che, se i data center fossero una nazione, nel 2025 sarebbero l'undicesimo maggior consumatore di elettricità al mondo. Entro il 2030, il loro consumo idrico potrebbe eguagliare il fabbisogno domestico minimo annuo di tutti gli abitanti dell'Africa subsahariana, mentre i rifiuti elettronici generati potrebbero raggiungere l'equivalente di quasi 250 Torri Eiffel.

Oltre agli impatti ambientali, lo studio segnala rischi per i diritti umani lungo la catena di fornitura, in particolare per quanto riguarda i minerali critici provenienti da aree ad alto rischio e le possibili conseguenze sulle comunità locali, come spostamenti forzati o emarginazione. Anche il diritto a un ambiente sano può essere compromesso da inquinamento, scarsità d'acqua e aumento delle temperature.

Regolamentazione e responsabilità

Le raccomandazioni internazionali attribuiscono a tutti gli attori della filiera dell'AI, inclusi hyperscaler e operatori di data center, la responsabilità di gestire gli impatti ambientali e sociali. I governi stanno introducendo requisiti per l'uso di energia rinnovabile, trasparenza sui parametri ambientali e standard minimi di sostenibilità. In Germania, Irlanda, Giappone e Singapore sono già in vigore normative che impongono quote minime di energia verde e criteri di efficienza energetica.

Alcuni Paesi, come Irlanda, Regno Unito e Stati Uniti, stanno valutando l'obbligo per i data center di autoalimentarsi o di utilizzare fonti energetiche separate dalla rete pubblica. Inoltre, vengono richiesti investimenti per l'ammodernamento delle infrastrutture e la protezione delle comunità locali dai costi indiretti. Tra le iniziative più rilevanti figurano la Connection Policy for Data Centers in Irlanda, l'Energy Conservation Act in Giappone, il Green Mark for Data Centers a Singapore e il National Australian Built Environment Rating System, oltre alle proposte del Data Center Efficiency Package dell'Unione Europea.

Diritti umani e due diligence

Operatori e investitori devono prestare crescente attenzione alla due diligence nella catena di approvvigionamento, con obblighi di identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi sui diritti umani. Regolamenti come la Direttiva Ue sulla due diligence per la sostenibilità aziendale, il Regolamento Ue sui minerali da zone di conflitto, la Legge norvegese sulla trasparenza e la normativa statunitense sulla prevenzione del lavoro forzato degli uiguri impongono standard sempre più stringenti. L'Ocse sottolinea che una reputazione di responsabilità sociale facilita l'accesso ai capitali e alle relazioni commerciali di alto livello.

Stakeholder engagement e vantaggio competitivo

La capacità di adattarsi ai criteri di sostenibilità "best-in-class" rafforza la posizione competitiva degli operatori di data center, influenzando anche la percezione dei finanziatori. Le comunità locali possono opporsi ai progetti per motivi legati al consumo di risorse, all'impatto sociale e ai limitati benefici economici. Per questo, è fondamentale un coinvolgimento autentico con stakeholder e comunità, offrendo benefici tangibili e impegni economici che vadano oltre il semplice investimento infrastrutturale.

Secondo A&O Shearman, una strategia di sostenibilità credibile rappresenta oggi un elemento di differenziazione decisivo: chi gestisce proattivamente i rischi legali e reputazionali può ottenere priorità nelle approvazioni normative, accedere più facilmente ai finanziamenti e godere di maggiore accettazione sociale. Un esempio di come la finanza stia sostenendo la crescita delle infrastrutture AI si trova nell'alleanza tra Nvidia e i principali attori finanziari per la creazione di AI factory, come raccontato nell'approfondimento sulle strategie di investimento per le infrastrutture di calcolo AI.

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