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Italia punta sul quantum computing con alleanze strategiche negli Stati Uniti

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Italia punta sul quantum computing con alleanze strategiche negli Stati Uniti QWERTYmag © www.qwertymag.it
Italia punta sul quantum computing con alleanze strategiche negli Stati Uniti © www.qwertymag.it

L'Italia accelera sul quantum computing grazie a una missione istituzionale a New York guidata da Alessio Butti. Collaborazioni con IonQ e la Q-Alliance mirano a trasformare ricerca e capitale internazionale in nuove opportunità per le imprese italiane.

Il quantum computing non è più un esercizio accademico per pochi addetti ai lavori: la missione istituzionale italiana negli Stati Uniti ha segnato un cambio di passo concreto. Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione tecnologica, ha portato a New York una chiara richiesta: trasformare il dialogo con i giganti americani in investimenti reali e filiere industriali italiane.

La presenza italiana all'Investor Day di IonQ, uno dei principali attori mondiali del settore, non è stata una semplice passerella. L'obiettivo dichiarato è stato quello di collegare la ricerca nazionale con le esigenze delle imprese, attirando capitali e competenze che restino in Italia. "Vogliamo che le tecnologie del futuro non siano solo importate, ma sviluppate e industrializzate qui", ha ribadito Butti, lasciando intendere che la partita si gioca ora sulla capacità di costruire un ecosistema competitivo e autonomo.

Q-Alliance e la strategia italiana

Al centro della missione c'è la Q-Alliance, piattaforma che riunisce pubblico e privato per valorizzare le competenze scientifiche italiane e metterle al servizio delle aziende. L'alleanza nasce in coerenza con la Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, presentata in Consiglio dei ministri da Butti insieme ad Adolfo Urso e Anna Maria Bernini. Il piano, frutto della collaborazione tra Dipartimento per la trasformazione digitale, Mur, Mimit, Esteri, Difesa e Agenzia per la cybersicurezza nazionale, punta a consolidare la posizione italiana nella cosiddetta seconda rivoluzione quantistica.

La roadmap si articola su quattro pilastri: ricerca e infrastrutture, transizione industriale, sviluppo delle competenze e sicurezza. Tra le priorità spiccano il sostegno a startup e PMI, investimenti in data center e supercalcolo, sinergie tra università e industria e la preparazione alla crittografia post-quantum. L'approccio è chiaro: attrarre tecnologie e risorse dall'estero senza perdere la capacità di ricerca e sviluppo autonoma.

Investimenti e progetti europei

Il rafforzamento dei rapporti con operatori statunitensi come IonQ si inserisce in una strategia più ampia che coinvolge anche il versante finanziario. Cdp Venture Capital ha investito in Classiq Technologies, ampliando il round di Serie C e sostenendo ricerca, formazione e coinvolgimento di aziende italiane ed europee. Sul fronte europeo, il progetto Supreme - finanziato con 65 milioni di euro tramite il Chips Joint Undertaking - mira a produrre chip quantistici industriali e ridurre la dipendenza da fornitori extra-UE. Il programma, coordinato dal centro di ricerca finlandese Vtt e con la partecipazione dell'Università Federico II di Napoli, punta a portare i prototipi di laboratorio verso applicazioni industriali in settori critici come telecomunicazioni, cybersicurezza, sanità e difesa.

Il quadro che emerge è quello di una politica industriale che non si limita a dichiarazioni di principio. L'Italia vuole inserirsi nelle catene del valore globali, ma senza rinunciare alla sovranità tecnologica. Un tema già affrontato anche in analisi precedenti che hanno sottolineato la necessità di ridurre la dipendenza dai grandi fornitori esteri.

Il vero banco di prova per le imprese italiane

La missione americana rappresenta un test di maturità per il sistema Italia: la capacità di trasformare alleanze internazionali in vantaggi concreti per le imprese nazionali sarà il vero discrimine tra una strategia di facciata e una reale crescita industriale. Se la Q-Alliance riuscirà a catalizzare investimenti e a trattenere competenze, l'Italia potrà finalmente smettere di inseguire e iniziare a dettare le regole nel quantum computing. Ma senza risultati tangibili, il rischio è che anche questa rivoluzione si trasformi nell'ennesima occasione mancata, lasciando il Paese nella posizione di semplice utilizzatore di tecnologie sviluppate altrove.

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