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Italia spinge sui data center: 32 miliardi tra investimenti e progetti

Giuseppe Attardi Autore di tecnologia e AI QWERTYmag

Scritto da Giuseppe Attardi

Italia spinge sui data center: 32 miliardi tra investimenti e progetti QWERTYmag © www.qwertymag.it
Italia spinge sui data center: 32 miliardi tra investimenti e progetti © www.qwertymag.it

Urso rivendica 7 miliardi già spesi e altri 25 miliardi in arrivo per i data center. Lombardia in testa, ma il Sud si muove con nuovi poli e riutilizzo di siti industriali.

Il flusso di capitali verso i data center italiani ha preso velocità. Tra il 2023 e il 2025, oltre 7 miliardi di euro sono già stati messi sul tavolo. Altri 25 miliardi sono in programma per il triennio successivo. Il ministro Adolfo Urso, intervenuto su X, ha rivendicato una strategia nazionale che sta già portando risultati tangibili e ha puntato il dito sulla sovranità digitale come obiettivo concreto.

L'Italian Datacenter Association fotografa una crescita che non si vedeva da anni. Entro fine 2025, la potenza IT installata nei data center italiani toccherà circa 760 MW: 460 MW per strutture commerciali e 300 MW per centri aziendali. Il portafoglio dei progetti qualificati supera 1,8 GW. Di questi, 230 MW sono già in costruzione e altri 673 MW sono in sviluppo. Restano 936 MW in fase preliminare. Le stime IDA parlano di investimenti infrastrutturali che potrebbero arrivare a 36,9 miliardi di euro tra il 2026 e il 2036.

La Lombardia, soprattutto l'area milanese, guida la corsa. Ma il Nord non è l'unico protagonista. In Piemonte e Sardegna si stanno sviluppando poli di rilievo. Nel Sulcis, una miniera dismessa si prepara a ospitare nuove infrastrutture digitali. Sette progetti hanno già ottenuto il via libera dal ministero dell'Ambiente della Sicurezza Energetica e sono stati riconosciuti di interesse strategico dal Consiglio dei ministri. Alcuni sono in fase avanzata, altri stanno per partire anche nel Sud.

Due progetti hanno ricevuto il bollino di interesse strategico nazionale dal Consiglio dei ministri: il campus K2 Strategic in Lombardia, con una potenza prevista fino a 400 MW, e l'impianto Energy Vault per l'intelligenza artificiale in Sardegna, da 30 MW. Il valore complessivo si aggira sui 6,8 miliardi di euro. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato nel luglio 2026 le prime linee guida operative per la procedura unica di autorizzazione dei data center. Questo ha velocizzato le approvazioni e spinto le richieste a livello regionale. I dati ufficiali dicono che tra 2023 e 2025 sono stati effettivamente investiti circa 7,1 miliardi di euro, pari al 68% dei capitali annunciati. Il divario tra progetti presentati e fondi realmente allocati resta evidente.

IDA prevede che la potenza IT commerciale in Italia possa raggiungere circa 2,0 GW entro il 2031, con il settore in grado di generare fino a 26.000 posti di lavoro permanenti entro il 2036.

Italian Datacenter Association

La strategia non si ferma alle aree già forti. L'obiettivo è distribuire gli investimenti su tutto il territorio. Il governo punta a sostenere una filiera produttiva diffusa, capace di fornire beni e tecnologie alle imprese che costruiscono queste infrastrutture. Il riutilizzo di siti industriali abbandonati, come nel Sulcis, diventa un modello di rigenerazione che lega innovazione e territorio.

Urso insiste: l'Italia è pronta a sfruttare le opportunità dell'intelligenza artificiale applicata ai data center. La filiera nazionale può sostenere la crescita del settore. Il quadro si inserisce in una partita europea dove la sovranità digitale pesa sempre di più, come già documentato per la Spagna.

Prospettive e impatto per il sistema Italia

Il riconoscimento dei progetti come strategici e la portata degli investimenti segnano una svolta per le infrastrutture digitali italiane. La capacità di attrarre capitali internazionali e di distribuire le opportunità su tutto il territorio rafforza la competitività e riduce la dipendenza da operatori esteri.

La spinta arriva da una strategia chiara e da una visione di lungo periodo. La sovranità digitale si traduce in scelte operative che coinvolgono imprese e territori. L'Italia, con la sua filiera e la volontà di innovare anche fuori dai grandi centri, si inserisce nella nuova geografia europea dei data center e dell'intelligenza artificiale. Le linee guida e le procedure di autorizzazione sono disponibili sulla pagina ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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