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Privacy online: come le identità digitali possono proteggerti

Barbara Carminati Autrice di cybersecurity e privacy QWERTYmag

Scritto da Barbara Carminati

Privacy online: come le identità digitali possono proteggerti QWERTYmag © www.qwertymag.it
Privacy online: come le identità digitali possono proteggerti © www.qwertymag.it

La privacy online non è più garantita: oggi è necessario costruirla attivamente. Scopri come le identità digitali multiple e la compartimentazione possono aiutare gli utenti comuni a difendersi da sorveglianza, data broker e rischi crescenti, grazie a strumenti come MySudo.

Negli ultimi vent'anni, il modello di business di Internet si è trasformato silenziosamente: oggi quasi ogni servizio digitale raccoglie dati personali per tracciare, profilare e monetizzare gli utenti. Ogni app installata, ogni sito visitato e ogni modulo compilato contribuisce a un profilo dettagliato, alimentando l'economia della cosiddetta "surveillance capitalism", dove l'attenzione e i dati personali sono la vera merce di scambio.

Questa raccolta di informazioni è spesso invisibile: un solo indirizzo email può collegare acquisti, ricerche sulla salute, cronologia delle posizioni e relazioni sociali. I data broker aggregano questi dati, acquistandoli e rivendendoli, fino a ricostruire identità digitali più complete di quanto immaginiamo. Tutto ciò avviene senza violazioni o attacchi informatici: è il funzionamento standard della rete, spesso senza il consenso consapevole degli utenti.

Perché la privacy online è sempre più fragile

La privacy non è più un diritto garantito, ma qualcosa che va costruito attivamente, pezzo dopo pezzo, controcorrente rispetto ai servizi digitali. I danni di questo sistema sono spesso diluiti nel tempo: non si percepiscono subito, ma emergono come spam, furti d'identità, discriminazione nei prezzi o perdita di controllo sulle proprie informazioni.

L'avvento dell'Intelligenza Artificiale ha aggravato il problema: i data broker sfruttano l'AI per collegare azioni e dati che prima sembravano scollegati, creando profili ancora più precisi e difficili da sfuggire. In questo scenario, la domanda è: è ancora possibile essere privati e sicuri online?

Compartmentalizzazione: la strategia delle identità digitali multiple

Ogni volta che crei un account o compili un modulo, lasci una traccia che può essere collegata alla tua identità. MySudo propone di interrompere questa catena offrendo la possibilità di creare identità digitali multiple, ciascuna con numero di telefono, email, carta di pagamento e altri dati separati.

La compartimentazione consiste nel suddividere le attività digitali in "personas" distinte: una per lo shopping online, una per le app di incontri, una per i viaggi, una per le newsletter poco affidabili. Ogni persona ha i propri dati e strumenti, senza collegamenti osservabili tra loro o con la tua vera identità. Se una persona viene coinvolta in una violazione o inizia a ricevere spam, il danno resta circoscritto.

Questa strategia si differenzia dagli strumenti di sicurezza tradizionali, che cercano di proteggere un'unica identità. La compartimentazione, invece, parte dal presupposto che ogni identità possa essere compromessa e punta a ridurre il valore di ogni singolo profilo, rendendo più difficile la correlazione tra le attività.

Come funziona MySudo nella pratica

La vera sfida è rendere questa strategia accessibile e semplice per tutti, senza richiedere competenze tecniche. MySudo permette di creare fino a 9 "Sudo", ognuno con numero di telefono, casella email, carta di pagamento virtuale, handle per messaggistica cifrata e browser separato.

L'app è disponibile per iOS e Android, consentendo chiamate, SMS, email, pagamenti e navigazione separata per ogni persona. Esiste anche una versione desktop per Windows e Mac, pensata per gestire le email in modo più avanzato, con nuove funzionalità in arrivo.

MySudo fa parte della suite di Anonyome Labs, che include anche una VPN orientata alla privacy e, presto, un password manager. L'azienda ha brevettato diverse soluzioni per la gestione delle identità digitali compartimentate.

Difendersi dalla sorveglianza: una responsabilità individuale

La privacy online è sotto attacco da anni, ma oggi esistono strumenti concreti per reagire. Creare identità digitali separate permette di limitare i danni in caso di violazioni, spam o furti di dati. In un contesto dove anche l'AI viene usata per rafforzare la sorveglianza, la compartimentazione rappresenta una risposta efficace e praticabile da chiunque.

Il tema della sicurezza digitale è sempre più centrale anche per le aziende: basti pensare a come nuovi modelli AI, come quelli descritti nell'analisi su nuove soluzioni AI per la cybersecurity, stanno cambiando il panorama della protezione dei dati.

Scaricare MySudo e adottare la compartimentazione delle identità digitali può essere il primo passo per riprendere il controllo sulla propria privacy, proteggendo i dati personali da data broker, truffatori e futuri attacchi.

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