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Due arresti in Australia per attacchi supply chain TeamPCP

Matteo Sala Giornalista e analista tecnologico QWERTYmag

Scritto da Matteo Sala

Due arresti in Australia per attacchi supply chain TeamPCP QWERTYmag © www.qwertymag.it
Due arresti in Australia per attacchi supply chain TeamPCP © www.qwertymag.it

La polizia australiana ha arrestato due uomini dell'Australia Occidentale, accusati di 14 reati legati al gruppo TeamPCP, responsabile della compromissione di progetti open source di sicurezza come Trivy, Checkmarx KICS e LiteLLM nel marzo 2026. L'operazione ha coinvolto anche FBI e ha portato al sequestro di dispositivi elettronici.

La polizia federale australiana (AFP) ha arrestato due uomini dell'Australia Occidentale, Louis Michael Gaebler, 23 anni, e Ruben Ian Thomson, 21 anni, accusati di aver avuto un ruolo centrale nel gruppo cybercriminale TeamPCP. Il gruppo è ritenuto responsabile della compromissione, avvenuta a marzo 2026, di importanti progetti open source di sicurezza come Trivy, Checkmarx KICS e il gateway AI LiteLLM. Gli arresti sono avvenuti dopo perquisizioni a Cottesloe, Hamilton Hill e Mandurah, durante le quali sono stati sequestrati dispositivi elettronici per analisi forensi.

Le accuse e il modus operandi del gruppo

Secondo le autorità, i due uomini avrebbero ricevuto pagamenti in criptovalute, il cui valore è ancora oggetto di indagine. Le accuse includono possesso e modifica non autorizzata di dati, fornitura di dati per commettere reati informatici, mancata collaborazione con le autorità e gestione di proventi illeciti superiori a 100.000 dollari. Nessuna delle accuse cita esplicitamente i progetti compromessi, ma la polizia sostiene che i due fossero membri principali del gruppo e che il codice malevolo abbia potenzialmente colpito oltre mille organizzazioni in tutto il mondo.

Impatto globale e raccomandazioni di sicurezza

Il gruppo TeamPCP ha agito rubando credenziali di pubblicazione da progetti open source affidabili, diffondendo versioni compromesse tramite i canali ufficiali di rilascio. L'attacco ha coinvolto piattaforme come GitHub Actions, Docker Hub, npm, PyPI e OpenVSX, sfruttando le credenziali sottratte per compromettere progetti successivi. Secondo l'AFP, il codice malevolo avrebbe permesso il furto di oltre 500.000 credenziali e l'esfiltrazione di almeno 300 GB di dati. Alcune fonti indipendenti stimano che l'esposizione abbia coinvolto fino a 2.500 organizzazioni e centinaia di migliaia di pipeline CI/CD.

Risposta internazionale e raccomandazioni

Il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha invitato le organizzazioni colpite a considerare le credenziali esfiltrate come un rischio persistente, suggerendo la rotazione di tutti i segreti CI/CD, token di pubblicazione e credenziali cloud. L'infrastruttura legata a TeamPCP è stata ricondotta ad attività sospette già dal 2020. Il gruppo ha anche reso pubblico il framework worm usato nella campagna Mini Shai-Hulud e ha continuato a diffondere codice malevolo su pacchetti npm come keyv e cacheable nell'agosto 2026.

Conseguenze e misure di difesa

Le autorità raccomandano di verificare la presenza di repository sospetti come tpcp-docs e docs-tpcp e di fissare le workflow GitHub Actions a commit SHA verificati. La rimozione delle versioni LiteLLM compromesse da PyPI è stata confermata, ma i pacchetti risultano ancora accessibili tramite URL diretti. L'indagine prosegue per chiarire l'estensione dei danni e l'eventuale coinvolgimento di altri membri del gruppo.

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