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Grave vulnerabilità in Langflow: rubati segreti OpenAI e AWS

Barbara Carminati Autrice di cybersecurity e privacy QWERTYmag

Scritto da Barbara Carminati

Grave vulnerabilità in Langflow: rubati segreti OpenAI e AWS QWERTYmag © www.qwertymag.it
Grave vulnerabilità in Langflow: rubati segreti OpenAI e AWS © www.qwertymag.it

Un'importante falla di sicurezza in Langflow, piattaforma open-source per applicazioni AI, è stata sfruttata da attori malevoli per sottrarre credenziali, token e chiavi di accesso, con la maggior parte degli attacchi provenienti dalla Russia. Gli utenti sono invitati ad aggiornare urgentemente.

Una vulnerabilità critica di esecuzione di codice remoto non autenticata (CVE-2026-0768) è stata scoperta in Langflow, framework open-source Python per la creazione di applicazioni AI. Questa falla, localizzata nel validatore di codice dell'editor dei componenti personalizzati, consente agli attaccanti di eseguire codice arbitrario con privilegi root senza autenticazione, mettendo a rischio credenziali, token e chiavi di accesso.

Attacchi in aumento e origine russa

Secondo VulnCheck, società di threat intelligence, almeno 50 tentativi di sfruttamento sono stati rilevati nei propri honeypot nel Regno Unito durante il fine settimana, con traffico proveniente principalmente dalla Russia. Caitlin Condon, lead security researcher di VulnCheck, ha dichiarato che l'attività malevola è aumentata rapidamente, raggiungendo 360 attacchi osservati. Gli attaccanti effettuano ricognizione e interrogano variabili d'ambiente per ottenere credenziali amministrative, chiavi di autenticazione superuser di Langflow, segreti AWS e chiavi API OpenAI. Tra le richieste individuate figurano la lettura di variabili come LANGFLOW_SUPERUSER, OPENAI_API*, AWS_ACCESS*, AWS_SECRET*, l'accesso a /root/.cache/langflow/secret_key e la verifica di accessi .ssh e della dimensione di .bash_history.

Dettagli tecnici e vulnerabilità precedenti

Langflow permette di costruire workflow AI tramite interfaccia grafica, collegando modelli linguistici, prompt, database, API e altri strumenti. La vulnerabilità CVE-2026-0768, resa pubblica a gennaio, interessa tutte le versioni fino alla 1.4.2 e deriva dalla mancata validazione di una stringa fornita dall'utente nel parametro code dell'endpoint validate, che viene poi eseguita come codice Python. Trend Micro Zero Day Initiative conferma che il problema nasce dall'assenza di controlli adeguati su input utente prima dell'esecuzione.

Serie di exploit e raccomandazioni

Non risultano proof-of-concept pubblici per CVE-2026-0768, ma non è la prima volta che Langflow viene preso di mira: a marzo, la vulnerabilità CVE-2026-33017 è stata sfruttata entro un giorno dalla divulgazione per eseguire script Python e sottrarre file .ENV e database. Sono seguiti attacchi contro CVE-2026-5027 (scrittura di file arbitrari), CVE-2026-55255 (accesso a workflow e dati sensibili di altri utenti) e CVE-2026-0770 (esecuzione di comandi root, tentativi di malware e furto di credenziali cloud). Più recentemente, CISA ha segnalato lo sfruttamento di CVE-2026-9198 dopo la pubblicazione di exploit pubblici.

Impatto e contesto europeo

La crescente ondata di attacchi contro piattaforme open-source per l'AI evidenzia la necessità di aggiornamenti tempestivi e di una maggiore attenzione alla sicurezza, anche in Italia e in Europa. Situazioni simili hanno già colpito infrastrutture critiche, come dimostrato dal blackout globale di GitHub documentato in un recente approfondimento su QWERTYmag.

Aggiornamento urgente consigliato

Gli sviluppatori e gli amministratori di Langflow sono invitati ad aggiornare immediatamente alla versione 1.11.6, che corregge tutte le vulnerabilità note e riduce il rischio di compromissione dei dati sensibili e delle chiavi di accesso ai servizi cloud.

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