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Magento colpito da StyleSmuggler attacco lampo con backdoor Rust

Barbara Carminati Autrice di cybersecurity e privacy QWERTYmag

Scritto da Barbara Carminati

Magento colpito da StyleSmuggler attacco lampo con backdoor Rust QWERTYmag © www.qwertymag.it
Magento colpito da StyleSmuggler attacco lampo con backdoor Rust © www.qwertymag.it

Un attacco lampo ha sfruttato una falla critica in Adobe Commerce e Magento Open Source per installare una backdoor Rust e una web shell PHP. Adobe corre ai ripari con una patch d'emergenza mentre i merchant restano esposti.

In meno di un'ora dal primo exploit noto, server Magento sono stati violati con una precisione chirurgica: StyleSmuggler, la nuova vulnerabilità zero-day, ha permesso a cybercriminali di installare una backdoor Rust e una web shell PHP, lasciando i merchant Adobe Commerce esposti a rischi immediati di compromissione e furto dati.

Il cuore dell'attacco? Un abuso del sistema di template di Magento, sfruttato tramite injection di codice PHP per generare email di "Payment Transaction Failed Reminder" che in realtà attivano l'esecuzione di codice arbitrario. Il risultato: accesso remoto non autenticato e controllo totale del server.

La falla StyleSmuggler e la risposta di Adobe

La vulnerabilità, identificata come CVE-2026-75650 e valutata con un punteggio CVSS di 10.0, è stata scoperta da Sansec dopo che exploit attivi sono stati rilevati dal 4 settembre 2026. Adobe ha confermato che la falla colpisce Adobe Commerce 2.4.9-2026-aug e precedenti, Adobe Commerce B2B 1.5.3-2026-aug e precedenti, e Magento Open Source 2.4.9-2026-aug e precedenti.

Per arginare l'emergenza, Adobe ha rilasciato hotfix scaricabili da repo.magento[.]com/patch/VULN-39341-composer-patches.zip, raccomandando l'applicazione immediata della patch VULN-39341 e la rotazione delle chiavi di cifratura. L'azienda ha dichiarato: "Siamo a conoscenza di attacchi attivi che sfruttano CVE-2026-75650 contro i merchant Adobe Commerce".

Backdoor Rust e web shell PHP in azione

Secondo la società olandese Disrex, un server Magento è stato compromesso appena 50 minuti dopo la prima segnalazione pubblica dell'exploit StyleSmuggler. Gli attaccanti hanno installato una backdoor Rust su sistemi Linux, capace di collegarsi a server esterni e ricevere comandi, mentre su altri siti vulnerabili è stato distribuito un dropper PHP che scrive una web shell per eseguire codice arbitrario.

Disrex ha spiegato che StyleSmuggler trasforma il codice di template-processing e dependency-injection di Magento in una catena di esecuzione remota senza autenticazione, abbattendo ogni barriera di sicurezza applicativa.

Impatto e precedenti nel panorama delle minacce

Questo attacco si inserisce in una scia di exploit zero-day che stanno colpendo piattaforme critiche: basti pensare ai casi recentemente documentati su dispositivi SonicWall, dove la rapidità di compromissione e la mancanza di indicatori di compromissione chiari hanno lasciato molte aziende senza difese concrete.

Per i merchant italiani ed europei che utilizzano Adobe Commerce e Magento Open Source, la minaccia non è teorica: la finestra tra scoperta e compromissione si è ridotta a pochi minuti, rendendo la tempestività nell'applicazione delle patch l'unica vera difesa. L'assenza di mitigazioni strutturali e la dipendenza da hotfix d'emergenza dimostrano quanto il settore e-commerce resti vulnerabile a catene di exploit sofisticate e automatizzate.

La realtà è che la sicurezza delle piattaforme e-commerce open source continua a essere il tallone d'Achille del commercio digitale. Finché vendor e merchant non adotteranno processi di aggiornamento e monitoraggio proattivi, ogni nuova vulnerabilità sarà solo l'ennesima occasione per gli attaccanti di monetizzare la lentezza delle difese. Adobe ha reagito, ma la vera domanda è se il mercato saprà imparare la lezione prima del prossimo attacco lampo.

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