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Phishing finanziario elude i filtri con caratteri Unicode invisibili

Barbara Carminati Autrice di cybersecurity e privacy QWERTYmag

Scritto da Barbara Carminati

Phishing finanziario elude i filtri con caratteri Unicode invisibili QWERTYmag © www.qwertymag.it
Phishing finanziario elude i filtri con caratteri Unicode invisibili © www.qwertymag.it

Una campagna di phishing ha sfruttato caratteri Unicode invisibili per aggirare i filtri antispam, colpendo milioni di caselle email con lusinghe finanziarie. Microsoft ha individuato la strategia e suggerisce contromisure urgenti.

Milioni di email di phishing sono riuscite a superare i filtri di sicurezza grazie a una trovata tanto semplice quanto insidiosa: l'inserimento di caratteri Unicode invisibili all'interno di parole chiave finanziarie. Microsoft ha intercettato questa tecnica in una campagna che, nel suo picco a febbraio, ha raggiunto 2,37 milioni di messaggi al giorno.

Il trucco consiste nell'infilare un carattere Unicode della Tag block (U+E0000-U+E007F) tra le lettere di termini come "funding" o "credit", rendendo irriconoscibili le parole ai filtri basati su liste di keyword. Così, "funding" diventa "fund[invisibile]ing", eludendo i controlli automatici ma restando perfettamente leggibile per l'utente umano.

Come funziona la tecnica di ASCII smuggling

Questa variante di ASCII smuggling, già nota per attacchi di prompt injection su AI, è stata ora adattata al phishing via email. Microsoft ha rilevato che la campagna ha sfruttato 148 domini tematici legati alla finanza, responsabili del 96% dei messaggi intercettati dal nuovo sistema di hunting di Defender for Office 365. I messaggi promettevano finanziamenti, prestiti e servizi di credito, sfruttando parole come "loan", "advance" e "capital".

La distribuzione delle email avveniva tramite l'infrastruttura della piattaforma legittima ActiveCampaign, che dopo la segnalazione di Microsoft ha dichiarato di trattare l'uso massiccio di caratteri Unicode invisibili come sospetto, al pari del testo non offuscato.

Risposta delle piattaforme e limiti dei filtri

Nonostante la sofisticazione della tecnica, Microsoft Defender ha bloccato oltre il 99% dei messaggi grazie a controlli su mittente, IP e reputazione dei domini. Tuttavia, la capacità di aggirare i filtri basati su parole chiave dimostra quanto sia fragile affidarsi solo a questi strumenti. La campagna ha mantenuto volumi elevati per tre mesi dopo il 9 febbraio, per poi calare bruscamente a metà maggio, ma resta attiva con modalità diverse.

ActiveCampaign ha confermato che i suoi sistemi di moderazione rilevano i caratteri invisibili come testo sospetto, ma la rapidità con cui i criminali informatici adottano nuove tecniche impone una revisione continua delle difese.

Implicazioni per la sicurezza e raccomandazioni

Microsoft raccomanda di normalizzare o rimuovere i caratteri Unicode invisibili prima di applicare filtri basati su keyword, regex o firme, e di trattare la presenza di caratteri della Tag block come forte anomalia. La stessa normalizzazione dovrebbe essere applicata prima di inviare contenuti email agli assistenti AI, per ridurre il rischio di attacchi di prompt injection.

La vicenda ricorda quanto già riportato su campagne che sfruttano infrastrutture legittime per veicolare minacce sofisticate, rendendo sempre più sottile il confine tra traffico lecito e malevolo.

Chi si affida ancora a filtri statici o a controlli superficiali rischia di restare indietro: la velocità con cui i gruppi criminali innovano le tecniche di elusione impone alle aziende italiane e internazionali di adottare strategie di difesa multilivello, investendo in sistemi di normalizzazione avanzata e monitoraggio comportamentale. L'illusione che basti aggiornare le blacklist è ormai superata: la sicurezza reale passa dalla capacità di anticipare l'ingegno degli attaccanti, non solo di rincorrerlo.

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