Microsoft ha risolto una vulnerabilità critica nella piattaforma Entra ID, già sfruttata in attacchi, che permetteva l'esecuzione di codice non autorizzato da remoto. Nessuna azione richiesta agli utenti, ma la trasparenza resta centrale.
Microsoft ha annunciato di aver corretto una vulnerabilità di massima gravità nella piattaforma di gestione delle identità e degli accessi Entra ID, precedentemente nota come Azure Active Directory. Il difetto, identificato come CVE-2026-69836, consentiva a malintenzionati privi di privilegi di eseguire codice da remoto tramite attacchi a bassa complessità.
Dettagli sulla vulnerabilità e mitigazione
La falla è stata scoperta da Robert Fitzpatrick, principal security engineer di Microsoft, e riguardava la deserializzazione di dati non attendibili, permettendo l'esecuzione di codice attraverso la rete senza autenticazione. Microsoft ha precisato che il problema è stato completamente risolto e che non è necessario alcun intervento da parte degli utenti, poiché la patch è già stata applicata a livello di servizio. Al momento, non risultano disponibili online codici di exploit pubblici per questa vulnerabilità.
Altre falle critiche e contesto di sicurezza
Oltre a CVE-2026-69836, Microsoft ha affrontato altre quattro vulnerabilità di massima gravità: tre di queste permettevano l'escalation remota dei privilegi su Azure Arc (CVE-2026-65816 e CVE-2026-69555) ed Exchange Online (CVE-2026-65801), mentre la quarta (CVE-2026-65770) consentiva l'esecuzione remota di codice su Azure Managed Instance for Apache Cassandra.
Precedenti e rischi per le aziende
Non è la prima volta che Entra ID viene coinvolta in falle critiche: nel settembre 2025, Microsoft aveva già corretto una vulnerabilità di escalation dei privilegi (CVE-2025-55241) che avrebbe potuto dare agli attaccanti accesso completo ai tenant Entra ID di qualsiasi azienda. Il panorama delle minacce resta quindi molto dinamico, come dimostrato anche da recenti attacchi che hanno sfruttato vulnerabilità zero-day in altri servizi Microsoft.
Trasparenza e raccomandazioni
Microsoft sottolinea che la pubblicazione del CVE serve a garantire trasparenza verso i clienti e la comunità di sicurezza. Sebbene non siano richieste azioni immediate, è fondamentale che le aziende mantengano alta l'attenzione sulle comunicazioni di sicurezza e sulle patch rilasciate dai fornitori di servizi cloud.
Il tema delle vulnerabilità critiche sfruttate attivamente è sempre più centrale: basti pensare a casi recenti come quello che ha coinvolto server PTC Windchill, dove un gruppo ransomware ha sfruttato una falla per installare web shell personalizzate, come raccontato in questo approfondimento su attacchi mirati a infrastrutture aziendali.